ROMA – L’ultima frontiera è stata valicata. Con l’ultima porcata.

Non è ammissibile leggere circolari governative che suggeriscono, ma si intuisce intimino, ai Consigli comunali e ai sindaci di non pubblicizzare i referendum del 17 aprile dove gli italiani sono chiamati a ‘decidere’ se permettere ancora trivellazioni petrolifere a mare oppure opporre un netto rifiuto.

Non è concepibile che, dopo un referendum che avrebbe dovuto porre la parola fine sulla questione dell’acqua pubblica, l’attuale capo del governo Matteo Renzi se la pensi, di notte, e provi a sovvertire la volontà popolare indirizzando il Paese verso la privatizzazione delle acque, risorsa strategica, principale e fondamentale.

In una Repubblica che, ci si impegna, e si vuole, non sia fondata sul lavoro in barba all’articolo 1 della Costituzione Italiana ecco, infine, una delle tante, invereconde, provocazioni. Questa, però, è chiara, netta e intellegibile. Vuoi lavorare da giornalista professionista nel ruolo di addetto stampa del ministero dell’Interno? Sì? Bene: il ministero pubblica un bando ma, che si sappia prima, l’attività dovrà essere svolta dal giornalista senza pretendere alcun compenso!

No, non è una bufala. E il punto esclamativo, che di solito non usa in un articolo, ci sta tutto.

«Il governo italiano insulta il lavoro – ha scritto stamane la collega, e editrice, Monica Adorno commentando un post su facebook – Il ministero dell’interno (e la minuscola non è un errore) cerca un giornalista professionista per un anno e promette “regolare” contratto a gratis. Mi chiedo se questo è il modo di concepire il lavoro!».

Abbondiamo di punti esclamativi, ma ci sta. E riportiamo il link dello sdegnato comunicato ufficiale dell’Assostampa nazionale in relazione a quest’ultima vergogna. http://www.assostampasicilia.it/lista-uffici-stampa/544-ministero-indice-bando-per-lavoro-giornalistico-gratuito,-fnsi

Si chiede, ovviamente, il ritiro immediato del bando.

Ma alcune, caustiche, considerazioni prima di chiudere l’articolo vanno fatte.

Il ministero, quindi il governo, non promette ma offre. In questa modalità di comunicazione si possono scrogere, addirittura, elementi di ipocrisia e di involontaria comicità poiché l’offerta pone la questione come una cortesia-concessione per il lavoratore.

Ora, basta capire chi e quanti saranno i ‘krumiri’, pronti a tutto, che si proporranno per il posto di vassallo della comunicazione, schiavo di questi imbelli violentatori della Costituzione.

Presumo che, com’è d’uopo per queste porcate (già a livello dei Comuni) il Ministero ammetterà tutta una serie di rimborsi ovvi – oltre ad altri non scontati e dei quali nulla si può intuire in anticipo- per cui varrà la pena, per alcuni, di provare a fare lo ‘schiavetto’.

Il candidato ideale, magari, ce l’hanno pure sott’occhio.

Ecco, per una robetta del genere, avrebbe senso fare scoppiare un casino in ottemperanza dei principi di legge oltre che di decoro, salvo, poi, scoprire che i candidati volontari (e servili), se il bando non sarà ritirato, potrebbero anche essere oltre 2.000 e, quindi, una larghissima fetta dei giornalisti professionisti italiani ‘a spasso’.

Ma, se così fosse e tutto si realizzasse come richiesto, la prestazione gratuita non sarebbe pure in antitesi coi dettami dell’Ordine dei Giornalisti? E i contributi all’Inpgi chi li paga e su cosa andrebbero calcolati? E se un professionista, non pagato, dovesse sbagliare – o essere indotto all’errore – chi paga, l’assicurazione?Questo, e tanto altro, il buon governo italiano non lo sa? O non si pone alcun problema al riguardo?

Comunque, dimenticavo, tutto fa curriculum. E questa è una leva, psicologica, importante.

Per Giuliano Poletti e Angelino Alfano, ministri della nostra Repubblica, personalmente, non ritengo ci siano più adeguate menzioni; da tempo. Parlano, da soli, i fatti.

Ma il Presidente Sergio Mattarella non dovrebbe consentire lo scempio, mercificazione e mortificazione di una professione anche di fondamentale importanza sociale, seppure naufragata in questa Italia che vieta di trattare il referendum del 17 aprile ai Comuni, e imbosca l’argomento nei tg e rotocalchi Rai.

Tutto l’illecito appare possibile. Ma non se ne deve scrivere e neppure parlare.

Marco Spampinato

fonte e foto: sottoilvulcano.net

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