CATANIA – “Malgrado in Italia il ricorso alla Cassa integrazione sia in calo, tanto da giustificare gli annunci di una ripresina in corso, in Sicilia (più 9.6) e a Catania (più 18.2) è cresciuta la Cig straordinaria nel periodo gennaio-febbraio 2015, a confronto con lo stesso periodo del 2014. Ciò significa che ancora più imprese stanno facendo un tentativo estremo di resistere alla chiusura e che sempre più lavoratori, con le loro famiglie, vivono l’incubo della disoccupazione imminente. Nella nostra provincia, poi, aumentano le ore autorizzate di Cig in edilizia, settore-spia di una crisi che qui non allenta per nulla la presa!”. Lo afferma il segretario generale della Uil di Catania, Fortunato Parisi, commentando i dati del “Primo Rapporto 2015 sulla Cassa Integrazione” appena diffuso dal Servizio nazionale Uil Politiche del Lavoro e della Formazione, guidato da Guglielmo Loy. “Per le aziende catanesi – afferma ancora Parisi – le ore autorizzate di Cassa integrazione nei primi due mesi dell’anno sono state 348.326, 66.102 in Edilizia, 21.328 nel Commercio. Al di là dei numeri, bisogna chiedersi quanto inciderà sulla sopravvivenza delle imprese e dei posti di lavoro la scelta governativa di ridurre le risorse destinate a questo ammortizzatore sociale. La nostra organizzazione con il segretario nazionale Carmelo Barbagallo ha più volte criticato questa scelta, evidenziandone i rischi. Da Catania, ancor più alla luce degli ultimi dati, ribadiamo con forza questi timori”. Il leader della Uil etnea aggiunge: “Nel confronto tra il primo bimestre 2015 e lo stesso periodo dello scorso anno, la Cig in Sicilia diminuisce del 64,8 per cento ma a Catania soltanto del 18,1. Non è un indicatore incoraggiante, anzi rivela come la nostra provincia per le sue dinamiche produttive risenta maggiormente – e da troppo tempo! – della recessione, senza poter contare contestualmente su convincenti politiche dell’occupazione e dello sviluppo”. Fortunato Parisi continua: “Fra tanti dati, colpisce il crollo della Cassa in deroga. Meno 99.3 per cento nella nostra provincia! E’ l’effetto delle nuove regole che hanno ridotto a 5 mesi l’utilizzo massimo di questo strumento. Abbiamo la fondata preoccupazione che questo taglio si tradurrà in meno imprese e più disoccupati: non ce lo possiamo permettere, specialmente nel nostro territorio. Siamo pronti a ogni iniziativa per difendere ogni posto di lavoro. E ci attendiamo che facciano altrettanto senatori e deputati catanesi!”. Conclude il segretario generale Uil, Fortunato Parisi: “Il 2015 non mostra spiragli, particolarmente a Catania. Non solo i dati, ma anche e soprattutto la quotidiana attività della nostra organizzazione nel territorio e tra i lavoratori dimostrano quanto la situazione resti critica. La nostra provincia ha bisogno di investimenti per le infrastrutture, la ricerca, l’innovazione e la buona formazione. Rischiamo intanto di morire di incompiute, malaburocrazia e soprattutto malapolitica. Aspettando interventi per la crescita, e magari uno scatto d’orgoglio alla Regione che per ora sembra unicamente capace di conquistare le prime pagine per fondi comunitari non spesi e disastri nella Sanità, nessuno dimentichi quanto Caritas e altre organizzazioni assistenziali ricordano ogni giorno, ogni ora: stanno aumentando i poveri, anche in quella che era la classe media, e dilaga il disagio. La spesa sociale è irrinunciabile. Proseguendo quindi nell’iniziativa intrapresa lo scorso anno dalla Uil di Catania, rivolgiamo ancora una volta un appello alle amministrazioni comunali perchè si aprano al confronto sui bilanci preventivi e sulle priorità di spesa. La Uil, dal canto suo, conferma il proprio impegno accanto ai sindaci e ai Consigli comunali per contrastare lo schizofrenico atteggiamento di chi continua a mantenere privilegi e sprechi nelle amministrazioni centrali e, invece, abbatte a colpi di scure i fondi destinati agli enti locali, spesso unico e ultimo avamposto dello Stato nelle nostre comunità”.

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