Quando si parla di calcio e di storia, un volto sicuramente noto a tutti gli appassionati è quello di Italo Cucci, indimenticabile direttore del Guerin Sportivo e del Corriere dello Sport e oggi collaboratore di RaiSport come opinionista ed editorialista.

Presente ieri sera alle Ciminiere in occasione della presentazione del libro “Quando il grigio divenne verde (e viceversa)”, di Santino Mirabella, in ricordo dei tempi d’oro di un Catania e di un calcio che forse non esistono più, Cucci ha detto la sua anche sull’attuale “scandalo Catania” legato alla figura di Nino Pulvirenti e sulla reazione della tifoseria a questi fatti ai microfoni di Sicilia Journal:

“Sono stato testimone di una vecchia vicenda legata al Catania, trattato ingiustamente e ferito ingiustamente. Tante persone, allora, provarono a tutelare una società che era nel giusto, ma adesso, invece, gli scandali legati alla presidenza Pulvirenti sono ingiustificabili e l’imprenditore catanese è indifendibile.

L’atteggiamento che mi ha colpito è quello dei tifosi, soprattutto quelli più accesi che mi hanno detto che loro non sono come certi tifosi della Juve che dopo Calciopoli hanno continuato a negare ciò che era effettivamente successo alimentando la polemica sul numero di scudetti vinti sul campo, ma che invece sono consapevoli della colpevolezza di cui si è macchiata la società e vogliosi di ricostruire qualcosa di importante. Questo mi fa molto piacere e dimostra che a Catania c’è tanta gente perbene.

Mi è stato detto anche che gli ultras si stanno muovendo per sottoscrivere la tessera del tifoso con il fine si seguire la squadra anche in trasferta. Fantastico. Nessun illecito, nessuna condotta antisportiva può frenare una passione così forte. Ciò che alla fine rimane è questo, e una squadra da continuare a tifare”.

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