Marco Iacona  –

 

Incontro Aldo Desiderio, professore di fisica in pensione e saggista, in occasione della presentazione del libro di Nuccio Ordine “L’Utilità dell’inutile (Bompiani), all’interno dell’auditorium “De Carlo” ex monastero dei Benedettini. È tra i relatori. Lo conobbi un anno fa alla presentazione del suo “Quantimistica” (Prova d’autore) in compagnia dell’amico – non di “vecchia” ma di “giovane” data, come tiene a precisare, Franco Battiato.

Quel libro era il sunto di circa trent’anni di esperienze. Aldo non è un accademico e il suo lavoro ha il pregio di non ammiccare al lettore colto. Difficile sintetizzarne il tema in poche battute. Si parla di fisica ovviamente ma anche di medicina. Fascinoso progetto di un “sapiente”, come ai vecchi tempi e in perfetto “stile” Battiato. Esiste una correlazione tra l’intimo e  l’esterno che sfugge ai parametri cosiddetti materiali. Mistica e fisica quantistica, cioè lo studio del mondo microscopico, in coabitazione: l’argomento è di quelli che “prende”. Le leggi della quantistica sono diverse da quelle della fisica classica, in questi ambiti si va contro il senso comune.

Desiderio è un “irresistibile fanatico”, si definisce il «nuovo gabbiamo Jonathan Livingston» ed è riuscito, dice lui, da perfetto spiritualista a svincolarsi dalla società dei consumi. Economisti e tecnici al potere? Che dio li stramaledica, come gli inglesi tanto tempo fa. L’intervento al “De Carlo” è breve e incisivo. Non breve quanto quello di Battiato (pochi minuti e una citazione di Aristotele). Perché frammentare la cultura? «Bisogna sgombrare il campo dalla contrapposizione tra i saperi umanistico e scientifico dice Desiderio. Il libro di Ordine ha il pregio di spingere verso altre letture: rimanda alle citazioni di Lucio Lombardo Radice e a quegli «uomini con cultura e senza cultura». Da fisico, Desiderio ha il pallino per Einstein che era poeta, filosofo e artista. Le motivazioni del più grande monumento dell’umanità erano mistico/religiose, prima di tutto.

Altra fissazione: Ettore Majorana sulle cui vicissitudini ha idee del tutto personali, rese manifeste pochi mesi fa. Per non parlare della nota dolente della scomparsa. Majorana non nutriva, dice lui, particolari interessi per la carriera e per il successo. A parziale conferma, fino a un certo punto lo scienziato catanese risultò ottimo studente di latino e greco. Non altissimi invece i voti in matematica.

 

Aldo Desiderio amico di Battiato. Che ci dici adesso di lui?

L’ho conosciuto in occasione dell’uscita di un mio libro. Volevo farglielo avere per forza. Sembrava un’occasione impossibile e invece… Negli ultimi anni sono diventato il suo professore privato di fisica quantistica. Abbiamo un rapporto amichevole, quasi alla pari. Perché tra l’altro lui ha una preparazione nei fenomeni fisici di quantistica straordinaria e non è un caso che sia così. Straordinaria lo è tutta la sua preparazione spirituale e di esperienza di meditazione.

 

Dicci qualcosa di te…

Che dire? Sono nato a Reggio Calabria ma sono a Catania da tantissimi anni. Insegnavo proprio in questo plesso quando c’erano il liceo statale d’arte e l’istituto industriale “Archimede” già prima della facoltà di lettere e filosofia. La mia formazione è catanese.

 

Non fai politica…

No, solo da giovane ed ero sessantottino.

 

Domanda tosta. Mi dici in breve qual è la tua visione del mondo?

(Ride). Non è facile in due parole. Professo l’intenzione, il desiderio e mi batto per una coscienza planetaria, per eliminare tutti i tipi di divisone. Sono per il rispetto delle diversità, delle minoranze, delle attività e degli individui che stanno ai margini.

Auguri di cuore, allora.

 

A proposito dell'autore

Giornalista e saggista

Marco Iacona, giornalista e saggista. Siciliano non per colpa sua. Autore di sei volumi dal colonialismo italiano all’éra pop passando per il Sessantotto. Il settimo è in arrivo. Conosce Trento, Trieste, Bologna, Milano, Bergamo, Asti, Roma, Firenze, Pisa, Genova e Venezia. Non è mai stato ad Amalfi. Preferisce i fumetti a Nietzsche e Nietzsche a Hegel. Studia la destra ma preferisce Woody Allen. Ama l’opera lirica, la Callas e Pasolini. Ha vissuto quarant’anni in Sicilia e quattro in Piemonte. Nel 2010 ha riattraversato lo Stretto non per nostalgia.

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