di Marco Spampinato

 CATANIA – “La Regione Siciliana ha presente la centralità dell’aeroporto di Catania nello sviluppo del settore turismo e,  più in generale,  per il comparto del lavoro. Noi confidiamo di poter perfezionare quanto fatto fin qui grazie anche al contributo del sindaco Bianco col quale siamo riusciti a mettere attorno a un tavolo tutti i soggetti, anche enti che tra loro hanno sempre discusso con difficoltà”.  Questo è quanto afferma Nico Torrisi, assessore regionale alle Infrastrutture e trasporti che si dice anche certo di poter contare su una Regione che rimane attenta sull’argomento e disposta a operare per sanare eventuali inefficienze fin qui riscontrate o evinte cercando di realizzare questi progetti utilizzando le risorse comunitarie.
“In aeroporto si arriverà,  e ci si sposterà,  anche su rotaie e un’ampia tratta del percorso che unirà l’aerostazione alla stazione centrale delle Ferrovie sarà interrata”,  ha invece tenuto a precisare il primo cittadino del capoluogo etneo, presentando il tavolo operativo a Palazzo degli Elefanti che ha coinvolto anche Rete Ferroviaria Italiana, Ferrovia Circumetnea, Sac, Enac e Interporto. Obiettivo dichiarato  è il coordinamento di lavori pronti a partire,  con fondi anche europei quali “PON Infrastrutture e Reti” e FESR 2014-2020,  e destinati a rendere ancora più funzionale questo spazio fondamentale per Catania e per tutta la Sicilia anche attraverso il completamento del progetto di Circumetnea e il miglioramento del trasporto su rotaie con la nuova stazione che “…diventerebbe un nodo di scambio plurimodale completo”.
“L’ex Fontanarossa si doterà,  a breve,  di una seconda pista di atterraggio più lunga.  La pista sarà realizzata per consentire l’atterraggio dei Boeing – ha ricordato Bianco –; la realizzazione infrastrutturale impreziosirà naturalmente il valore della struttura aeroportuale concedendole maggiori opportunità ricettive e nell’ambito dei servizi da offrire ai vettori nazionali e internazionali rendendo il nostro aeroporto più funzionale, moderno e in linea con gli scali delle grandi città euro mediterranee”.
Il futuro dell’aeroporto internazionale “Vincenzo Bellini” continua a rappresentare uno snodo centrale per lo sviluppo del tema lavoro in tutta l’area della Sicilia orientale. La conferenza di servizi che ha posto l’argomento all’ordine del giorno, ha chiamato a raccolta, per la prima volta,  tutti i rappresentanti delle realtà presenti e operanti nella rete delle infrastrutture e dei trasporti di Catania e provincia ed ha avuto nella persona del sindaco del capoluogo etneo, Enzo Bianco, e dell’assessore regionale ai Trasporti, Nico Torrisi, i presentatori e coordinatori dei lavori.
Il breve,  ordinato,  incontro con i giornalisti,  che ha avuto luogo prima dell’avvio della consultazione tecnica,  si è sviluppato brevemente e senza intoppi attraverso due semplici risposte,  una ciascuno,  fornite davanti ad obiettivi fotografici e telecamere,  quindi è stata la volta dei saluti ai vari dirigenti e presidenti di enti e autorità presenti con il successivo “via” ai lavori, svoltisi,  come di rito, a porte chiuse.
Con un giorno di anticipo rispetto alla presentazione della nuova componente della proprietà aeroportuale, la Marconi Handling di Bologna che ha rilevato il 55% dell’intera proprietà dell’aeroporto,  in precedenza in quota alla Società Aeroportuale Catanese (il restante 45% resta ancora in mano a GH),  ai propri dirigenti e quadri,  il terzo aeroporto più importante d’Italia ritorna al centro di considerazioni e di piani d’interventi da rendere operativi al più presto.
In queste ultime settimane sono,  però,  cambiati anche gli equilibri in seno alla gestione della stessa aerostazione etnea.  Con quali prospettive, soprattutto alla vigilia degli importanti lavori che ne potrebbero determinare il reingresso nell’ ”Olimpo” degli aeroporti più importanti d’Italia e d’Europa,  dopo il recente declassamento?
Con l’acquisto,  da parte della Marconi Handling,  del 55% della proprietà SAC in seno alla Katane Handling (che,  di fatto,  resta la società mista di gestione dei servizi aeroportuali a Catania),  la stessa “Marconi” attraverso il deposito di un assegno circolare di poche centinaia di euro,  e avendo tutte le certificazioni ENAC in regola,  ha fatto proprie anche le quote percentuali del debito SAC (ovvero il 55% del totale di € 7,8 milioni presenti all’ultimo bilancio risultante dalla relazione del Collegio Sindacale, approvato dal Consiglio di Amministrazione dell’aerostazione catanese).  La neo entrata Marconi prende,  così,  parte alla Katane Handling con la percentuale di maggioranza ex SAC rimanendo,  in seno alla compagnia di gestione,  il 45% di pertinenza di Gesac Handling Gruppo Alisud.
Questo cambio di “socio di maggioranza”,  proprio alla vigilia della presentazione della dirigenza a quadri,  lavoratori e organizzazioni sindacali,  l’incontro si terrà   mercoledì 8 luglio in aerostazione,  non dissolve dubbi e preoccupazioni di buona parte dei dipendenti proprio di Katane Handling, società che è composta anche da un nutrito numero di “stagionali”,  dipendenti part-time con i quali l’azienda continua ad avere pendenze debitorie.
Mentre i cosiddetti “stagionali” premono sulla nuova compagine societaria, essendo ricorsi alle vie legali affinché i loro contratti possano essere trasformati in rapporti di lavoro a tempo indeterminato, non si ha ancora conto di quale azione sarà adottata dalla società di handling per appianare il proprio debito fin qui maturato (per periodi di lavoro svolto ma non remunerato ai dipendenti) e risolvere questa questione senza arrivare alla dichiarazione di esubero di personale che,  al contrario,  imporrebbe prossimi licenziamenti o probabili,  forzate adesioni ad ammortizzatori sociali.
Si avvia a conclusione, invece, la vicenda della importante seconda nuova pista per decollo e atterraggio per la quale potrebbero partire i lavori, secondo gli auspici di Bianco e Torrisi, già nel corso del 2014. Una seconda pista che molte polemiche aveva alimentato quando, nel corso del 2013, lo sviluppo della stessa era stata traslato di 5° sul progetto attraverso una variante che aveva determinato il conseguente procrastinamento del piano di sviluppo del nuovo progetto della Fiera di Catania.  La variante di progetto. una volta arrivata all’approvazione definitiva determinerà il possibile avvio dei lavori fatti salvi il necessario reperimento e acquisizione dei fondi a quest’uopo destinati.
Non essendo un mistero, infine, l’orientamento a trasformare l’aeroporto internazionale “Vincenzo Bellini” di Catania da aerostazione a gestione mista, con interessi e competenze attive dei Comuni di Catania, Siracusa e Ragusa oltre alle relative Camere di Commercio e Provincie Regionali (soppresse per legge ma a tutt’oggi attive di diritto) in aeroporto a gestione privata.  È  il caso di rilevare come esista una perizia fatta da società internazionale che valuta una cifra ben superiore al doppio di quella proposta per la vendita dall’unico vero interessato all’acquisto; importo che andrebbe ridiscusso. Non si conosce quale sarà la strategia da seguire per questo successivo e,  a quanto si vocifera,  inevitabile passaggio.  Al momento non si ha notizia su chi  procederà alla valutazione del valore dell’immobile e della stessa attività aeroportuale prima che questa sia resa privata.

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