di Anna Rita Fontana

Torniamo alle cantine Murgo di Santa Venerina, presso l’Agriturismo Tenuta San Michele, per il terzo appuntamento tra arte vinicola e arte pittorica. E ancora una volta ci accoglie Vincenzo Cutuli, tra la verde frescura dei vigneti che si protendono a degradare sul pendìo della collina. Una forte impronta della natura si coglie sulle tele dell’artista siciliana Patrizia Vinciguerra: mazzi di tulipani o papaveri vermigli, paesaggi con alberi fra scorci pacati di luce, o tronchi che si accostano tra fessure di corteccia come occhi indiscreti a guardarsi l’un l’altro con malizia; dal cratere dell’Etna innervato da una piena colata lavica screziata di rosso in Eruzione, a un vulcano suggestivo in Etna viola, dallo sfondo che predomina su una luna quasi inghiottita dalla sua cima; mari tempestosi firmati dalla bellezza di un blu lucente, (richiamandoci la temperie romantica di William Turner), con puntini luminosi di costa nell’oscurità, e con l’intento di far sentire lo sciabordìo delle onde; tratte desertiche dai colori spiccati ocra-arancio in Deserto, nella calura del sole con segni vorticosi, forse in balìa del vento in quel muoversi che prelude a un divenire imprecisato.MOVIMENTO DELLA LUNA OLIO SU TELA  80X70 E ancora accattivanti figure femminili viste di profilo e in penombra, avvolte da un alone di ciò che potrebbe esserci; o tematiche come l’alienazione mentale in La pazzia, e quella della morte nell’inquietante figura di Ultimo viale, dove una piccola sagoma nera si dilegua man mano sotto una luce spettrale , tra file di alberi partecipi del dolore. La tecnica prevalente è quella a olio su tela, affiancata poco dall’acrilico e dall’uso della spatola per effetti di rilievo coloristico. La pittrice, che risiede a Giarre e ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Catania, ha risposto volentieri alle nostre domande.
Dalle sue tele emerge un’adesione realistica al mondo circostante, filtrata dalle sensazioni personali. Con quale ritmo si traduce questo processo sulla tela?
“ Io amo osservare accuratamente tutto ciò che mi circonda e lo traduco di getto sulla tela senza fasi preparatorie. Non faccio quasi mai schizzi tranne che per la raffigurazione mimica di un viso. Mi piace anche intricare i pensieri delle persone, come nei tronchi che occhieggiano tutt’intorno, con i pensieri di ciò che è in divenire”.NUDO OLIO SU TELA 100X70
Pur rimanendo vicina alla realtà si tratta allora di una forma di evasione, di una ricerca dell’ “oltre”. Come definisce questo “divenire”?
“ In realtà è qualcosa che non voglio né dire né rappresentare: ad esempio nel quadro Sto arrivando c’è una tempesta che giunge, come si evince dalle pennellate che fremono, ma su una linea d’orizzonte di una pacatezza inverosimile, di una calma apparente, e su un pezzo di costa che si vede dall’alto. Mi piacciono le atmosfere dove si possa intuire ciò che sta per accadere, anche da un semplice frammento”.

-In questa traduzione del suo pensiero creativo quanto influisce il ruolo del colore? Mi sembra che ci sia un richiamo ai colori forti di Matisse e alle correnti del Novecento.
“Infatti, il colore per me è importante, prediligo tinte decise come il blu, penetrante nella raffigurazione del mare, e i colori terragni come il giallo che rende la luce solare e il calore insieme all’arancione, e le gradazioni del rosso. Emerge certamente il mio carattere determinato e volitivo e c’è anche una ricerca costante che si sperimenta attraverso molteplici stili”.DESERTO OLIO SU TELA 120X80-1

– A proposito di ricerca e di tendenze innovative, c’è una corrente avanguardistica del ventesimo secolo in cui ama riconoscersi?
“ Sicuramente nel movimento espressionista, perché mi lascia la possibilità di trasfigurare quello che rappresento. Non mi riconosco invece nel futurismo con il suo scorrere temporale, perché in realtà a me piace fermare il tempo, stimolando l’immaginazione del fruitore”.

Quindi evitando anche aspetti scontati della realtà?
“ Sì, come nei nudi femminili che sono essenzialmente studi del corpo, della fisicità e del movimento, spesso ispirati anche a foto professionali. Ecco perché preferisco non ritrarli frontalmente, ma suggerire piuttosto quello che potrebbe esserci, senza che si veda”.PAPAVERI OLIO SU TELA E SPATOLA 80X80
Lei come pittrice ritiene di avere raggiunto il suo massimo obiettivo sulla tela?
“ Ancora sono alla scoperta, non posso dire di essere arrivata a definire me stessa, penso che sia difficile tracciare un limite di arrivo, forse impossibile per qualsiasi artista. Inoltre aspiro sempre a rappresentare il pensiero con la forza dei mezzi che ho a disposizione. Se con una macchina del tempo avessi la possibilità di scegliere tra l’andare avanti o indietro, preferirei approfondire l’epoca passata per conoscere al meglio chi ci ha preceduto”.
Alla luce di questo, cosa consiglierebbe a un giovane pittore?
“Io gli suggerirei innanzitutto di formarsi un grande bagaglio pittorico -culturale che si ritroverà e apprezzerà sempre di più avanzando negli anni, col monito di non emulare mai nessuno. Solo così avrà la possibilità di creare un’opera d’arte con le emozioni che nascono dal pathos interiore”.
Anna Rita Fontana

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