È stata respinta la mozione di sfiducia contro Crocetta che ha ritrovato la maggioranza compattata, rinforzata anche dall’appoggio di Ncd , il quale ha buttato definitivamente giù la maschera schierandosi col governatore siciliano. Ma l’esito della mozione di sfiducia era già stato anticipato da un misterioso bacio tra Faraone e Crocetta

Nessun colpo di scena, tutto come previsto, l’Assemblea Regionale Siciliana ha respinto la mozione di sfiducia firmata dai deputati del M5s, Forza Italia e Lista Musumeci. Su 80 presenti i voti contrari sono stati 50, 28 i favorevoli, 2 gli astenuti.

È stato un atto inutile la sfiducia promossa in primis dai grillini?

Insistiamo a dire di no: serve a guardare negli occhi chi è complice di questo governo e chi no, perché sono in troppi che dicono una cosa e ne fanno un’altra.

La politica dell’inefficienza del governatore siciliano, più dedito al protagonismo che ai fatti, l’assenteismo dei deputati, i continui conflitti endogeni alla maggioranza legati ai giochi di poteri, gli scandali che hanno toccato uomini di fiducia di Crocetta (Tutino, Monterosso…). Questo è il tempo buttato via.

Oggi abbiamo avuto la conferma che i politici di varia appartenenza e  la maggior parte di coloro che seggono sugli scranni dorati di Palazzo dei Normanni, i quali periodicamente  tuonano contro l’inadeguatezza di Crocetta chiedendone le dimissioni, lo fanno solo per un tornaconto di partito e/o personale. E non perché hanno a cuore il bene dei siciliani, questi sì veramente stanchi di un governo tutta fuffa e niente sostanza, costantemente alle prese coi litigi interni, che subito, e non domani, manderebbero a quel paese.

Quindi pirandellianmente ancora una volta: tante maschere e pochi volti. Anche Ncd ha buttato giù la maschera definitivamente, finendo l’ambigua politica dell’equilibrista, che tanto si sa alla lunga finisce col cadere.  È stato infatti smascherato il trasformismo del partito di Angelino Alfano che ha votato unanime contro la mozione di sfiducia, inviando un  inequivocabile messaggio d’amore al tanto vituperato, almeno fino a poco fa, governatore siciliano.

Emblematico, della farsa in cui continua a versare la nostra misera politica regionale, è l’episodio che ha visto Crocetta (mentre si discuteva in aula la mozione di sfiducia) raccontare a una giornalista che “nel presepe vorrebbe essere l’asinello”, rispondendo indirettamente a una domanda di Nello Musumeci.  L’ asinello adesso aspetta che i re magi Renzi, Alfano e Baccei gli portino un milione di euro per evitare il tracollo immediato.

E ad attestare ancora la vocazione pirandelliana della politica nostrana è la cena tra Crocetta e Faraone. Il grande evento è andato in scena domenica scorsa in un locale di Firenze, in occasione della Leopolda, dove i due finti nemici – adesso possiamo dirlo senza tema di smentita – hanno suggellato la loro pace con una bacio sulla guancia, dinanzi a una sessantina di convitati renziani, complice Totò Cardinale che si è calato perfettamente nella parte del paraninfo.

Vincenzo Adalberto

 

 


-- Download L'asinello Crocetta evita la sfiducia e aspetta i re magi carichi di euro as PDF --


Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

Scrivi