PALERMO – C’è preoccupazione e disperazione tra le cooperative sociali catanesi costrette a subire i mancati pagamenti da parte della pubblica amministrazione. Una vicenda più volte denunciata dal presidente regionale di Confcooperative Gaetano Mancini che ha recentemente rivolto un nuovo appello al comune di Catania affinché possa risolversi questo annoso problema. L’amministrazione Bianco in risposta a tale appello ha assicurato la convocazione di un incontro a breve, entro i primi giorni della prossima settimana, finalizzato ad assicurare soluzione al problema.

La situazione sta tuttavia assumendo ogni giorno di più la dimensione del dramma, poiché i ritardi dei pagamenti per le spettanze dovute viaggiano ormai tra i 9 ed i 12 mesi, esponendo tutte le cooperative sociali, schiacciate tra i crediti non incassati ed i costi del personale e degli enti previdenziali, alla prospettiva certa della chiusura con la conseguente perdita di centinaia e centinaia di posti di lavoro.

Stante tale scenario le cooperative sociali aderenti a Confcooperative si sono pertanto riunite lo scorso giovedì in una infuocata assemblea che ha sancito la decisione di proclamare lo stato di agitazione e di adire le vie legali, precedute da diffide formali nei confronti dei soggetti preposti alla “lavorazione” delle fatture e alla gestione dei fondi vincolati, laddove non vengano riconosciuti e corrisposti i crediti vantati.

“Non dimentichiamo – affermano i vertici dell’associazione – che le cooperative sociali erogano servizi socio-assistenziali su affidamento dei comuni a favore di soggetti deboli e quindi il personale impiegato va equiparato a quello comunale. A Catania viene peraltro paventato il rischio di una insufficiente copertura finanziaria per l’ultimo trimestre del 2015, l’ufficio ragioneria non certifica tali crediti, che dunque non possono seguire la normale procedura d’inserimento nella piattaforma informatica. Ciò determina anche l’impossibilità  di un temporaneo finanziamento bancario a copertura delle fatture emesse. Esiste inoltre una consistente quantità di fatture di cooperative sociali (soprattutto riguardante i servizi di accoglienza già erogati a minori stranieri non accompagnati), che non è ancora stato trasmesso dalla Direzione Servizi Sociali alla Ragioneria comunale.C’è infine il problema dei servizi che afferiscono a leggi speciali, quali la L. 328/00 e la L. 285/97, che hanno i fondi disponibili e vincolati e che tuttavia si trovano, inspiegabilmente, nella medesima condizione degli altri”. La somma di tutti questi crediti ammonta a diversi milioni di euro.

Per questo le cooperative sociali aderenti a Confcooperative chiedono che L’Amministrazione Comunale ponga subito in pagamento i mandati giacenti in ragioneria e che vengano avviate al pagamento tutte le fatture per servizi svolti ancora giacenti presso la Direzione Servizi Sociali. Inoltre chiedono che si proceda al più presto a ripristinare l’accesso degli utenti anziani alle graduatorie per erogazione del servizio di assistenza domiciliare anziani, ormai bloccato da oltre dodici anni; che venga esposta la reale situazione delle risorse a partire dall’ultimo trimestre del 2015 fino ad arrivare allo stato dei fondi delle leggi 328/00 e 285/97 e che venga resa possibile e agevolata la certificazione dei crediti vantati.

I rappresentanti delle cooperative chiedono anche che venga avviata l’interlocuzione sul piano nazionale per ottenere una moratoria temporanea riguardante gli oneri dovuti all’INPS.

 

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