di Carlo Barbieri

Oggi ho pensato improvvisamente con un sorriso a una cosa che avevo dimenticato.

Chi ricorda le monete da dieci lire in cui si faceva un buchino, si attaccava una cordicella sottile o un filo di nylon – ottimo quello da lenza- e si facevano le corse gratis in ascensore? Sì, cari under 40: in quasi tutti i condomini l’ascensore funzionava solo mettendo 10 lire nell’apposita cassetta. E noi ragazzi ( e forse pure qualche adulto) lo fregavamo così: calavamo le dieci lire nella feritoia posta in alto, la monetina chiudeva il contatto fra due elettrodi, spingevamo il pulsante del piano, l’ascensore partiva… a quel punto i due elettrodi si aprivano per lasciar cadere la monetina nel serbatoio ma noi, velocissimi, la tiravamo su con il filo.

Poi siamo cresciuti.

Molti di noi hanno smesso di fregare il prossimo, altri si sono dati alla politica, quella con la “p” minuscola.

 

A proposito dell'autore

Carlo Barbieri è nato nel 1946 a Palermo. Si autodefinisce un chimico arrugginito e un marketer pentito prestato alla letteratura. Nella sua “prima vita” è stato manager in una multinazionale chimica americana ed è visssuto a Palermo, Catania, Teheran, Il Cairo. Adesso scrive racconti e gialli e risiede a Roma; Carlo Barbieri è titolare di rubriche su “Sicilia Journal” e “Malgradotutto”, e collabora con Ultima Voce e Fatti Italiani

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