CATANIA. La polemica che infiamma le cronache cittadine in merito alla questione “asili nido” non si placa, ma battuta dopo battuta, sembra anzi arricchirsi sempre di più di fattori destabilizzanti. Una delegazione di lavoratori a rischio, ha fatto irruzione nei giorni scorsi, nell’aula del consiglio comunale durante la seduta, protestando a gran voce per chiedere la revoca del bando comunale, scaduto ieri, e che già aveva subito una proroga di due settimane. E proprio nel corso di quel “burrascoso “ incontro- scontro, l’assessore
Ai servizi sociali Angelo Villari, aveva ribadito che difficilmente sarebbero avvenuti gli imminenti cambiamenti richiesti nella linea adottata dall’amministrazione,essendosi attenuti perfettamente ai parametri di legge. Nonostante la solida posizione dell ‘assessore, egli stesso si era detto aperto a possibili soluzioni sindacali, supportate da un ovvio e necessario aumento d’iscrizioni da parte dei bambini. Iscrizioni facilitate, dalla richiesta di un finanziamento di 80 mila euro alla regione per abbassare le rette per le fasce più deboli. Asili nido, polemica sempre più accesa tra amministrazione e Catania Bene Comune
“In questo modo – aveva detto Villari – le famiglie saranno ancor più invogliate a iscrivere i loro figli. L’obiettivo che vogliamo raggiungere è di 500 bambini, 360 attraverso il bando comunale e 140 tramite i Pac (Piano di azione di coesione). L’aumento delle iscrizioni comporterà una crescita dell’occupazione con l’assorbimento dei lavoratori in esubero”.
Oggi in Comune, si è tenuto l’incontro con le parti sociali per verificare la validità del bando. Validità contestata aspramente da Cgil, Cisl, Uil e Ugl, che attraverso un comunicato stampa hanno fatto sapere che “Non sospendere il bando comunale degli asili nido è stato un grave errore, non solo perché mette a rischio la buona funzionalità degli asili stessi, ma anche per gli utenti, ossia i bambini catanesi.”
I sindacati hanno chiesto inoltre un tavolo permanente che si assicuri della piena funzionalità dei servizi. Tutte le forze in campo dovranno anche interessarsi affinchè venga fatto l’ampliamento delle quote del 20% della somma stanziata per il bando.
Per i lavoratori in agitazione, che continuano a programmare una protesta ad oltranza che scongiuri i tagli pianificati dal Comune, è importante che venga loro assicurata la continuità occupazionale mediante qualunque impresa si aggiudichi l’appalto.
Vicenda tutt’altra che chiusa quindi, e che, temono i sindacati, darà adito a ricorsi che finiranno per inficiare il normale corso dei servizi già a breve termine. A dar man forte alle accuse e alle perplessità delle aprtisocilai, anche e soprattutto i militanti di Catania bene comune, che anche nel corso dell’ultimo consiglio comunale si erano scagliati contro l’amministrazione in merito a questa vicenda. Ecco la replica Elena Ragusa, consigliere appartenente al gruppo consiliare Con bianco per Catania: -“Quello di Catania bene comune è un misero tentativo di far passare per vere, utilizzando il condivisibile discorso portato avanti con civiltà dai sindacati confederali e dell’Ugl, le tantissime bugie finora dette e ripetute creando un grave danno agli asili nido e di conseguenza ai bambini e alle stesse lavoratrici che affermano di difendere.
Facendo da sponda a quelle forze che nella passata amministrazione avevano tagliato gli asili nido senza che Catania bene comune dicesse una sola parola, Iannitti e i suoi, fin da quando queste strutture furono salvate dall’Amministrazione Bianco, cominciarono a far terrorismo spargendo dubbi sul funzionamento di un servizio che, per i nuovi parametri di legge, non poteva più consentire spese incontrollate. Questa campagna di denigrazione condotta sulla stampa ebbe come conseguenza un drastico calo del numero dei bambini iscritti. Dopo aver fatto la frittata Catania bene comune si chiede ora perché il bando riguardi soltanto 360 bambini, ossia quelli ancora iscritti al servizio. Probabilmente farebbero meglio a farsi un bell’esame di coscienza, anche se finora non ha dimostrato molta responsabilità. La finiscano, per esempio, di far finta che l’Amministrazione comunale stia per licenziare qualcuno. Si tratta soltanto di una delle tante falsità ripetute come un mantra in questi mesi.
Quanto poi al bando contestato non da Cbc che solo in ultimo si è aggregato a questa battaglia, per certi versi condivisibile, si ricorda che durerà quattro mesi, occuperà 360 bambini ai quali se ne aggiungeranno altri 150 circa grazie ai Pac. Sempre che Catania bene comune non lavori ancora per far scappar via i bambini iscritti, causando danni forse irreversibili al servizio e alle lavoratrici.

Nicoletta Castiglione

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