Riceviamo e pubblichiamo.

PONTIDA – A  Pontida, Matteo Salvini ha tracciato la nuova rotta. L’edizione 2016 della Festa sarà ricordata come quella della svolta, una svolta che in realtà non ci sorprende perché chi ha avuto modo di seguire passo passo il percorso della Lega guidata da Salvini, sapeva che quello di domenica era un passaggio naturale, conseguenziale.  Salvini, a parte che ha citato la Sicilia numerose volte, ha chiaramente detto che lui avverte il dovere di battersi per liberare la Sicilia e i siciliani così come lo sente per Milano e i milanesi. Ha ribadito che la secessione aveva senso venti anni addietro, oggi pur mantenendo le identità territoriali, con una forte autonomia, l’Italia si rilancia solo se tutti i fratelli da Nord a Sud, decidono di rimboccarsi le maniche e remare nella stessa direzione per affermare quella libertà che ormai da tempo i governi nazionali e soprattutto europei ci hanno tolto. Siamo schiavi delle loro azioni, dalla Sicilia alla Lombardia non siamo mai liberi di decidere la nostra sorte. Ha detto non ci dormo la notte a pensare che un isola meravigliosa come la Sicilia debba attraversare un momento così io ti dico che se siamo ridotti in queste condizioni è per colpa dei politici siciliani che sino ad oggi ci hanno traditi e questo lo dico a chi critica Salvini e si dimentica che la Sicilia è in ginocchio per colpa di altri partiti e altri politici, per colpa dei traditori siciliani.

Mi ha fatto piacere che dal palco di Pontida nell’ora e mezzo di intervento ha trovato anche il tempo di esaltare i prodotti della nostra terra condannando le politiche comunitarie che stanno distruggendo agricoltura e pesca in Sicilia, a beneficio di prodotti stranieri meno genuini

Fabio Cantarella
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