ROMA – Nonostante siano stati messi a bando per il sostegno 6.101  posti e le domande si sarebbero dovute presentare entro il 30 marzo u.s, con richiesta per  una sola regione,  numerose  classi con ragazzi “speciali”  d’Italia  non hanno ancora l’insegnante di sostegno.
“Dopo un mese dall’inizio della scuola non è concepibile che manchino gli insegnanti e soprattutto quelli di sostegno. Le richieste di organico di solito vengono inviate a maggio dell’anno scolastico precedente ma puntualmente a pagarne le conseguenze sono i più deboli” – interviene Carmelo Finocchiaro presidente nazionale di Confedercontribuenti.
I dirigenti scolastici alle continue richieste dei genitori pare rispondano che bisogna aspettare i posti in deroga. Pare che le graduatorie ad esaurimento GAE sia terminate. La legge “BUONA SCUOLA  ha previsto che comunque entro la metà di settembre sarebbero state coperte le cattedre vacanti e previsto l’arrivo dei  docenti del potenziamento. Ma ancora in molte classi d’Italia mancano gli insegnanti.
“Abbiamo assistito a casi di  insegnanti che facevamo le loro rimostranze per un posto di lavoro in regione diversa da quella di residenza e conseguente richiesta di avvicinamento che ha però causato danni agli alunni.  Ci auguriamo che nel ritocco della riforma della Buona Scuola  per il sostegno  previsto a breve ci sia realmente meno burocrazia e docenti più preparati e soprattutto certezza dei servizi” – conclude Finocchiaro.
Per il momento gli alunni “speciali” sono assistiti da educatori  che anche se non dovrebbero sostituirsi agli insegnanti danno un valido supporto ma le ore assegnate non sono comunque sufficienti a garantire l’assistenza necessaria. Inoltre gli educatori sono nominati ad personam e finanziati dai Piani Sociali di Zona  mentre gli insegnanti sono nominati alla
classe e pagati dalla Stato.


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