ADRANO – Un fiocco rosso in ricordo del sangue versato sull’asfalto della strada Statale 284, teatro di innumerevoli incidenti, troppo spesso mortali. É questo il simbolo scelto dall’associazione socio culturale Symmachia Adrano-Biancavilla che ha annunciato una nuova iniziativa per chiedere,  a chi di dovere, la messa in sicurezza della strada in questione ed in particolare del tratto che congiunge Adrano e Paternò. Una campagna che prevede tre fine settimana nei quali si svolgerà un’opera di sensibilizzazione e volantinaggio (oggi nei pressi dello svincolo per la Statale, in contrada Naviccia ad Adrano ed i prossimi due sabati in prossimità degli svincoli d’accesso alla 284  a Biancavilla e Santa Maria di Licodia), nonché raccolta firme per la petizione popolare: domani, domenica 22 Febbraio dalle 10. 30 alle 13.00 in Piazza Umberto ad Adrano, domenica 1 Marzo, alla stessa ora, in piazza Roma a Biancavilla; e domenica 8 Marzo, sempre dalle 10.30 alle 13.00 in piazza delle Consuetudini a Santa Maria di Licodia.

Symmachia

“Il rispetto delle norme stradali è fondamentale perché sappiamo tutti che è una strada dove non si può e non si deve correre – ha dichiarato il presidente dell’associazione Symmachia, Angela Anzalone- , ma è una strada che necessita di sicurezza e di interventi immediati e non più procrastinabili perché è una strada vecchia, nata quando il traffico era di minore intensità. Servono ad esempio delle reti protettive e riteniamo, visto che lì muoiono anche tanti randagi che nello stesso tempo spesso sono causa di incidenti anche mortali, sia indispensabile che il presidente dell’ANAS, il Prefetto (a cui abbiamo inviato già la lettera), si facciano carico di vedere quali sono le criticità incredibili che esistono. Primo tra tutti manca di una doppia carreggiata, manca di corsia di emergenza. Sarebbero spese enormi ma qualcosa la si deve fare. Vogliamo parlare con il Prefetto, anche se credo che già sappia che la 284 è veramente insicura e non può non saperlo quando sul suo tavolo arrivano i nomi di tante persone morte o ferite, e i sindaci del territorio chiaramente riferiscono. Bisogna rivedere tante cose, tra tutte, le buche presenti in tutta la strada che sono troppe. Raccoglieremo le firme ad Adrano, Biancavilla, Santa Maria di Licodia e Paternò, il sabato ci recheremo agli ingressi della Statale e faremo volantinaggio; poi faremo una petizione che rappresenta la voce di tutti i cittadini perché tutti noi sappiamo quanto è pericoloso percorrere quella strada. porteremo le nostre firme al Prefetto, vorremmo valutare con lui le possibili soluzioni”.

A voler fortemente aderire, diventando suo malgrado testimonial, dell’iniziativa dell’associazione Symmachia, è una delle tante famiglie che in quella maledetta strada ha visto morire un proprio caro: è la famiglia di Salvo Muni, 21enne adranita, che la notte del 29 Novembre scorso è rimasto vittima di un incidente avvenuto in curva poco prima dello svincolo per Scalilli. Salvo, perse il controllo dell’auto, uscendo fuori strada e schiantandosi contro le rocce. È la madre di Salvo, Angela Migliostro, (con dolore immenso e lacrime agli occhi, ma con la forza di una madre, una donna, che ha deciso di dare un senso a quanto accaduto al proprio amato figlio) a rilasciare una dichiarazione: “Il messaggio che desidero lanciare è quello di chiedere alle autorità competenti di intervenire ed attuare tutte le misure di sicurezza lungo la 284, perche non accada ad altri quanto accaduto a mio figlio. Nessuno mi restituirà mai Salvo e non voglio che altri genitori o altri figli provino mai questo atroce dolore. Salvo era uscito per fare una passeggiata e non è più tornato a casa, non si può accettare una cosa simile. Io e la mia famiglia (primi firmatari della petizione, ndr) ci batteremo insieme all’associazione Symmachia per ottenere ciò che vogliamo: la messa in sicurezza della Statale 284; strada trafficata ogni giorno da giovani e non, adraniti e non solo, uomini e donne che si recano a lavoro e non è ammissibile pensare che possano non tornare a casa dai propri cari”.

Scrivi