CATANIA – Un nuovo modello di istruzione e formazione per dare risposte adeguate ai giovani in cerca di occupazione o che devono riconvertire la propria professionalità. Servono risposte concrete e sistemi flessibili, superando gli schemi rigidi della società passata. Lo ha ribadito Davide Faraone, sottosegretario all’Istruzione, Università e Ricerca, nell’ambito di un qualificato incontro organizzato a Catania sul tema “Dalla formazione al lavoro”, presenti, tra gli altri, il presidente dell’Ordine dei medici di Catania, Massimo Buscema; Alberto Oliveti e Giampiero Malagnino, rispettivamente presidente e vice presidente nazionale dell’ENPAM; Giampaolo Marcone, componente della Consulta ENPAM; il rettore di Catania, Giacomo Pignataro e il presidente della Facoltà di Medicina, Francesco Basile.

“Adesso non c’è più la garanzia che c’era una volta di essere dipendente a tempo indeterminato in un’azienda privata o in un ente pubblico e di avere risolto, una volta per tutte, il problema del posto di lavoro. Prima non c’era la necessità di pensare a chi perdeva il lavoro e, di conseguenza, non c’era un sistema di protezione, del quale adesso i giovani avverto la mancanza anche in semplici termini di riconversione professionale”, ha dichiarato il sottosegretario Faraone..

“Una lettura delle future pensioni delle nuove generazioni sarebbe drammatica. La certezza del sistema retributivo non c’è più e se non si sono versati adeguatamente contributi, perché si è entrati tardi nel mondo del lavoro o perché lo si è

cambiato spesso, si avrà una pensione da fame e questo sarà una condizione diffusissima”, avverte l’esponente governativo del Pd.

Lo stravolgimento del mercato del lavoro, la crisi economica che non accenna a concludersi, la tecnologia che taglia continuamente migliaia di posti di lavoro ha stravolto l’equilibrio sociale.

“La generazione dei garantiti, cioè gli anziani, è minima rispetto a quelli dei non garantiti. Con il progetto “Alternanza scuola-lavoro”, istituti superiore e Università non possono non preoccuparsi del collegamento con il mondo del lavoro, certo con questo non vogliamo far sottoscrivere contratti di apprendistato ai ragazzini, però in Germania istruzione e formazione coincidono con l’apprendistato, un tipo di contratto che noi vorremmo rendere vantaggioso – spiega Faraone – come non lo è stato fino ad ora, tanto che è stato utilizzato da pochissimi”.

La soluzione c’è per il sottosegretario Faraone per ridare chance ai giovani e rivitalizzare il mondo del lavoro: “Il mondo della formazione e del lavoro si devono interscambiare continuamente anche col sistema previdenziale, altrimenti c’è il paradosso che tanta disoccupazione non può essere assorbita perché si allunga l’età pensionabile, mentre chi è giovane e potrebbe dare di più non riesce a entrare nel mondo del lavoro”.

“Jobs act è stato introdotto per garantire quel sistema di protezioni – conclude Davide Faraone – che prima non c’erano. Mai nessuno prima aveva pensato di riformarlo il mercato del lavoro, né i sindacati né i partiti, benché questa trasformazione è in atto da anni. Credo che su questo ci si debba interrogare per fare funzionare il sistema il più possibile e noi lo stiamo facendo in modo forte e stringente. Noi dobbiamo anche cambiare il tema dell’istruzione e del sistema universitario in particolare, per rendere il nostro sistema formativo, lavorativo, previdenziale flessibile e

adattato alle esigenze dei cittadini. Prima il sistema di formazione scolastico era rigido ( o ti sta bene o sei fuori), con la conseguente dispersione scolastica e universitaria. Anche il sistema lavorativo, era rigido: o tra i privilegiati o tra i morti, e così nel sistema previdenziale”.

Queste, infine, le conclusioni tratte dal sottosegretario Davide Faraone nel suo intervento: “Tutto deve essere più flessibile: l’offerta formativa, dalla scuola all’università, flessibile e variegata, perché il calo delle iscrizioni e la mobilità degli studenti, sono segnali d’allarme. Non dobbiamo ritenere più importanti alcuni ambiti di formazione rispetto ad altri: la formazione professionale non è meno importante di altre, semplicemente si formerà quella persona per fare un’altra cosa. Prima si dava una classifica, chi si iscriveva al classico era bravo e chi si iscriveva all’industriale era un asino. Bob è più così. I temi che ci rendono famosi nel mondo li abbiamo snobati e sono la musica, l’arte, la cucina, eppure l’ora di musica viene generalmente considerata la ricreazione. Insomma, è necessario ridare valore alla formazione e all’istruzione dando flessibilità e dignità in altri ambiti, scontando la rigidità della società di ieri. Alla difficoltà dei ragazzi dobbiamo dare risposte positive, superando il conservatorismo e chi cerca di impedirci una modernizzazione, ma noi andremo avanti lo stesso”, ha concluso il sottosegretario Faraone.

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