Dopo il successo della scorsa stagione Antonella Saeli e Irene Di Mauro – entrambe attrici, registe, autrici di successo nonché direttori artistici e fondatrici della “Compagnia Capuana’’ e della “Compagnia della Fenice’’ – tornano insieme anche quest’anno per regalare al pubblico una stagione teatrale brillante e ricca di contenuti che aprirà i battenti domenica al Teatro Ambasciatori di Catania.

Il ricco e variegato cartellone prevede l’alternarsi delle due compagnie.

A segnare l’esordio la Capuana che andrà in scena domenica 16 novembre con “Li niputi du sinnucu”, divertente commedia di Eduardo Scarpetta, adattata e tradotta da Antonella Saeli in lingua siciliana. Scambi di identità, equivoci e situazioni tragicomiche sono gli ingredienti di questa opera scarpettiana che è stata uno dei cavalli di battaglia di Eduardo De Filippo – figlio naturale di Scarpetta insieme a Peppino e Titina – interpretando proprio lui la parte principale, quella del sindaco.

Si prosegue il 14 dicembre con una fresca ed esilarante commedia di Pietro Barbaro “Pani, amuri e timpulati” che punta i riflettori, ironizzando, sui rapporti all’interno della famiglia, un gustoso quadretto di vita domestica in cui emergono spontaneamente, tra una risata e l’altra, spunti di riflessione.

Si riprende nel 2015, il 25 gennaio, con “Arsenico e vecchi merletti” di Joseph Kesserling, un’intramontabile capolavoro del teatro leggero americano, definito un “copione ad orologeria” grazie alla perfetta scansione dei tempi. La trama della commedia è già nota al grande pubblico per il celebre film con Cary Grant diretto da Frank Capra nel ’44.

Il 1 marzo è la volta del musical “Il gobbo di Notre Dame” liberamente tratto dal dramma di victor Hugo. La vicenda, ambientata a Parigi narra dell’amore infelice di Quasimodo, campanaro gobbo della cattedrale di Notre-Dame, per la bella zingara Esmeralda.

Il 19 aprile si ride con la brillante commedia degli equivoci “Questioni d’affari” di Chapman e Lloyd, che racconta con ironia le malsane abitudini del mondo del business, un vortice di equivoci in cui la fa da padrone il malcostume quotidiano.

La rassegna si concluderà il 24 maggio con un classico della comicità siciliana, “L’eredità dello zio buonanima”, nel riadattamento teatrale di Irene Di Mauro ispirato all’omonimo film del 1934 con Angelo Musco.

Scrivi