In un epoca in cui il tempo reale è divenuto una virtù, anzi un obbligo, gli intervalli di riflessione sono brevissimi e, d’altra parte, i ceti dirigenti non sempre brillano per cultura. Capita così di imbattersi spesso in frasi fatte, che servono a chi parla a dire “la propria” nei tempi offerti dalla TV.

Ora è tipico delle frasi fatte l’essere ripetute e riprese all’infinito, tanto che il loro contenuto diviene un punto fermo per il pubblico, anche se… ahimè … sbagliato.

È questo il caso di una trita frase pronunciata dal politico di turno, da me sentita in un talk show. La parlamentare si esprimeva più o meno così: “Io sono garantista, ci sono tre gradi di giudizio…”. Ebbene, mi sia permesso sfatare un mito: in Italia non sono previsti tre gradi di giudizio, né nel processo penale – a cui la nostra rappresentante si riferiva – né nel processo civile. Infatti il nostro processo prevede un primo grado di giudizio, e poi – se almeno una delle parti propone l’appello – un secondo grado di giudizio, nel quale si possono riconsiderare tanto i fatti quanto le interpretazioni giuridiche oggetto del processo. In appello, quindi (se le parti lo domandano) si può riconsiderare per intero tutto il processo di primo grado e la relativa sentenza. Giustamente, dunque, si parla di un secondo grado di giudizio.

Quanto alla Corte di Cassazione, essa può rivedere solo le valutazioni giuridiche compiute dai precedenti giudici. È priva, invece, del potere di riesaminare i fatti, ormai accertati dal giudice di appello. In Cassazione, quindi, non può ripetersi il giudizio precedente e, pertanto, non si dà un terzo grado di giudizio. Ce lo ricordano – tra le tante – due recenti pronunce della Cassazione civile, e cioè la sentenza n. 12636 del 5 giugno 2014 e l’ordinanza n. 1130 del 21 maggio.

Occorre rassegnarci, dunque, per quanto garantisti si voglia essere: in Italia abbiamo solo DUE gradi di giudizio!

A proposito dell'autore

Avvocato in Catania

Giuseppe Auletta, è nato a Catania il 25 maggio 1983. Dopo studi classici presso il Liceo “M. Cutelli”, nel 2006 consegue la laurea triennale in Scienze Giuridiche presso l’Università di Catania, con voti 110/110 e la lode. Nel 2008, sempre a Catania, consegue la Laurea Magistrale in Giurisprudenza con voti 110/110 e la lode. Nel 2013 diviene Dottore di Ricerca presso l’Ateneo catanese all’interno del corso di Dottorato in “Scienza, Tecnologia & Diritto”. Avvocato dal 2011, è iscritto all’Ordine forense di Catania ed esercita la professione con particolare attenzione alle tematiche del diritto civile e del diritto del lavoro. Dal 2013 è componente del Consiglio d’Amministrazione dell’Istituto “Servizio Cristiano” di Riesi (CL). Sposato con Angela Castiglione.

Post correlati

Scrivi