CATANIA –  “La povertà assoluta è cresciuta nel corso del 2016, aumenta persino il numero di chi rinuncia a curarsi. Questo “indicatore della disperazione”, raccolto giornalmente dalla Uil grazie ai racconti di donne e uomini che affollano gli uffici del patronato Ital e degli altri sportelli di servizio Uil, trova riscontro nei dati di un recente report nazionale del Banco Farmaceutico. Catania sta peggio di molti altri territori nel Paese. Ecco perchè non possiamo permetterci che un solo euro venga sprecato nella spesa sociale e nelle politiche per lo sviluppo. Sarebbe una colpa imperdonabile, che si aggiunge a quelle dovute alle ormai interminabili attese per strumenti urbanistici e grandi opere da troppo tempo negate. Stiamo chiedendo agli amministratori locali, a partire dai Comuni-capofila, un confronto di merito e la condivisione di un “Progetto per la Speranza”  fatto di impegni concreti. Noi non ci tireremo indietro!”. Questo è un passaggio-chiave del documento approvato oggi – lunedì 14 – dall’Esecutivo della Uil di Catania, convocato dal segretario generale Fortunato Parisi che ha già programmato una riunione di delegati aziendali Rsu-Rsa e capilega per approfondire le vertenze in corso e i punti all’ordine del giorno della recente Assemblea nazionale dell’organizzazione sindacale guidata da Carmelo Barbagallo. L’Esecutivo provinciale Uil è composto anche dai segretari confederali e delle sigle di categoria che sono Salvo Bonaventura, Francesco De Martino, Cesira Ieni, Daniela La Porta, Nino Marino, Francesco Prezzavento, Giancarlo Mattone, Armando Algozzino, Armando Alibrandi, Eugenio Cambria, Giovanni Casa, Alessandro Cavallaro, Salvo Mavica, Enza Meli, Nino Gatto, Giovanni Nicotra, Angelo Oliveri, Stefano Passarello, Giovanni Santagati e Matteo Spampinato.

        L’esecutivo Uil scrive ancora: “Le istituzioni politiche hanno più volte annunciato il “tempo del raccolto”, noi abbiamo sempre risposto promettendo massima vigilanza. Al Comune di Catania, ad esempio, abbiamo sempre sollecitato un dialogo serrato e una verifica sistematica sull’apertura dei cantieri e la realizzazione ottimale di interventi da troppo tempo attesi. Facciamo riferimento, innanzitutto, al miglioramento della rete infrastrutturale e al recupero di quella Zona industriale che la Uil ha ripetutamente definito Area-Fantasma contestando, fra l’altro, l’ignavia di Regione e Irsap. Ricordiamo, a questo proposito, la denuncia pubblica fatta in luglio dal segretario generale Fortunato Parisi che protestò perchè Regione e Irsap avevano destinato appena 2 milioni 303 mila euro, su 50 complessivamente disponibili, alla riqualificazione della rete viaria nella zona industriale di Catania e zero per l’ex Asi di Caltagirone, malgrado fosse stata dichiarata appena un anno fa dallo stesso Irsap la “pubblica utilità, indifferibilità e urgenza” del progetto di asse di spina per l’area attrezzata di Mazzarrone”.

        “Ai cittadini catanesi – si legge ancora nel documento dell’Esecutivo Uil – è stato assicurato il finanziamento di progetti significativi per migliorare la mobilità, accrescere la qualità ambientale anche grazie alla realizzazione di un idoneo impianto di depurazione, offrire servizi urbani a misura di nuovo Millennio, accrescere l’offerta turistica, combattere il degrado con baluardi di socialità e cultura come il progettato Teatro Moncada a Librino. Un richiamo particolare va, poi, alle promesse di “azioni strategiche” in materia di sicurezza e politiche sociali, con particolare attenzione per il consolidamento degli edifici scolastici. La tragica lezione impartita, in ultimo, dai recenti terremoti nel Centro Italia segnala come siano prioritari e irrinviabili  i lavori negli istituti dove cresce il futuro del Paese”. Il Sindacato dei Cittadini conclude: “Queste sono le opere buone e utili che la Uil invoca, inutilmente, ormai da anni! Siamo preoccupati perchè vediamo meno iniziative e tangibili realizzazioni di quelle promesse ancora nei mesi scorsi, anche con grande clamore. In molti casi, si rischia già adesso il definanziamento degli interventi per ritardi nella progettazione e nell’esecuzione. Catania, come l’intera Sicilia di cui questo territorio è da sempre motore di sviluppo, non può  concedersi altre opportunità dilapidate. Alle amministrazioni pubbliche, a tutti i livelli, chiediamo trasparenza e proponiamo dialogo. Ma siamo anche pronti alla mobilitazione e alla protesta, se il “tempo del raccolto” dovesse restare una chimera”.


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