di Franco Liotta

quattro chiacchiere con Michele Rapisarda, patron di Radio Smile

Catania – “Viva Guglielmo Marconi, un miracolo per le persone, viva Guglielmo Marconi è un miracolo per l’umanità” cantava così il maestro Joe Cusumano nella sigla di una delle più longeve e popolari trasmissioni radiofoniche mattutine sul canale nazionale. Vi siete mai chiesti quale sia lo strumento di comunicazione che accomuna il più ampio numero di generazioni? Non ci sono dubbi, la risposta è la radio. Ai tempi dei nostri nonni eleganti mobili arricchivano i salotti, donando atmosfere oniriche e quasi clandestine allorquando le soffuse luci delle valvole surriscaldavano l’apparecchio e una voce gracchiante fuoriusciva dalla retina metallica annunciando una melodia di Alberto Rabagliati o Natalino Otto. Con il passare degli anni, poi, l’avvento dei transistor permise all’apparecchio radiofonico di diventare sempre più piccolo da essere portato in giro o dentro il borsello, compagno fedele nelle gite, a scuola o negli stadi, chi può, infatti, dimenticare (ahimè, per chi non ha più venti anni), le domeniche con gli occhi puntati sul campo e l’orecchio incollato alla radiolina per ascoltare “tutto il calcio minuto per minuto”. Poi sono arrivate le cosiddette “radio libere” che hanno avuto il merito di creare tanti conduttori e speakers, ma anche tanta confusione nell’etere e poi la legge Mammì, e poi i grandi network … fino all’era di Internet che, per certi aspetti ha stravolto il mondo delle radio, creando delle vere e proprie fazioni sul ruolo che la comunicazione radiofonica affiderà al futuro. Ecco, il futuro, tanto evanescente quanto imprevedibile, questo è ciò che gli organizzatori del “2° meeting della comunicazione radiofonica”, che si terrà il 17 aprile prossimo presso Viagrande Studios, cercheranno di analizzare con il contributo di molte figure di spicco del settore. Noi di Sicilia Journal, sempre attenti alle problematiche riguardanti ogni forma di comunicazione, incontreremo in questi giorni alcuni di coloro che saranno protagonisti in questo importante evento. Cominciamo con Michele Rapisarda, anima di un’emittente radiofonica catanese “Radio Smile” e coordinatore Sicilia Settore Radio di REA – l’Associazione delle emittenti televisive e radiofoniche locali dei Paesi dell’Unione Europea, di cui fanno parte più di 420 emittenti radiotelevisive.

Un giovane editore che si è cimentato nel mondo delle radio in fm, credendoci ancora oggi, in un momento in cui molti sembrano snobbare l’etere, non ti sembra un paradosso?

No, non credo, invece sono sempre più convinto che, ancora oggi, si possa fare radio a livello professionale. Fin da bambino sono stato attratto da questo “elettrodomestico” e, quando ho potuto, ho investito tantissimo nella radio e in Smile in particolare, perché credo fermamente nella mia struttura e, posso tranquillamente affermare che, tecnicamente non abbiamo nulla da invidiare ai grandi network. Conosco bene la diatriba concernente la radio in Fm o on line, ma ritengo che, ancora oggi, la radio tradizionale sia lo strumento principe nella libertà di movimento, che non ti pone limiti e che puoi ascoltare mentre sei indaffarato a fare tutte le tue cose.

Cosa ti ha portato a intraprendere quest’avventura?logo

E’ stata quasi una sfida, la scintilla nacque mentre ascoltavo un importante network in cui lo speaker esprimeva una sua opinione dando per morta la radio locale, motivando tale conclusione ad un’offerta, proposta da questa tipologia di emittenza, troppo limitata. Fu un’illuminazione, proprio in quel momento pensai che una radio locale “potesse dire la sua” e credo, alla luce dei fatti, di non essermi sbagliato.

Credo che avviare il tutto non sia stato facile, mi dici quali sono state, e sono, le difficoltà incontrate?

Non poche, dovetti rilevare concessione e comprare la frequenza, per fondare il marchio Smile, questo non fu semplice, sia dal punto di vista economico che logistico, ma la passione e la voglia era tanta da permettere di superare tutte le difficoltà che si sono presentate in questi anni e, oggi, siamo ancora qui.

Secondo quel che dici, quindi, deve esserci molta passione ma poi si deve “portare il pane a casa” e quindi, quel che mi domando, come si riesce a sopravvivere in una giungla tanto fitta e tortuosa?

Anche se i momenti non sono dei migliori, abbiamo un buon pacchetto pubblicitario e diverse pubblicità di prodotti nazionali, che ci permette di continuare con serenità.

A chi si rivolge radio smile, quale il target e su cosa puntate per il successo della vostra radio?

Il nostro pubblico di riferimento va dai 17 ai 45 anni, anche se il nostro programma sportivo “il Catanista”, da rilevazione Radio Monitor, ha portato il dato di ascolto fino ai 60enni. Radio Smile, inoltre, ha rappresentato nel panorama delle radio locali una particolarità, nella nostra zona non esisteva radio che si occupasse di dance e noi lo abbiamo fatto, creando quello zoccolo duro che ancora oggi ci è fedele. Infine siamo stai sempre accorti alle innovazioni tecnologiche, a volte anche piccole, ma segno di grande attenzione al nostro pubblico, per esempio fummo i primi a utilizzare WhatsApp come forma d’interazione con gli ascoltatori.

Concludiamo questa chiacchierata con la più tradizionale delle domande alla fine di ogni intervista, progetti per il futuro?

Non parlo neanche sotto tortura (Michele sorride e, comunque, dopo un po’ d’insistenze cede qualcosa), … da settembre, ci sono progetti che riguardano nuove forme d’interazione con il pubblico ma anche palinsesti nuovi. Detto questo taccio … per il momento!

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