Volevate la destra? Eccola servita. Massimo Carminati e poi questi fresconi di “Avanguardia ordinovista”: giusto il tempo di ricordarti il nome e appuntarlo sul notes e li arrestano tutti.

Dice: no la destra non è questa ma una vaga cosa beckettiana che tutti aspettano e che non arriva mai. A prescindere dal fatto che quelli di destra sono stati sempre a litigare. Socializzatori e Corporativisti – giù dibattiti da un soldo al metro: un po’ più in là o in qua c’era il comunismo e non si potevano offendere i padroni. Cristiani e pagani – la cosa sembrava farsi seria ma in realtà nessuno c’ha mai capito nulla se non che il 25 dicembre non è Natale ma qualcos’altro. Proletari e borghesi – non si sa bene chi dovesse far parte dell’élite al potere. Élite spirituale d’accordo ma siccome senza soldi non si canta messa alla fine ne veniva fuori che quelli col portafoglio gonfio decidevano. E zitti e mosca.

Rautiani cioè colti e sfigati e almirantiani con possibilità in più, soprattutto al sud. Quelli in doppio petto e quelli scamiciati che in un certo senso riassumevano le dicotomie. Poi c’erano evoliani, gentiliani, scaligeriani, guenoniani, massoni e antimassoni. Nudisti e alpinisti. Surfisti e pugili, Paracadutisti e sommergibilisti. Un casino sul quale ci hanno scritto tanti libri di valore zero virgola qualcosa. In primo luogo, avrei chiesto a un professore di statistica il computo delle combinazioni.

Alla fine quando qualcuno prende un’iniziativa, tutti a dire: “questa qui la destra? Ma no dai, questi sono pazzi, terroristi, o altrimenti servi del capitale, la destra è quell’altra cosa lì…”.

A furia di fare i falsificatori non è rimasto granché. Per la verità secondo me non è che ci fosse molto in origine. Giuseppe Parlato che con carta e penna ci sa fare, ha scritto che la destra nel dopoguerra doveva dare un “aiutino” agli americani per risolvere i problemi dello Stivale, che non erano pochi. C’erano i carusazzi però che non ci volevano credere. Quelli ci sono sempre stati e hanno letto robaccia, più degli altri. Robaccia, secondo l’opinione che se un’idea non produce frutti da raccogliere, o non vale nulla l’idea (ipotesi principale) o non vale nulla il mastro del raccolto (ipotesi secondaria, che gradisco poco). Ho “inventato” una teoria che è il fulcro esatto tra Pound e Dewey. Sempre di America si tratta: la lingua batte dove il dente duole.

A proposito dell'autore

Giornalista e saggista

Marco Iacona, giornalista e saggista. Siciliano non per colpa sua. Autore di sei volumi dal colonialismo italiano all’éra pop passando per il Sessantotto. Il settimo è in arrivo. Conosce Trento, Trieste, Bologna, Milano, Bergamo, Asti, Roma, Firenze, Pisa, Genova e Venezia. Non è mai stato ad Amalfi. Preferisce i fumetti a Nietzsche e Nietzsche a Hegel. Studia la destra ma preferisce Woody Allen. Ama l’opera lirica, la Callas e Pasolini. Ha vissuto quarant’anni in Sicilia e quattro in Piemonte. Nel 2010 ha riattraversato lo Stretto non per nostalgia.

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