CATANIA − “In questi mesi, la Cassa integrazione è aumentata soltanto in nove province italiane. Catania, purtroppo, è fra queste. Qui, la ripresa non si vede e nei Palazzi, intanto, si consumano ancora i riti della vecchia politica. Se qualcuno chiedeva il perchè della protesta sindacale del 31 ottobre, adesso può capire meglio le nostre ragioni e la nostra rabbia!”. Lo dichiara il segretario generale della Uil etnea, Fortunato Parisi, commentando l’Ottavo Rapporto sulla Cassa Integrazione in Italia diffuso dal Servizio nazionale Politiche del Lavoro e della Formazione. Stando ai dati della struttura di ricerca e analisi statistiche guidata dal segretario confederale Guglielmo Loy, a Catania la Cig – ordinaria, straordinaria e in deroga – è complessivamente cresciuta dell’8.5 per cento tra gennaio-settembre 2015 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e del 15.2 per cento a settembre nel raffronto con lo stesso mese del 2014. “Più di tante parole – afferma Fortunato Parisi – i numeri dimostrano che Catania resta capitale della crisi. Deve soprattutto allarmare il fatto che in un anno è diminuita del 19.1 per cento la Cassa ordinaria mentre la Cig straordinaria e quella in deroga sono lievitate del 24.7 e del 36.2 per cento. Insomma, nel nostro territorio le aziende ricorrono sempre meno agli ammortizzatori sociali per gestire fasi di ristrutturazione e rilancio produttivo. Stanno, invece, facendo ricorso ai benefici terminali di legge prima della chiusura definitiva degli stabilimenti. L’allarme sociale cresce, peraltro, a pochi mesi dalla piena attivazione del nuovo sistema Cig previsto dal Jobs Act che produrrà la riduzione sostanziale di durata della Cassa”.  Il leader della Uil etnea aggiunge: “Alle istituzioni politiche chiediamo di agire, di fare presto e bene, di tralasciare finalmente i tornaconti di bottega. Catania può e deve tornare a essere locomotiva dell’Isola. Noi ci crediamo, malgrado i segnali negativi che arrivano da pubblico e privato. La mobilitazione nella St e le proteste dei forestali si sommano allo sciopero generale che sabato porterà in via Etnea le lavoratrici e i lavoratori della grande distribuzione, indispensabili risorse umane di un settore segnato in Sicilia – quindi, innanzitutto a Catania – da un’impennata impressionante della Cassa integrazione guadagni:  più 550,7 per cento nel raffronto settembre 2014/2015”. Fortunato Parisi conclude: “Abbiamo sempre accompagnato la protesta alla proposta. Lo facciamo anche stavolta rivendicando il diritto all’Istruzione, al Lavoro dignitoso e alla Salute. Chiediamo investimenti in opere buone, utili alla crescita economica e sociale. Fiducia nei lavoratori della Pubblica amministrazione, perchè servono più servizi ai cittadini e alle imprese. Restituzione della Formazione professionale scippata ai giovani e ai lavoratori di questa terra. Adeguamento degli organici nelle strutture sanitarie e nei servizi di Medicina del Territorio”.

PARISI

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