CATANIA – Rabbia, lacrime e tanta voglia di lottare per mantenere il proprio lavoro e i propri diritti. Erano oltre un centinaio stamattina i lavoratori di Almaviva che hanno manifestato “marciando” dal negozio Wind di via Etnea verso la Prefettura, affiancati dai rappresentanti di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl Comunicazioni di Catania. Una delegazione è stata ricevuta a Palazzo Minoriti dal viceprefetto Rosa Maria Monea, alla quale è stato chiesto di intervenire presso il governo nazionale “per stringere i tempi della legge che garantisca i lavoratori, e dunque il costo del lavoro, dal massimo ribasso in caso di cambio di appalto- spiegano il segretario generale della Cgil, Giacomo Rota, il segretario generale di Slc Cgil Davide Foti, e il segretario confederale Giovanni Pistorio- Ma abbiamo anche chiesto di intervenire sulle compagnie telefoniche committenti per garantire lo stato occupazionale”. Il timore più forte, è che la commessa Wind gestita da Almaviva da un decennio, possa essere assegnata ad altre aziende che non rispettano la garanzia dei costi di lavoro e tendono a delocalizzare il servizio. “Se salta la commessa salta il lavoro per centinaia di famiglie e con esso intere comunità sociali”, concludono i tre segretari.Analoghe manifestazioni a quella tenutasi stamattina a Catania, hanno interessato stamattina tutte le sedi dei call center Almaviva sparsi sul territorio nazionale, dove lavorano circa 12.000 addetti.
La causa della protesta è purtroppo nota: l’esperienza di Almaviva a Misterbianco (1250 addetti e altrettanti lavoratori ” a progetto”) potrebbe concludersi con una lunga sequenza di licenziamenti. Un “caso Almaviva” in altri paesi europei non sarebbe possibile; la direttiva europea in materia di cambio d’appalto in Italia non è stata recepita in maniera favorevole ai lavoratori.Secondo i sindacati, ciò che potrebbe presto accadere ai lavoratori di Almaviva Misterbianco darebbe di fatto il via al progressivo smantellamento della azienda che, in Sicilia, occupa il maggior numero di lavoratori (circa 6000).

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