di Salvo Reitano

Salta anche quest’anno il festival lanciato dal cantautore romano, il primo a occuparsi di migranti

LAMPEDUSA – E venne il giorno in cui abolirono O’ Scià. Sulla lapide, mani impudiche incisero le ultime parole nate da una lingua logora e disprezzata. Fine dello spettacolo. Avrebbero potuto lasciarsi in maniera diversa Claudio Baglioni e l’amministrazione comunale di Lampedusa guidata dal sindaco Giusi Nicolini. Invece, la politica, che si è adattata all’esigenza dei tempi, ha scelto la strada peggiore, invadendo campi non suoi e facendo davvero una gran pessima figura.
Di fatto si ripete, anche nel 2014, quanto accaduto lo scorso anno, quando il comitato organizzatore di O’Scià, la kermesse musicale gratuita, organizzata da Claudio Baglioni a Lampedusa per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema immigrazione, fu costretto ad alzare bandiera bianca annunciando la cancellazione della manifestazione per difficoltà di natura economica.
O-Scià-musica-a-Lampedusa-fino-al-primo-ottobre-Claudio-Baglioni-e-60-artistiSi, perché quando un amministratore locale vuole liberarsi di una presenza a lui scomoda, sia esso un dipendente, una sagra, un cantante, immediatamente sventola la bandiera della
spending review, buona per tutte le occasioni. Vessillo di salvezza morale. Non ci sono soldi, niente spettacoli, niente servizi, niente di niente, salvo poi trovarli, chissà come e chissà dove, quando l’occasione diventa politicamente appetibile e ghiotta.
E’ stata la stessa Fondazione O’ Scià a far sapere che “non avendo trovato le adeguate condizioni purtroppo non potrà organizzare alcun tipo di manifestazione sull’isola di Lampedusa per ottobre 2014”.
“Nel ringraziare la popolazione di Lampedusa e delle Pelagie per l’affetto, il sostegno e la sintonia da sempre ricevuti – dice la nota – la Fondazione si augura che, in futuro, si presenti l’occasione di riprendere il cammino ideale avviato dal 2003”.
Svoltosi senza interruzioni fino al 2012 (seppure, solo nel 2008, in edizione ridimensionata), l’evento , tradizionalmente ospitato dalla spiaggia della Guitgia, il lido cittadino dell’unico centro abitato dell’isola, ha visto passare sul palco star italiane e internazionali come Bob Geldof, Biagio Antonacci, Khaled, Francesco Renga, Fabio Concato, Laura Pausini, P.F.M., Gianna Nannini, Fabri Fibra, Francesco De Gregori, Noa e tanti artisti conosciuti
e apprezzati dal grande pubblico della musica e dello spettacolo.
Difficoltà di natura economica: sta tutta in questa frase la fine di O’
Scià.
Il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, deve essere una furbetta niente male e forse anche parecchio irritata dal cinguettio insistente, alla sua finestra, del “passerotto” del cantante romano, sfuggito al controllo un “Sabato pomeriggio”.
E’ stata un”operazione di alta chirurgia quella con la quale il primo cittadino ha letteralmente rimosso, e in maniera unilaterale, l’esperienza decennale di O’ Scià trincerandosi, dapprima, dietro il solito paravento della mancanze di quattrini per la sofferenza delle casse comunali e poi come per magia ufficializzando il sostegno al festival “Sabir”, l’evento che si terrà dal 1 al 5 ottobre a Lampedusa.
Ma la cosa più grave è che l’amministrazione non ha coinvolto Claudio Baglioni, né ufficialmente, né informalmente in nessuna iniziativa per l’estate 2014, nonostante O’ Scià fosse uno dei più importanti festival artistici a sfondo sociale, nato con l’obiettivo di accendere i riflettori sui temi dell’immigrazione ed integrazione proprio dal profondo Sud, dalla porta di quel Mediterraneo attraversato da sempre più persone alla ricerca di un futuro migliore.
E a
“condannare” il mancato coinvolgimento di Baglioni nelle iniziative dell’estate 2014, ci ha pensato anche un gruppo di opposizione al Consiglio comunale di Lampedusa e Linosa:“Il sindaco, con decisione unilaterale e monocratica, senza interpellare il Consiglio comunale, organo deputato ad esprimere indirizzi politico-amministrativi e pareri in ordine a problematiche che investono l’interesse di tutta la collettività sia lampedusana che linosana, – spiegano i consiglieri Vincenzo Billeci, Domenico Maraventano e Andrea Montana – ha assunto la decisione di escludere dalle manifestazioni estive il maestro Baglioni, che, pertanto, non ripeterà la splendida e ormai rinomata kermesse”.
E’, nel caso ce ne fosse bisogno, la conferma che l’obiettivo di cancellare O’ Scià era fissato e preparato da tempo:
l‘estromissione della manifestazione di Baglioni, portata in scena da anni sulla splendida spiaggia della Guitgia che ha portato ricchezza alle popolazioni locali, a favore di ‘Sabir’, un festival d’importazione.
Con l’avallo di alcuni consiglieri comunali che la sostengono, se
156 Francesco De Gregori - 30 Set 2010 prove terza serata O'Scia' 2010nza nemmeno tanta convinzione ma con la speranza di riuscire ad ottenere qualche beneficio, il sindaco assume decisioni anche contrarie a quelli che sono gli orientamenti delle opinioni della maggioranza dei consiglieri e gli interessi e la volontà della popolazione, che non nascondono pubblicamente l’affetto per la manifestazione O’Scià e la gratitudine per il Maestro Baglioni”.
Del resto è cosa nota che sia proprio la continuità di un evento a fare da cassa di risonanza e ad amplificarne la portata e il successo nel corso degli anni e delle successive edizioni.
Tutti sanno bene, tranne il primo cittadino di Lampedusa, che sono tanti i festival e le rassegne, sparsi sul territorio nazionale, che fanno da appuntamento fisso e che allargano ad ogni edizione il bacino di utenza. Anche in tempi di crisi, con le casse dei comuni vuote e senza risorse disponibili, quelle kermesse e quegli eventi si sono regolarmente svolti.
Certo, costa sacrifici e qualche volta si è costretti a ridimensionare gli investimenti ma sempre con l’intenzione di non tradire le aspettative degli affezionati e il desiderio di partecipare di nuovi potenziali visitatori.
Quindi risulta davvero assurdo abolire il consolidato, decennale, ‘O Scia’’, per sostituirlo con qualcosa di simile ma di importazione e che porta con se tutte le incognite della novità.
Nel calcio si dice che “la squadra vincente non si cambia”, ma forse il senso di questo detto sfugge all’attuale Amministrazione che va a colpire, fino all’eliminazione, proprio un’istituzione culturale diventata, nel tempo, un appuntamento al quale non mancare.
Anche gli imprenditori di Lampedusa hanno sostenuto la necessità ed il desiderio, naturalmente inascoltati, di rappresentare la manifestazione canora di Claudio Baglioni, non facendo mancare tutta la loro stima, il sostegno e la solidarietà.
La strategia, della furbetta Nicolini, nella sua apparente correttezza e schiettezza, dimostra le doti del politico di lungo corso, che non vuole dire apertamente “va
i via” e utilizza ogni mezzo a disposizione per sostituire una manifestazione, diventata internazionale e fortemente amata dagli abitanti delle Pelagie e dal numeroso pubblico che ogni anno affollava Lampedusa, con un’altra dall’esito incerto.
Incerto perché, stando a quanto riferiscono da ambienti bene informati, nasce un problema che potrebbe essere di non poco conto per Sabir, il primo festival diffuso delle culture mediterranee, che si terrà dall’uno al cinque ottobre sulla più grande delle Pelagie.
Sembra, che nessuno degli organizzatori abbia preso in considerazione, infatti, che l’evento promosso da Arci, dal comitato tre ottobre e dal comune di Lampedusa, in realtà è un qualcosa che era già stato fatto da altri e con organizzatori e “
sponsor”di eccezione come Andrea Camilleri.
Sabir, infatti, nasce nel giugno 2005, nel Val di Noto e ci sembra davvero poco corretto che qualcuno decida di usare idee, progetti e slogan creati da altri e supportato da rilevanti partenariati quali la Commissione europea, il ministero degli esteri, la regione siciliana, gli assessorati di pertinenza, l’università di Catania nonché i comuni nei quali il festival si svolse Ragusa, Modica, Scicli, Siracusa con il cofinanziata dalla commissione europea.
news_32012_baglioni_oscia_reg--400x300Ora sappiamo che a Lampedusa si svolgerà un festival che riprende il medesimo nome e che si avvale degli stessi contenuti.
Ad un certo punto è circolata anche la voce
su una presunta unione dei due eventi, subito smentita dalla la Fondazione che fa capo al cantante romano: “Né Claudio Baglioni, né la Fondazione ‘O’Scià’ hanno ricevuto dall’Arci alcuna comunicazione riguardo al progetto, né alcun invito – formale o informale – ad esserne parte. Abbiamo avuto notizie relative al programma, alle finalità e al nome stesso del festival – spiegano dalla Fondazione – soltanto dai media, a seguito della conferenza stampa di presentazione di questo festival. Infine siamo felici – concludono nel comunicato gli organizzatori di ‘O’Scià’ – di constatare che il Festival ‘Sabir’ abbia scelto di adottare lo stesso sottotitolo che Claudio Baglioni annunciò all’inizio di ‘O’Scià’, ovvero ‘La vita è l’arte dell’incontro’, e che lo ha connotato nei seguenti dieci anni d’incontri d’arte e di vita”.
Fra le tante notizie che si inseguono sul web anche quella che O’ Scià
era in procinto di trasferire la manifestazione a Porto Empedocle. Secca la smentita: “In relazione alle indiscrezioni di stampa circolate nei giorni scorsi, secondo le quali Porto Empedocle sarebbe sul punto di diventare la prossima sede della rassegna di arti e musiche “O’ Scia’”, la Fondazione O’ Scia’ comunica di non avere alcun programma per l’anno 2014”.
Tra la Fondazione O’
Scia’ e il comune di Porto Empedocle ci sono stati scambi epistolari, ma non vi è stato nessun incontro e non vi è alcun accordo nel senso riferito da taluni organi di stampa.
Nel ringraziare il Comune di Porto Empedocle per l’apprezzamento e l’attenzione da sempre dimostrati al progetto O’scia’, la Fondazione ricorda, infine, che tale progetto, così come si è articolato e si è sviluppato nei suoi dieci anni di storia, non potrà mai prescindere dal legame con la terra nella quale esso ha avuto origine: l’arcipelago delle Pelagie nelle isole di Lampedusa e Linosa!”.
E dopo le voci su una presunta unione dei due eventi, la Fondazione che fa capo al cantante romano ha fatto sapere che “né Claudio Baglioni, né la Fondazione ‘O’Scià’ hanno ricevuto dall’Arci alcuna comunicazione riguardo al progetto, né alcun invito – formale o informale – ad esserne parte. Abbiamo avuto notizie relative al programma, alle finalità e al nome stesso del festival – spiegano dalla Fondazione – soltanto dai media, a seguito della conferenza stampa di presentazione di questo festival. Infine siamo felici – concludono nel comunicato gli organizzatori di ‘O’Scià’ – di constatare che il Festival ‘Sabir’ abbia scelto di adottare lo stesso sottotitolo che Claudio Baglioni annunciò all’inizio di ‘O’Scià’, ovvero ‘La vita è l’arte dell’incontro’, e che lo ha connotato nei seguenti dieci anni d’incontri d’arte e di vita”.
In tutta questa assurda e incredibile vicenda, la cosa certa è che l’amministrazione comunale di Lampedusa e Linosa non ha coinvolto, né ufficialmente, né informalmente Claudio Baglioni in alcuna iniziativa per l’estate 2014, né tantomeno nel progetto “Samir”.
La Fondazione O’Scia’ ha replicato all’appello del Comitato O’Scia’, che ha raccolto le firme degli abitanti di Lampedusa e Linosa in favore della continuazione del progetto, dichiarando la disponibilità a dar vita ad una manifestazione a Lampedusa, nel consueto periodo di fine settembre, primi di ottobre. Tale disponibilità è stata ufficializzata in data 2 giugno, con una nota indirizzata dalla Fondazione O’Scia’ al Sindaco delle Isole Pelagie.
Solo a questo punto la Fondazione O’Scia’ ha notizia dal Sindaco del fatto che sull’isola, per l’estate 2014, era previsto altro genere di iniziativa (Sabir n.d.r).
La stessa Arci, organizzatrice dell’evento, pur essendo a conoscenza delle attività svolte negli ultimi dieci anni, in ambito nazionale e internazionale, da Claudio Baglioni e dalla Fondazione O’Scia’, in modo sempre indipendente ed autonomo, non ha mai interpellato né Claudio Baglioni, né la Fondazione per fornire informazioni riguardo al progetto al quale stava lavorando né tantomeno per chiederne la cooperazione.
Nell’unico incontro – peraltro richiesto dalla Fondazione O’Scia’ – che si è svolto giovedì 5 giugno 2014 – quando, il programma dell’evento organizzato dall’ARCI doveva essere già in avanzata fase di definizione – i rappresentanti dell’ARCI non hanno descritto alla Fondazione né le linee guida del progetto, né i suoi contenuti, né gli obiettivi che si proponeva. E anche in quella occasione, non è stato richiesto né a Baglioni, né alla Fondazione alcun tipo di collaborazione.
In questo gioco a nascondino, soltanto Fiorella Mannoia – a titolo personale – informava Claudio Baglioni di essere stata contattata dall’ARCI e dal sindaco Nicolini per prendere parte ad una manifestazione musicale sull’isola di Lampedusa e lo metteva al corrente della sua indecisione se parteciparvi o meno.
Intanto passano le settimane e finalmente il Sindaco Nicolini ipotizza un inserimento di Baglioni al progetto dell’ARCI, senza, peraltro, illustrare alla Fondazione programma, contenuti e propositi del festival.
In nessuna di queste fasi, e nemmeno successivamente, né Claudio Baglioni, né la Fondazione O’Scia’ hanno ricevuto dall’ARCI alcuna comunicazione riguardo al progetto, né alcun invito, formale o informale, ad esserne parte.
La Fondazione O’Scia’ viene in possesso di notizie relative al programma, alle finalità e al nome stesso del Festival soltanto dai media, a seguito della conferenza stampa di presentazione, svoltasi venerdì 25 luglio scorso a Roma.
Fino ad allora, infatti, le uniche e frammentarie notizie raccolte parlavano, genericamente, di un evento per la commemorazione delle vittime del naufragio del 3 ottobre 2013.
I presunti tentativi di armonizzare le due manifestazioni, dunque, non ci sono mai stati, né ci sarebbero mai potuti essere, dal momento che né Baglioni, né la Fondazione O’Scia avevano alcuna informazione riguardo al progetto dell’ARCI.oscia09
Con grande correttezza la Fondazione O’Scia’ si era già premurata (anche per rispetto del Comitato e delle migliaia di persone in attesa di notizie) di informare ufficialmente il Comune con una lettera del 17 luglio, e, con una nota successiva, l’opinione pubblica riguardo al fatto che, purtroppo, non sussistevano le condizioni per organizzare a Lampedusa, nell’estate 2014, alcuna iniziativa artistica, e questo, senza fare alcun cenno a nessun’altra manifestazione in programma sull’isola.
L’unica cosa certa è che il sindaco Giusi Nicolini ha voluto scrivere di suo pugno l’epitaffio da porre sulla lapide di dieci anni di storia musicale e umana che hanno portato a Lampedusa oltre 300 artisti, tutti a titolo gratuito, e decine di migliaia di turisti.
Cosa dire di più? Si rimane allibiti di fronte ad una vicenda così assurda. I sentimenti di rabbia e delusione si confondono fino ad avere il sopravvento sulla favola che ha vissuto chi, almeno una volta, ha partecipato a O’ Scià in un arcobaleno di musica e colori perché O’ Scià era incontro, viaggio, aiuto, solidarietà, dignità, festa, passione, riflessione, mare e cielo.
“Se vuoi capire cosa è O’ Scià c’è solo un modo: devi venire ad O’ Scià”, affermava Baglioni, il che significava fare qualcosa’ di diretto ed immediato, quel qualcosa di cui tutti parlano e nessuno concretizza mai, coinvolgere le persone in prima persona, promuovere il turismo muovendo il turismo, sensibilizzare la società sul problema dell’immigrazione clandestina, sulla necessità di aiuto all’isola di Lampedusa spesso lasciata sola a gestire la continua emergenza degli sbarchi, interessando direttamente ogni singola individualità.
Vogliamo sperare che quei 10 anni non vengano
definitivamente cancellati, eliminati, rimossi come è avvenuto per tutti i manifesti delle 10 edizioni di O’ Scià che per anni hanno ornato le pareti dell’aeroporto di Lampedusa diventando il simbolo inequivocabile di “benvenuto” sull’isola.
Quando si dimentica un passato che non è mai passato, ed è a nostro avviso la base per il futuro, non si fa mai bene e soprattutto non si va lontano. Il resto è un oceano di parole superflue.

S.R.

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