di Nicoletta Castiglione

CATANIA – Si sono dati appuntamento stamattina davanti al palazzo Esa per l’ennesima operazione di protesta. Così i lavoratori Ex Cesame, stanno tentando nuovamente di ricevere le risposte che attendono ormai da anni dalla Regione.  Si annunciano quindi giorni di manifestazioni ad oltranza, sino a quando la presidenza regionale non fornirà una risposta definitiva ai soci lavoratori, che dopo aver acceso un mutuo di circa 2 milioni di euro,  si ritrovano senza ammortizzatori sociali e vedono comunque vacillare la possibilità di realizzare la loro grande scommessa  di recupero della storica  azienda secondo un modello di autoimprenditorialità. La convocazione da parte della Regione infatti sarebbe dovuta avvenire oggi. L’ incontro avrebbe finalmente avviato il tavolo di negoziazione per l’ approvazione del progetto già presentato a fronte di finanziamenti regionale, finanziamenti che darebbero così il via al tanto agognato start-up. Ma facciamo un passo indietro. Il progetto della cooperativa costituita dai lavoratori dell’ ex Cesame nasce nel 2010, e comincia così a dar voce agli ex impiegati usciti ormai dall’amministrazione straordinaria. Viene così messo in piedi un piano industriale, che presentato al ministero dello sviluppo economico sembra in un primo momento ottenere l’attenzione sperata affinchè si possano risollevare le sorti dell’azienda. Il capitale sociale della cooperativa è l’indennità di mobilità dei soci, e questo aumenta la credibilità del progetto. Viene così firmato un protocollo d’intesa, sancito dai vertici istituzionali affinchè si possa concretizzare la svolta della storica fabbrica. Attore principale della vicenda, l’ex governatore Raffaele Lombardo, che come spiega Vito D’antoni, membro dell’amministrazione della cooperativa Ex Cesame         “Aveva letteralmente preso sottobraccio i lavoratori Cesame palesando la massima fiducia nel nostro percorso di ripresa. Con lui avevamo individuato lo strumento  per finanziare i contratti di programma, peccato però che lo strumento in questione si sia rivelato vacante a livello economico. Abbandonati e traditi da Raffaele Lombardo, ci siamo occupati noi del reperimento dei fondi  FAS attraverso il ministero dello sviluppo economico. Quindi attraverso delibera abbiamo fatto arrivare a Palermo 80 milioni di euro, che dovevano essere sufficienti a finanziare i contratti di programma in cui rientra il progetto Cesame.  Adesso il sopraggiunto Governatore Crocetta  DOVREBBE SOLO GESTIRE E PORTARE A TERMINE il rilancio della fabbrica. Ma le solite lungaggini e inadempienze burocratiche ci hanno bloccati ancora una volta.”

Nel pomeriggio ci si aspetta quindi un’incontro nei palazzi della Regione di Palermo, affinchè possa essere stipulato il cronoprogramma che permetta alla cooperativa di usufruire dei soldi del bando.

“Vogliamo e dobbiamo essere fiduciosi – sottolinea il presidente della cooperativa  Sergio Magnanti – non è assolutamente pensabile e accettabile che tutto finisca in una bolla di sapone, alla luce del percorso fatto fin’oggi. Abbiamo agito seguendo la spinta degli enti regionali, locali, delle istituzioni politiche e amministrative. Abbiamo agito secondo le loro rigide direttive. Sarebbe assurdo voltarci le spalle dopo aver seguito la strada che i vertici c’ hanno indicato”.

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