CATANIA  – “Il processo di statizzazione dell’Istituto Vincenzo Bellini di Catania deve andare avanti”. A dichiararlo a margine della cerimonia di inaugurazione a Catania dell’anno accademico dell’Istituto musicale è stata la parlamentare nazionale del Partito Democratico Luisa Albanella, già firmataria nel 2013 del disegno di Legge sulla statizzazione degli istituti ex pareggiati ancora ferma in Commissione.

“Proseguono i fitti incontri con il Capo Dipartimento del MIUR, il professor Marco Mancini, l’esperto del Ministro Giannini nel Cda del Bellini, Antonio Torrisi, e i vertici dell’Ente, per ribadire la necessità di accelerare l’iter della statizzazione – sottolinea Albanella – partendo da un lavoro di sintesi delle varie proposte presentate”.

“L’Istituto musicale Vincenzo Bellini di Catania assurge già nei fatti al ruolo di Conservatorio statale, potendo contare su oltre 830 iscritti, provenienti da ben 6 province siciliane. È a tutt’oggi, tra gli ex pareggiati, certamente il più prestigioso e il più rappresentativo a livello nazionale – commenta la parlamentare democratica – caratteristiche queste che da sole varrebbero per separare la sorte del nostro Istituto dagli altri ex pareggiati per i quali  è necessaria l’introduzione di una nuova disposizione normativa, su cui peraltro, stiamo lavorando”. “Durante gli incontri al Ministero è emerso chiaramente– aggiunge la parlamentare Albanella – come il costo di gestione dell’Istituto musicale Bellini, pari a circa 8 milioni e mezzo di euro all’anno,  sia ampiamente giustificato per il numero di allievi  e per l’ampiezza territoriale  di riferimento che esso ricopre,  proporzionalmente in linea con la media nazionale, anzi”.

“Il capo dipartimento Mancini – annuncia – ci ha infine dato massima disponibilità ad incontrare gli assessori di riferimento del comune di Catania al fine di individuare un percorso per una statizzazione cosiddetta ‘a regime’ – conclude la democratica Albanella – con un progressivo disimpegno economico degli attuali enti finanziatori, il più importante, appunto il Comune, e una contestuale e graduale assunzione da parte dello Stato”.

 

 

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