Dopo una lettura di Nuccio Ordine 2013, L’utilità dell’inutile. Manifesto. Con un saggio di Abraham Flexner L’utilità del sapere inutile (1939), Milano, Bompiani 2013, VIII ed. 2013, pp. 265 (formato 16°: h 16,50 cm. X 10 cm.) ci piace proporre queste libere “Spigolature”, che possono servire da memento per i troppo distratti da più “voraci” attività e per i burocrati che stanno seppellendo l’università e la ricerca sotto una montagna di adempimenti e carta da riempire.

1.
Biblioteca
la vita di un museo o di uno scavo archeologico, come quella di una biblioteca,
è un tesoro che la collettività deve gelosamente preservare a ogni costo (p.8).

2.
Apprendimento
Neanche un assegno in bianco potrà consentirci di acquisire meccanicamente ciò che  è esclusivo frutto di uno sforzo individuale e di una inesauribile passione. Nessuno, insomma, potrà compiere al nostro posto quel faticoso percorso
che ci permetterà di apprendere
(p. 16). 

3.
L’università, l’autonomia, l’internazionalizzazione, la meritocrazia, docenti e discenti “alla pari”
Dal punto di vista organizzativo l’Istituto [Institut for Advanced Study, a Princeton] è molto semplice e poco formale.
È costituito da tre scuole […] Ciascuna è formata da un gruppo permanente di docenti e da un gruppo di membri che cambiano ogni anno. Ogni scuola gestisce i propri programmi in totale autonomia;
ogni docente dispone come meglio crede del suo tempo e delle sue energie. 

I membri che provengono da ventidue paesi stranieri e da trentanove istituti americani di studi superiori,
sono ammessi nei diversi gruppi se ritenuti qualificati.

Hanno le stesse libertà dei docenti. Possono lavorare con questo o quel professore, a seconda di come decidono di organizzarsi; possono lavorare da soli, consultandosi di volta in volta con chiunque  ritengano possa essere loro di aiuto.
Non si seguono schemi fissi; non c’è nessuna separazione fra docenti interni o visitatori.
Gli studenti e i professori di Princeton e gli insegnanti e gli iscritti dell’Istituto si incontrano liberamente.
Si studia senza condizioni o limiti, senza preoccuparsi degli effetti per gli individui e per la società
(pp. 256-57).

4.
e… la Burocrazia e l’Amministrazione
[All’Institut for Advanced Study, a Princeton] Non ci sono riunioni dei docenti; non ci sono commissioni.
In questo modo i soggetti che hanno idee godono delle condizioni più favorevoli alla riflessione e alla comunicazione. […]
L’amministrazione è stata ridotta al minimo per dimensioni e importanza.
Uomini senza idee, senza capacità di concentrazione non si troverebbero a loro agio all’Istituto (p. 257-58).

5.
Come, quando e quanto pubblicare?
Un bravo e giovane matematico, dopo un anno a Princeton [all’Institute for Advanced Study] mi venne a trovare per salutarmi. Mentre stava uscendo disse “Forse le interesserebbe sapere cosa ha significato per me quest’anno a Princeton”.
‘Certo’, risposi.
“La matematica, continuò, attualmente si sta sviluppando molto rapidamente, la letteratura, al riguardo, è vasta.
Sono già passati dieci anni da quando ho preso il mio dottorato.
Per un po’ sono riuscito a tenermi aggiornato; ma ultimamente è divenuto più difficile.
Adesso, dopo un anno passato qua, il velo si è squarciato, la stanza si è illuminata, le finestre sono aperte.
Ho in mente due saggi che scriverò fra poco”.
“Quanto tempo impiegherà?”, chiesi.
“Cinque anni, forse dieci.”
“Poi cosa farà?”
“Tornerò”.
(pp. 258-59)

A proposito dell'autore

Docente di linguistica generale all'università di Catania

Salvatore Claudio Sgroi, ordinario di linguistica generale (Università di Catania), è stato pres. del corso di laurea in "Culture e linguaggi per la comunicazione", fa parte della direzione del "Bollettino del Centro di studi filologici e linguistici siciliani", del comitato di redazione "Le Forme e la Storia", e collabora a importanti riviste italiane e straniere di linguistica. È autore di circa 400 saggi e di numerosi volumi, tra cui i più recenti sono Per una grammatica ‘laica’. Esercizi di analisi linguistica dalla parte del parlante, UTET 2010; Scrivere per gli Italiani nell'Italia post-unitaria, Cesati 2013; Dove va il congiuntivo? Il congiuntivo da nove punti di vista, UTET 2013.

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