Francesco Gesualdo, nacque a Mazzarino (Caltanissetta) il 9 agosto 1895: conseguì la licenza liceale a Caltanisetta nel 1914; nel 1915 si iscrisse alla Facoltà di giurisprudenza dell’Università di Roma e dette il suo entusiasmo alle giornate di maggio. Nel luglio dello stesso anno era già allievo ufficiale a Palermo e nel novembre, sottotenente di fanteria al fronte. Dopo due duri anni di guerra lasciò la vita sulla Bainsizza, credendo fermamente che «non avrebbe potuto chiudere la sua esistenza in modo migliore».
Alla sua memoria il Ministero della Guerra conferì la medaglia di argento al valor militare e l’Università di Roma la laurea ad honorem.Alcune delle lettere qui pubblicate furono dirette ai familiari, la maggior parte al dott. Ernesto Zafarana, concittadino, compagno, amico affezionatissimo, anzi «fratello spirituale» di chi le scrisse.

Vada a lui che le ha conservate, la gratitudine del fratello Giuseppe e la nostra.

c.b.

 

 

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Potrebbe sembrare quanto meno anacronistico, a quarantotto anni di distanza, la riproduzione dell’epistolario di un Caduto, epistolario che nel ’35 (Prima edizione: Gino Carabba – Lanciano, aprile, 1935), aveva precisamente motivazioni, direi, quasi “propagandistiche” degli ideali di allora, tendenti a spronare i coetanei del n ostro Francesco Gesualdo ad  emulare  gli eroismi. Ma non è certamente con questo spirito che l’Archeoclub di Mazzarino ha deciso di riproporre le “Lettere dal Col di Lana e dalla Bainsizza “. Credo che l’Archeclub ha mostrato, in più occasioni, di non essere soltanto “cultura da salotto” ma anche e soprattutto impegno sociale. Questa pubblicazione vuole ribadire tale impegno come un contributo della nostra Associazione al dibattito per la pace nel mondo. Dibattito che, oggi, più che mai tocca da vicino il popolo siciliano il quale vede, nel ferreo gioco dei corsi e ricorsi storici, profilarsi tristemente l’ennesima violenza al proprio amor di pace e di libertà.
Che queste pagine possono servire a ricordare agli anziani  e far conoscere ai giovani le atrocità della guerra, e l’olocausto di giovani come Francesco Gesualdo. Desidero infine ringraziare pubblicamente il fratello del’’autore, geom. Giuseppe Gesualdo, socio dell’Archeocllub, che generosamente ci ha consentito di realizzare la presente riedizione nella quale riportiamo alcune delle lettere spedite dal Caduto alla famiglia, e che non furono pubblicate nella prima edizione.
Giuseppe Lo Porto

A proposito dell'autore

Determinata. Umorale. Contraddittoria. Parlare di me? Servirebbe un’altra me per farlo. Riesco ad analizzare, esaminare varie tematiche senza alcun timore, ma alla richiesta autoreferenziale, ecco la Maugeri impreparata! Caos. Ed è proprio in questo caos che trovo ciò che mi identifica, trovo stimolante tutto ciò che gli altri, per superficialità, ritengono marginale, amo trovare e curarne i dettagli. Credo che trattenere i pensieri e sentirli dibattere nella mia mente sia l’essenza della mia “devozione”. Amo scrivere, serve scriverlo?

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