Giovanni Fatuzzo

“Indignati e disgustati” sono queste le parole con cui Franco Cupane (segretario provinciale SNAF-Catania) si descrive dinanzi alla fattispecie dei lavoratori forestali. Il sindacato spiega che diversamente dalle frottole populiste ed accusatorie espresse più e più volte in talk-show di caratura nazionale, i Forestali sono pagati dalla Regione Siciliana e non da Roma. Rimembrando che questa categoria di lavoratori nasce da un’accordo tra Stato e Regione siglato nel 1965, un’accordo che stabilì che i “forestali” non si sarebbero dovuti occupare di foreste, quanto di manutenzione del territorio tanto da preferire l’appellativo di “operai antincendio”, ed il mancato appoggio da parte di questi equivarrebbe all’abbandono totale del nostro fragile territorio all’incuria della noncuranza. Detto ciò il problema non è più “Chi?” ma “Quanti?” e Secondo uno studio tecnico svolto dal sindacato avente in calce l’esigenza di una quota tanto sufficiente quanto bastevole, i lavoratori che servirebbero ad occupare tale esercizio sono circa 3.500.

La segreteria regionale SNAF sotto il patrocinio di Giuseppe Pecorino suffraga l’illazione di Cupane con la stesura di un manifesto che si dice impegnato per la dignità dei lavoratori, in cui i dirigenti sindacalisti reclamano la conversione a tempo indeterminato del rapporto di lavoro dei precari forestali nonché l’estensione al personale operaio delle stesse condizioni migliorative previste per gli impiegati dal C.C.N.L. degli addetti ai lavori di sistemazione idraulico-forestale e idraulico-agraria, ricordando a tal proposito il riconoscimento da parte della Corte di Cassazione e di diversi Tribunali Italiani della conversione del rapporto di lavoro in favore di coloro che sono stati chiamati in servizio in violazione delle disposizioni richiamate al D.Lgs. n.368/2001. Con tali propositi SNAF si dice agguerrito e deciso nel procedere con vertenze individuali tese a risolvere le varie problematiche (tra cui la poca chiarezza sulle coperture finanziarie e il mancato rinnovo dell’integrativo Regionale) di cui il comparto forestale è afflitto.

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