di Agnese Maugeri

Rosso e Oro sono i due colori che caratterizzano la lunga Notte degli Oscar a Los Angeles; tutto per una notte nella città degli angeli diventa, se fosse possibile, ancora più sfarzoso, luminoso, glamour ed eccessivo.

Chi non è mai voluto essere lì per una volta nella vita, indossando un abito di hot couture magari di Valentino, Armani, Dior, Luis Vuitton, De la Renta, Versace, Saint Laurent, Chanel, Vera Wang, Vivian Westood, Dolce e Gabana, con gioielli da far impallidire quelli della corona, Cartier, Tiffany, Chopard, Van Cleef e scarpe che ogni donna sogna, Louboutin, Cimi Choose, Manolo Blahnik.

Si inizia con il rosso del Red Carpet dove la bellezza fa da padrona, una lunga sfilata di celebrity che indossano i loro sorrisi smaglianti, visi riposati dove è impossibile scrutare una ruga o un cedimento, capelli laccati, stretti dentro i vestiti dei più grandi stilisti al mondo, sembrano risplendere di luce propria o al massimo, della luce che emanano i brillanti sparsi per il corpo.

Una rapida analisi mi porta a pensare che se tutto ciò inizia verso le quattro di pomeriggio lì in California (l’una di notte italiana) chissà a che ora hanno cominciato ad agghindarsi tra trucco e parrucco, strizzate dentro delle stupende trappole in chiffon e georgette e poi ore e ore sui tacchi vertiginosi assumendo pose del tutto innaturali (risucchiando la pancia, allungando il collo e nascondendo con mani sui fianchi e borsette i punti critici di ogni donna) per le foto di rito, scatti che in pochi secondi attraversano tutto il globo.

Ma a tutto questo stress, noi meridionali possiamo anche essere preparati, si potrebbe paragonare la lunga notte degli oscar ai nostri matrimoni che sai quando iniziano ma non quando finiscono, tra momenti di gioia delirante e altri di profondo imbarazzo.

85th Academy Awards, TelecastLa serata continua, tutto l’olimpo del cinema entra nel Dolbly Theatre di Los Angeles, il presentatore di quest’anno è Neil Patrick Harris, famoso per aver interpretato diversi ruoli importanti al cinema e al teatro, l’ultimo in ordine di tempo nel film di David Fincher, grande escluso agli Oscar, “Gone Girl – L’amore bugiardo”.

Neil ha aperto la 87esima edizione degli oscar a ritmo di “All night star song” cantando e danzando, una vera celebrazione del musical americano, simbolo eterno di Hollywood, riuscitissimo anche grazie al supporto di due straordinari colleghi Anna Kendrick e Jack Black.

La nottata è entrata subito nel vivo, la prima categoria premiata è stata quella di Miglior Attore Non Protagonista, vinta da J.K.Simmons per lajk-simmons-oscar-2015 sua intensa interpretazione dell’insegnante iracondo e dispotico in “Whiplash”. Simmons, candidato per la prima volta, ritirando l’ambita statuetta ha ricordato l’importanza dei genitori e il bisogno di sentirli sempre vicino.

Fin qui la serata non riservava grandi aspettative, mi hanno tenuta sveglia il tentativo di Nicole Kidman di voler emulare la statuetta con il suo vestito d’oro, l’ansia legata all’abito di di Lupita Nyong’o ricoperta di 6000 perle, l’enorme fiore rosa sopra la spalla di Gwyennet Paltrow e il fantasioso reginatiche dell’abito di Marion Cotillard.

Le soddisfazioni però non sono tardate ad arrivare, ecco anche 464168622quest’anno un oscar tutto italiano. Milena Canonero vince l’oscar come miglior costumista per lo straordinario film “Gran Budapest Hotel”, la quarta statuetta della sua carriera, la prima la vinse nel 1972 con “Clockwork Orange” (Arancia Meccanica) di Stanley Kubrick. Fu proprio Milena ad aver l’intuizione di mettere la bombetta in testa ad Alex, capo dei Drugo, come segno di irriverenza nei confronti della borghesia londinese. Ancora una volta Milena Canonero vince un oscar per la sua eccelsa bravura, lei non ricostruisce un abito ma inventa con essi nuovi mondi.

Una lunga notte che fatica a non cedere il passo al sonno, il simpatico Neil Patrick porta avanti il grande carozzone ma la sua edizione sembra al quanto tiepida non reggere il confronto con quella dello scorso anno dell’energica Ellen DeGeneres. Il momento del selfie di gruppo effettivamente c’è molto mancato ma la geniale trovata di Neil haneil-patrick-harris-nph-underwear-oscars-2015-billboard-650 riacceso qualche speranza nei telespettatori, lo showman è comparso nel palco degli Oscar in mutande rifacendosi ad una scena del film “Birdman”, ma in realtà Neil ha solo voluto copiare il grande Gianni Morandi durante la conduzione del suo Sanremo.

Le premiazioni proseguono è il momento della Miglior Attrice Non Protagonista, sale sul palco la vincitrice Patricia Arquette per la sua 10834630interpretazione nel film “Boyhood”, anche lei alla sua prima nomination, impeccabile l’abito uno fra i più belli, ma quello che mi perplime mentre guardo la premiazione sono i suoi capelli. Cosa mai le sarà accaduto un colpo di vento ha mosso la sua chioma o qualche star invidiosa ha attentato alla sua acconciatura, un po’ come accade qui da noi a Miss Italia dove nella foga degli abbracci le ragazze si spennano. L’Arquette durante i suoi ringraziamenti ha scatenato il pubblico con il suo discorso sulla restituzione dei diritti alle donne americane.

Sono le cantanti le vere rivelazioni della manifestazione, non tanto per il loro talento indiscusso ma soprattutto per i loro abiti.Jennifer Lopez nel suo abito Ferragamo principesco in cipria tutto ricoperto di paillettes con una profondissima scollatura nel decoltè,  Rita Ora che indossa un vestito dal lungo strascico, forse più lungo del red carpet, per finire con la stravagante Lady Gaga in un abito damascato argento,3189-Oscars-2015-Lady-Gaga-hits-red-carpet-in ma ciò che colpisce l’attenzione di molti è l’omaggio che la popstar ha voluto fare a tutte le “Casalinghe disperate” del mondo sfilando,  con dei guanti rossi della “vileda”. La Gaga si è poi rifatta nel palco durante la magnifica esibizione, un tributo all’immensa Julia Andrews e alla colonna sonora del film “Tutti insieme appassionatamente” con un look sobrio, un bellissimo abito bianco e i suoi finti lunghi boccoli biondi.

È notte fonda e la stanchezza si fa sentire, una sfilza di statuette per la miglior fotografia (Birdman), miglior sonoro (American Sniper), miglior sceneggiatura originale (Birdman), non originale (The imitation Game), miglior make-up e hair-style (Grand Budapest Hotel), miglior effetti speciali (Interstellar), miglior canzone (John Leggend e Glory di Common in Selma), miglior colonna sonora (Grand Budapest Hotel).

Ed ecco arrivano le statuette per miglior film d’animazioni vinta da “Big Hero6” e per miglior film straniero dove trionfa il film polacco “Ida” di Pawel Pawlikowsky, storia di una novizia interamente girato in bianco e nero digitale che dona un risvolto luministico al film.

rs_1024x759-150222210753-1024-julianne-moore-acceptance-speech.jw.22215Dulcis in fundo, finalmente, le tanto attese candidature, una stupenda Julianne Moore nell’elegante abito Chanel, si è aggiudicata la sua prima statuetta come miglior attrice protagonista per la magistrale interpretazione nel film “Still Alice” dove veste i panni di una professoressa di linguistica affetta da una precoce sindrome d’Alzheimer.

Sono ancora le storie vere e i personaggio forti capaci di impreseEddie-Redmayne-256968 immense a vincere nella vita e anche durante la notte degli oscar e così il premio come miglior attore protagonista va a Eddie Redmayne per il film “La teoria del tutto” il giovane attore ripercorre la grandiosa e ardua esistenza dello scienziato più famoso al mondo Stephen Hawking.

La serata si conclude con il nome del miglior regista il messicano Alejandro Gonzalo Inarritu per il suo film “Birdman” che ha vinto anche la statuetta come miglior film.

Finalmente si può andare a dormire, certo non sono mancate le polemiche, c’è chi si lamenta per le poche nomination agli attori di CAS-Awards-2015-vincitori-premiati-Birdman-e-Big-Hero-6-620x350colore, chi recrimina i diritti di parità alle donne ancora una volta escluse dall’Accademy, chi si aspettava più considerazione per Clint Eastwood e per la sua storia del soldato americano, chi voleva la vittoria di Michael Kiton per completare l’exploit di Birdman, ma tutti si meravigliano per il grande trionfo del cinema d’autore.

Ma la verità è solo una, gli Oscar sono una grande favola, belle principesse, spavaldi principi, glamour, lustrini, luci, ed eterna giovinezza, solo gli americani riescono in queste enormi imprese e tutto il resto del mondo rimane li a criticare e ammirare.

Anche se la notte è ormai finita la stanchezza non si avverte perché guardando la lunga notte degli Oscar si è comunque sognato ad occhi aperti.

Agnese Maugeri

A proposito dell'autore

Divoratrice di libri con una brutta dipendenza adoro “sniffare” quelli nuovi. Logorroica, lunatica, testarda. Amante del teatro, ballerina mancata, l'altezza (esagerata) ha infranto il mio sogno. Appassionata di cinema, tutto ma non horror. Scrittrice per indole, il modo più istintivo per sentirmi bene, prendere carta e penna e scrivere Aspirante giornalista per vocazione e CakeDesigner per diletto. Non sto mai ferma puoi incontrarmi mentre recensisco un evento, una prima o un vernissage, con in borsa un libro e biscotti per ingannare l'attesa!

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