di Agnese Maugeri

Hanna e Jamil. Due bambini, occhi grandi e sinceri, spalancati davanti al mondo. Sono piccoli eppure conosco a fondo come funziona questa nostra strana esistenza. Nati sotto lo stesso cielo quello blu cobalto dell’Egitto, li differenzia solo un particolare, Hanna è reale, Jamil no, o per meglio dire Jamil non è solo uno, ma rappresenta ben 150 milioni di bambini nel mondo.

Hanna e Jamil però sono legati da un filo stretto, un filo di cotone per l’esattezza, che li avvolge e se da un lato diventa schiavitù, dall’altro è salvezza.

Listener-2Jamil è il protagonista del libro scritto dalla poetessa e autrice catanese Lina Maria Ugolini dal titolo Jamil e la nuvola, pubblicata da Splên edizioni, fondata e diretta dalla brillante Surya Amarù.

Il romanzo racconta la storia di un piccolo egiziano costretto a essere un adulto troppo presto a causa della povertà; venduto dai genitori, diventa uno dei tanti “schiavi del cotone” nei campi della Mezzaluna. Potremmo paragonare Jamil alla figura di Rosso Malpelo, protagonista della nota novella verghiana, un bambino che, a causa di una realtà difficile e degradante, si vede negata la sua fanciullezza e la serena felicità che ogni bambino dovrebbe godere.

Jamil possiede però un’arma segreta, in un gioco fatto tra la notte e il sogno, il piccolo riesce, malgrado le atrocità che è costretto a vivere, a rifugiarsi in un mondo fatto di immaginazione. Sarà proprio il potere della fantasia a far superare a Jamil momenti terribili, riuscendo a volare su un magico tappeto volante o aiutato da un Genio che prenderà le difese dei più deboli.

La vita di Jamil, costretto in tenera età a lavorare, è una realtà raccapricciante vissuta da milioni di bambini in molte parti del mondo, nelle cave di cobalto del Congo, nei pozzi per estrarre l’oro in Tanzania, nelle fabbriche di bracciali di vetro in India, nelle piantagioni di tè dello Zimbabwe. La piaga del lavoro minorile colpisce gli stati dove, l’arretratezza e la povertà, rendono questa atroce cancro un mezzo utile alla sussistenza. L’autrice Lina Ugolini ha voluto soffermarsi proprio su questo aspetto nel libro, «il lavoro minorile è un male che investe ancora il nostro mondo, nonostante la Dichiarazione di Ginevra dei diritti del fanciullo, del 1924, e la Convenzione Onu sui diritti dell’Infanzia, approvata nel 1989. Ciò che si ruba a un piccolo è il tempo verde dei suoi anni, il gusto del gioco, della noia, della libertà. La necessità di ricavare un guadagno, anche minimo, cancella in quegli occhi la spensieratezza per sostituirla con la coscienza del dolore».Listener-3

Il libro Jamil e la nuvola, inaugura la nuova collana “I Capodogli” della Splên dedicata ai ragazzi e sarà presentato sabato 27 febbraio alle ore 18 presso il Piccolo Teatro della Città di via Ciccaglione 29, a Catania. All’incontro parteciperanno, oltre la scrittrice Lina Maria Ugolini, anche l’attrice Manuela Ventura il regista Gianni Salvo e Raimondo vecchio. Inoltre il programma prevede un concerto del coro di voci bianche Gaudeamus Igitur Concentus e del coro polifonico InCantata Vox, diretti da Elisa Poidomani.

Ma sono proprio gli sguardi dei bambini che colpiscono il nostro cuore e rimangono ancorati nell’animo di chi li osserva. Ho parlato di Jamil ma adesso devo dirvi chi è Hanna.

Lei è una bimba con occhi scuri e profondi, grembiulino rosa, berretto di lana da cui fa capolino una piccola treccia, ha 7 anni e vive con la sua famiglia in un villaggio del sud-est dell’Egitto, tra la riva orientale del Nilo e il Mar Rosso.

Hanna è il volto reale di “Jamil e la nuvola”, infatti grazie al libro, distribuito in questi giorni, si sta realizzando un progetto di adozione a distanza, attraverso una nota organizzazione non governativa, impegnata in tutto il mondo nella lotta per la tutela dei minori.

Lina Maria Ugolini ha scelto di rinunciare a tutti i ricavati sulla vendita del libro e di destinarli a questa missione. La sua scelta è stata subito abbracciata anche da Surya Amarù, che ha deciso di destinare Listener-4all’adozione a distanza parte dei ricavati e di farla partire ancor prima che il libro arrivasse sugli scaffali.

Un progetto che lega letteratura e sociale che Lina Ugolini ha così spiegato «la pubblicazione di Jamil e la nuvola mi rende particolarmente felice, perché un libro di finzione servirà ad aiutare una bimba vera. Chi leggerà questo romanzo porterà nel proprio immaginario e nel cuore la consapevolezza che Hanna potrà studiare e migliorare la propria condizione di povertà. Questo libro sarà per lei un aquilone per correre nel vento».

Il libro è nato da una lettura appassionata dell’autrice di un reportage firmato da Dan McDougall dedicato ai Bimbi d’Egitto, schiavi del coto­ne, apparso sul Magazine del “Corriere della Sera”. Lo racconta la scrittrice con grande naturalezza, mentre leggeva quelle pagine due grandi occhi con una mosca come lacrima hanno incontrato la sua penna. Quegli occhi tenevano tra le mani una piccola nuvola e proprio a quegli occhi a voluto dare il nome di Jamil.

Il tema trattato nel libro non deve sembrarci poi così distante, sicuramente nel nostro paese i casi di lavoro minorile sono minori rispetto ad altre parti del mondo, ma il racconto della Ugolini vuol far riflettere anche sul crescente fenomeno di “adultizzazione” che i nostri bambini stanno subendo, in questa epoca cosi frenetica. I piccoli diventano sempre più una cattiva imitazione dei grandi, il rischio che corriamo è quello di vivere in una società senza più bambini, una società che non perde il senso dell’infanzia non riconoscendogli più alcun valore. L’antidoto che usa Jamil per superare le crisi è ciò a cui anche noi adulti dobbiamo ancorarci e insegnarlo ai nostri figli. La fantasia è un’arma che nessuno può togliere ne distruggere, che ci fa giocare, sognare, imparare, crescere rende la nostra esistenza migliore a qualsiasi età ma soprattutto è la sola forza in grado di proteggere i bambini e preservare il loro diritto all’infanzia.

A.M.

 

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A proposito dell'autore

Agnese Maugeri

Divoratrice di libri con una brutta dipendenza adoro “sniffare” quelli nuovi. Logorroica, lunatica, testarda. Amante del teatro, ballerina mancata, l'altezza (esagerata) ha infranto il mio sogno. Appassionata di cinema, tutto ma non horror. Scrittrice per indole, il modo più istintivo per sentirmi bene, prendere carta e penna e scrivere Aspirante giornalista per vocazione e CakeDesigner per diletto. Non sto mai ferma puoi incontrarmi mentre recensisco un evento, una prima o un vernissage, con in borsa un libro e biscotti per ingannare l'attesa!

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