di Franco Liotta

CATANIA – Michela Giuffrida, da diversi anni direttore del Tg di Antenna Sicilia oltre che corrispondente del quotidiano La Repubblica,  svolge la sua attività da giornalista professionista dal 1992, anche se la sua presenza nel mondo dell’informazione, risale a quando, già da quindicenne, si dilettava in alcune radio “libere”. Michela, il 25 maggio, è stata eletta europarlamentare e noi di Sicilia Journal l’abbiamo incontrata nell’ambito della serie di interviste con i rappresentanti siciliani a Bruxelles.

–          Onorevole, prima di tutto congratulazioni per il risultato, cominciamo con la classica domanda di rito per gli eventuali ringraziamenti, oltre 92.000 preferenze, la più votata nella sua città, quali emozioni a caldo e poi, come sono mutate le sensazioni quando la consapevolezza ha preso il  posto.

«Contando pure i dati acquisiti dai consolati fuori dall’Italia, le preferenze sono 93.042 ed è naturale che abbia provato un’emozione enorme e, nello stesso tempo, un carico di grandissima responsabilità. Ciascun candidato quando accetta di scommettersi pensa, crede e spera di poter essere eletto, ma avere un tipo di affermazione, possiamo dirlo, senza precedenti per chi non è un politico, che non ha mai fatto politica attiva e che ha accettato la candidatura all’ultimo momento, è veramente una fortissima scossa.

Un consenso di questo tipo, che ha permesso di doppiare “professionisti” della politica, assessori in carica, candidati super favoriti della prima e dell’ultima ora, onestamente non lo aspettavo. Tutto questo è merito del lavoro del movimento che mi ha sostenuto ma soprattutto di un elettorato, quello siciliano, che ha dato una quantità di stima, di fiducia e di affetto che non ha precedenti, almeno negli ultimi decenni, se guardiamo la storia della politica di casa nostra.

Sono stata la più votata in cento comuni e in due province e venir definita, il giorno dopo le votazioni, in un quotidiano locale “Lady preferenza”, scusate se è poco, è motivo di grande orgoglio».

–          Adesso però passiamo alle domande più operative ma, prima ci soddisfi una curiosità: abbiamo letto sul sito Sud Press.it di alcuni problemi riguardanti l’attribuzione di un paio di seggi tra cui il suo, cosa c’è di vero?

«Non c’è qualcosa di vero o falso, si tratta di un’interpretazione che, in qualche modo, si era già presentata il giorno dopo lo spoglio. Si tratta di calcoli complessi relativi all’attribuzione dei seggi all’interno degli stessi partiti nelle diverse circoscrizioni. Il tutto, comunque, era già stato risolto con autorevolissimi pareri che prendevano come base giurisprudenziale la cosiddetta “sentenza Gargani” del 2010. Molti dei più autorevoli costituzionalisti hanno, ancora una volta, mantenuto lo stato di fatto, avvalorando il tutto con un preciso pronunciamento, sul merito, del Consiglio di Stato. Come abbiamo già detto in conferenza stampa qualche giorno fa, comunque, attendiamo il momento della proclamazione ufficiale che arriverà martedì 3 giugno 2014 a seguito del pronunciamento dell’Ufficio Circoscrizionale presso la Corte di Cassazione. Per il momento, per quanto ci riguarda, sul sito del Ministero dell’Interno accanto al mio nome c’è scritto “eletta”, credo sia un dato di fatto».

–          Lei è stata indipendente “ospite” della lista del PD, quale sarà il suo riferimento politico all’interno del Parlamento?

«Non la porrei sul versante del riferimento politico, io sono espressione del Movimento articolo 4, la mia candidatura è stata proposta dal quel movimento e non c’è dubbio che da esso ho ricevuto un enorme supporto, quindi “indipendente candidata nella lista del PD”. È anche chiaro che il risultato elettorale ha dimostrato che i cittadini italiani hanno compreso il segno del rinnovamento e di speranza interpretata da un presidente del Consiglio, segretario di questa lista che è riuscito a realizzare, in tutta Italia, un risultato davvero eccezionale».

–          Entriamo nel vivo dall’operatività, cosa pensa di un parlamento europeo nel quale ben il 30% di chi siederà sugli scranni è, a dir poco, “euroscettico”?

«Sono temi che sono stati dibattuti per tutta la campagna elettorale tra europeisti convinti ed euroscettici, sia a livello nazionale sia internazionale. Chiaramente la dice lunga il voto, anzi questo è stato un voto che è valso quasi quanto una costituente. Penso a chi ha fatto campagna elettorale basandosi su leve elettorali, istigando i ceti più deboli e incitandoli all’uscita dall’Euro o addirittura dalla Comunità Europea, senza però spiegare a cosa si andrebbe incontro se ci si svegliasse fuori dal sistema monetario ed economico comune e, questo, specialmente per la nostra Sicilia.

Sono consapevole, dunque, che la presenza di queste forze farà cambiare anche il livello di contrapposizione in questo parlamento, ma stiamo sempre parlando di minoranze che, credo, non riusciranno ad annullare il lavoro per cui l’assemblea è chiamata a operare».

–          Quale sarà la priorità per lei nell’attività parlamentare?

«Confermo quanto detto ho sempre affermato, innanzitutto una cosa semplicissima (e qui esce l’anima del giornalista), che ci sia la più ampia trasparenza, informazione e comunicazione per quello che riguarda un settore economicamente decisivo, qual è quello dei fondi europei e dall’opportunità che essi danno alle varie comunità. Spesso tali opportunità non sono conosciute perché di difficile accesso, comprensione e anche di estremamente difficile partecipazione.

Pertanto il mio contributo sicuramente sarà quello di rendere trasparenti queste opportunità e soprattutto evidenti, e per questo credo di avere le competenze e gli strumenti necessari.

Naturalmente sarà importante, per la possibilità di operare al meglio, la commissione presso cui sarò delegata, ma questo lo potremo sapere solo quando, per ciascun deputato, si saranno trovati gli accordi tra le varie delegazioni e tra i vari Paesi.

Le mie azioni parlamentari saranno rivolte, comunque, sempre al lavoro che comprende tutta una serie di settori da tutelare e valorizzare, quali agricoltura, beni culturali, innovazione tecnologica, poiché è evidente che tutto quello che noi facciamo in favore di questa terra porta inevitabilmente a opportunità di lavoro e, quindi, è un incentivo per il rilancio della nostra economia, nostra unica speranza per un futuro migliore».

A questo punto non ci rimane che ringraziarla e augurarle un proficuo lavoro.

   Franco Liotta

 

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