di Agnese Maugeri

Asa-335x175Nei locali dell’ASA (Associazione Solidarietà Adozioni) di Catania si è svolta una conferenza stampa fortemente voluta da Maria Virgilito presidentessa della Onlus e da Don Fortunato di Noto, presidente dell’associazione Mater, lo scopo dell’incontro quello di sensibilizzare e spronare la Regione Siciliana nel creare la figura di “Garante dell’infanzia”.

Il ruolo del garante serve per tutelare i diritti dei bambini e dei giovani adolescenti, prendendo in esame e segnalando alle autorità competenti situazioni di disagio, di abbandono o abusi di cui i minori sono vittime, ma la nostra regione ne è sprovvista già da troppo tempo.

La presidentessa Maria Virgilito racconta di aver più volte sollecitato il Presidente Crocetta ma di non aver mai ricevuto alcuna risposta  DSC_0470-580x400«il governo regionale continua a ignorare e non rispondere alle mie lettere e ai miei inviti e io non ne comprendo il motivo. Sappiamo che la nomina di un garante non risolverà i tanti problemi presenti ma la sua figura che potrà tutelare i diritti dei bambini e dei giovani, in questo momento di disaggio vissuto da molte famiglie, è davvero importante. Istituire questo ruolo di garante significa contribuire a rafforzare una rete a sostegno dei minori».

Don Fortunato di Noto ci spiega che mesi fa il Presidente Crocetta lo aveva contattato per proporgli di assurgere a questo ruolo, ma essendo un prete e presidente dell’associazione Mater non si sentiva la persona adatta per ricoprire tale carica, proprio perché lo scopo non è quello di generare provocazioni ma di creare insieme possibilità. Così in questi mesi è stato creato un ufficio di “garante ombra” per sollecitare e dare informazioni al governo regionale sulle esigenze che i bambini richiedono e di cui hanno urgente bisogno. La figura di un garante, di una persona inter partes è oggi più che mai necessaria proprio per cercare di attivare e far lavorare tutti quegli uffici e istituzioni che finora hanno svolto il loro compito poco e male.

Don Fortunato sostiene «i bambini che subiscono un abuso hanno bisogno di un sostegno continuo e anche le loro famiglie. I minori spesso vengono lasciati soli diventando vittime due volte, la prima per colpa di ciò che hanno subito, la seconda per via della società cheli accoglie nel modo sbagliato quasi come se avessero un marchio tatuato addosso. La pedofilia è un abuso disumano, gli uomini o le donne che compiono queste azioni presentano un disturbo psicologico che però li vede consapevoli e lucidi del gesto fatto e della situazione, i bambini che subiscono invece non hanno alcuna cognizione di ciò che sta accadendo. Io aiuto da anni molti bambini che sono stati violentati e il trauma si può superare solo se vengono inseriti in un ambiente dove ricevono amore, perché come dice l’etimologia della stessa parola a – mors vuol dire privarti della morte, quindi solo con l’amore si può ridare vita».

MG_6243-2Il garante dell’infanzia è una figura che si è istituita in Italia nel 2011 con l’obbiettivo di attuare e promuovere le misure previste dalla convenzione di New York sui diritti all’infanzia, questa figura dev’essere presente anche a livello regionale; nel nostro paese solo 13 regioni si sono adeguate.

In Sicilia ancora il tempo non sembra essere maturo per poter nominare tale carica, Maria Virgilito continua dicendo «Ho chiesto un incontro con Vincenzo Spadafora, Presidente dell’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza in Italia, per sottoporgli questa incresciosa vicenda cercando di affrontare insieme il silenzio assordante che il Presidente Crocetta ci riserva».

Nel frattempo la Virgilito nei giorni scorsi, ha lanciato una petizione sul web per sostenere la sua richiesta e provvedere a ricoprire tale ruolo.

Don Fortunato di Noto conclude «per troppe persone i più piccoli non hanno alcuna priorità, i bambini siciliani ma anche quelli immigrati nella nostra isola, vivono un grave disaggio sociale. La petizione online sta riscuotendo uno straordinario successo e questo ci rende orgogliosi della nostra battaglia e speranzosi, perché siamo consapevoli di avere al nostro fianco il sostegno della cittadinanza».

Agnese Maugeri

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