Dati allarmanti quelli riguardanti l’inquinamento dell’aria registrati in molte città italiane, in prevalenza al Sud. L’alta concentrazione di smog e di polveri sottili aumenta ogni giorno di pari passo al tasso di motorizzazione, i piani di salvaguardia ambientale da parte delle amministrazioni comunali stentano a decollare, così come è evidente la mancanza di una efficiente gestione dei rifiuti e della raccolta differenziata. A ciò si aggiunge anche una netta crisi dei trasporti urbani, in un pericoloso mix che rende sempre meno vivibili le nostre città.

Le province siciliane sono tra le protagoniste della preoccupante classifica delle città più inquinate d’Italia, stilata dal Sole 24 ore. In una graduatoria dove la provincia più “pulita” è Monza (1°), mentre la peggiore è Crotone (110°), in Sicilia è Messina in testa a questo preoccupante primato, con un non certo invidiabile 106° posto. Male anche Agrigento (102°) e Caltanissetta (100°), leggermente migliore (ma è un eufemismo) la situazione di Catania (91°), Siracusa (89°) e Palermo (87°). Le province siciliane meno inquinate sono Ragusa (77°), Enna (76°) e Trapani (71°), dato che fa riflettere viste le posizioni in graduatoria comunque altamente deficitarie.
LegambienteAltrettanto preoccupante, per quanto riguarda Catania, è il fatto che la situazione peggiori di anno in anno. Lo scandalo dell’inquinamento della costiera ionica di quest’estate va a braccetto con la quotidianità ben poco idilliaca della “giungla urbana” etnea. Tale allarme ha costretto Legambiente Catania ad alzare la voce, chiedendo immediato riscontro pubblico dei dati sull’inquinamento dell’aria: “I dati allarmanti sull’inquinamento dell’aria registrati in molte città italiane dovrebbero indurre l’Amministrazione comunale a rendere pienamente accessibili i dati sull’inquinamento dell’aria registrati dalle centraline del Comune e ad adottare i provvedimenti più opportuni per salvaguardare la salute dei cittadini – rivela il presidente Legambiente Catania, Renato De Pietro – Le particolari condizioni meteo e il traffico ancor più caotico nel periodo delle festività, infatti, non dovrebbero farci stare tranquilli“.

Va considerato, ad esempio, – continua De Pietro – che i dati rilevati nel 2014 dalla strumentazione per il monitoraggio della qualità dell’aria posizionate in viale Vittorio Veneto hanno evidenziato una concentrazione di biossido di azoto di 54 μg/m3, ben oltre il limite di 40μg/m3 imposto dalla normativa europea. Secondo Legambiente Catania è necessario che il Comune di Catania e tutti gli enti competenti anche sul monitoraggio dell’aria, come l’ARPA, facciano il punto sulla situazione e rendano pienamente consapevoli e partecipanti i cittadini“.

di Emanuele Strano

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