Nella magnifica cornice del siracusano Palazzo Vermexio, il 28 marzo si è svolto un incontro organizzato dal PD provinciale in cui l’Assessore regionale ai Beni Culturali prof. Antonio Purpura si è confrontato con amministratori locali e rappresentanti di enti e associazioni del settore per analizzarne problemi e prospettive alla luce, come ormai è d’obbligo, degli aspetti critici determinati sia dal generale periodo di crisi che dagli specifici regressi economici del territorio siciliano contrassegnati anche da un grave processo di deindustrializzazione.

I diversi interventi, introdotti da una cornice della problematica delineata dall’on. Marika Di Marco, hanno infatti analizzato soprattutto il difficile rapporto tra “pubblico” e “privato” nella gestione e valorizzazione dell’immenso patrimonio di beni culturali potenzialmente o in atto offerto dal territorio siciliano; a partire dalla consapevolezza dei danni arrecati da un disorganico processo di industrializzazione selvaggia subita nel recente passato, come sottolineato dall’intervento dell’on. Bruno Marziano.

Di particolare rilevanza l’intervento della Sovrintendente ai Beni Culturali della Provincia di Siracusa dr.ssa Beatrice Basile, caratterizzato dal monito ad un adeguato “uso” dei monumenti; in particolare, non pare opportuno né utile continuare ad usare indiscriminatamente il Teatro Greco senza tener conto dei limiti oltre i quali si possono arrecare danni irreversibili; ovvero non prevedere un permanente e adeguato piano annuale di manutenzione che limiti la naturale corruzione indotta dal tempo o dagli agenti atmosferici e ambientali. In altri termini, il documentato intervento della dr.ssa Basile paventa che l’irrazionale eccesso nel legittimo uso di un eccezionale bene come il Teatro Greco di Siracusa possa finire con il deteriorarlo fino a renderlo non più fruibile.

A fronte di talune “buone pratiche” di enti comunali e di alcune iniziative legislative indicate dall’ex Assessore regionale prof.ssa Mariarita Sgarlata, sono emerse inoltre molteplici criticità sia nel rapporto tra beni culturali ed enti locali, sia nella correttezza gestionale ad opera di privati; ma soprattutto, si è lamentata la mancanza – sinora – di una visione integrata dei problemi connessi alla valorizzazione dei beni culturali siciliani, a cominciare dalla discutibile separazione tra Assessorato ai BB. CC. e Assessorato al turismo, probabilmente frutto di un atteggiamento culturale che vede nel patrimonio artistico, culturale e ambientale solo un obiettivo di contemplazione autocelebrativa da parte dei residenti.

 

Con il prof. Purpura l’Assessorato si muove invece, come sottolineato dal dr. E. Pupillo, nella prospettiva strategica di contribuire a determinare un sottoinsieme sinergico in cui si possa dare impulso a un modello di sviluppo fondato sulla integrazione tra turismo, agricoltura e BB.CC. senza trascurare il sistema industriale. Occorre invece poter contare su un sistema industriale efficiente «che non cannibalizzi il turismo» e costituisca un moltiplicatore delle opportunità e dei profitti a vantaggio del territorio.

 

L’intervento conclusivo del prof. Purpura ha ripreso e sviluppato i temi di maggior evidenza, a cominciare dalla falsa dicotomia tra “pubblico” e “privato”: se, infatti, da un lato vi è l’ineludibile necessità di diminuire la differenza tra costi e ricavi, al netto della lotta agli sprechi, in enti di grande importanza ma inevitabilmente in perdita come i musei, dall’altro non si può abbandonare a gestioni puramente speculative un patrimonio prezioso che, specialmente nel caso dei parchi naturali, può essere salvaguardato solo dall’intervento pubblico. Risulta pertanto necessario saper portare, anche con l’ausilio delle nuove tecnologie sin qui scarsamente utilizzate, i beni culturali sul mercato, aprendo se utile al privato e affidandone la pura commercializzazione ad associazioni culturali no profit, a cooperative giovanili, al volontariato, ad operatori del settore turistico. Bisogna soprattutto «puntare su conoscenza e innovazione… integrare l’offerta formativa con i BB. CC… puntare sulla cultura per lo sviluppo turistico»; tra l’altro, il turismo culturale offre l’opportunità di ampliare i flussi turistici nell’arco temporale annuale, anche grazie alle caratteristiche del clima siciliano, invece di mantenerlo sostanzialmente ristretto intorno al periodo estivo.

 

Affinché tale prospettiva risulti virtuosa – è stata la conclusione dell’Assessore Purpura – è indispensabile che il “privato” sappia determinare nel breve termine dinamiche positive e competitive; e il “pubblico” sia in grado di mantenere un controllo forte e competente, con una struttura dirigenziale con competenze specifiche (quindi estranea alla rotazione “a caso” dei dirigenti, comprensibile solo nel settore puramente amministrativo) che permetta di salvaguardare una visione generale a lungo termine e la specifica “mission” dei Beni Culturali.

A proposito dell'autore

Dirigente scolastico

Nato a Catania il 17-8 1948, ha terminato gli studi classici presso il liceo “Cutelli” e umanistici presso la facoltà di filosofia. Docente di Storia e Filosofia nei licei di Paternò, Siracusa, Lentini dal 1974. Nel 1983  promotore e organizzatore, in collaborazione con Comune di Lentini, Società Filosofica Italiana e Università di Catania del Convegno internazionale su “Gorgia e la Sofistica”. Nel 2004 e nel 2005 Coordinatore didattico master di 2° livello università “Kore” di Enna; è stato Supervisore SISSIS a contratto presso università di Catania e assessore alla Cultura e Pubblica Istruzione del Comune di Lentini. Dal 2009 Dirigente scolastico prima a Cremona e ora Paternò.

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