Tutti i dati 2014 sulla Cassa integrazione a Catania, confrontati con quelli dell’anno precedente, portano il segno meno. La spiegazione è semplice: sono decisamente meno le imprese in città e provincia! Centinaia, migliaia, di famiglie sono così passate in pochi mesi dalla triste certezza di un reddito ridotto al dramma dell’azzeramento della principale e spesso unica fonte di sostentamento. La spesa sociale diventa, quindi, irrinunciabile. Al di là, al di sopra dei tagli. Ecco perché la Uil, sin dalle prossime settimane, intensificherà il confronto con le amministrazioni comunali sui bilanci preventivi, ritenendo prioritario il sostegno a chi davvero ha più bisogno di aiuto”.

Lo afferma il segretario generale della Uil di Catania, Fortunato Parisi, commentando i dati del “Dodicesimo Rapporto sulla Cassa Integrazione” appena diffuso dal Servizio nazionale Uil Politiche del Lavoro e della Formazione guidato da Guglielmo Loy. Questi i numeri che emergono dal raffronto 2013-2014 nella provincia etnea: meno 7.8 la Cassa ordinaria, – 36.4 la Straordinaria, – 54.8 la Cig in deroga, – 33.4 il totale delle ore autorizzate per le tre Casse. “Bisogna essere decisamente preoccupati – afferma Fortunato Parisi – anche in considerazione del fatto che Catania si conferma capitale della crisi economica e occupazionale nel Mezzogiorno e nel Paese, dove il calo complessivo della Cig è più contenuto: meno 8,5 nel Meridione, – 6 in Italia. Ammesso che altrove si stiano notando, sia chiaro che qui segnali di ripresa proprio non se ne vedono. Se qualcuno ha ricette, si faccia avanti. Purché non ci faccia perdere tempo, ormai inesorabilmente scaduto. Noi della Uil, invece, confermiamo la strada maestra di sempre, quella del dialogo e della collaborazione. Arroganza e bassi calcoli di tornaconto non pagano! Ribadiamo, quindi, l’appello a istituzioni, forze sociali e politiche affinché in piena sinergia cerchino assieme a noi soluzioni di crescita e sviluppo”.

Il leader della Uil catanese aggiunge: “Noi continueremo a batterci per il lavoro vero e dignitoso, ma l’uscita da questo stato di recessione, di progressiva desertificazione del tessuto produttivo, è lontana e impone la difesa degli ammortizzatori sociali, che la Uil ha fatto e continuerà a fare ancora di più nei prossimi mesi.  Il Jobs Act del governo Renzi vuole limitare la Cassa integrazione, rischia di innescare una spirale perversa sulla disoccupazione, già attestata su percentuali inquietanti. Nel corso di quest’anno, si paventa il taglio di 7 mesi su 12: la Uil calcola, come specificato pure nel Rapporto annuale sulla Cig, che saranno a rischio circa 100 mila posti di lavoro in Italia. Moltissimi al Sud e nella nostra provincia”.  “E’ pericoloso – conclude Fortunato Parisi – puntare tutto sull’allungamento delle indennità di disoccupazione, sottraendo risorse alla Cassa integrazione. Da Catania, dunque, rilanciamo la richiesta della Uil nazionale perché il Governo, nel momento in cui si accinge a riformare con i prossimi decreti legislativi  la Cig, valuti opportunamente i rischi sociali che potrebbero essere provocati da eventuali limitazioni di questo ammortizzatore e riveda in crescita gli stanziamenti previsti per il 2015. Noi, comunque, non ce ne staremo alla finestra, aspettando che arrivino risposte dallo Stato e, forse, anche dalla Regione, attualmente capace solo di farsi bacchettare e commissariare per le risorse non spese. Tutta la Uil di Catania riprenderà adesso sul territorio con più intensità e decisione la propria iniziativa di denuncia delle incompiute e di ricerca delle migliori idee per la crescita, in difesa dei lavoratori pubblici e privati ma anche dei tanti, troppi, concittadini in cerca di occupazione”.

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