“Catania resta frontiera della crisi. Lo conferma l’undicesimo rapporto Uil sulla Cassa integrazione in Italia. Il presente è segnato da allarmanti indicatori di aggravamento dello stato di salute delle imprese, del mondo del lavoro. Noi, però, non abbiamo smesso di credere nel futuro. E altrettanto dimostra ogni giorno tutto il movimento sindacale catanese. A Cgil, Cisl e Ugl chiediamo quindi un rilancio delle iniziative di confronto e dell’azione comune, perché già nelle prossime settimane sarà necessario bussare ancora più forte a molte porte. Stavolta, a Roma come a Palermo, i Palazzi non potranno restare chiusi!”.

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Lo afferma il segretario generale della Uil di Catania, Fortunato Parisi, commentando i dati del “Rapporto Dicembre 2014 sulla Cassa Integrazione” appena diffuso dal Servizio nazionale Uil Politiche del Lavoro e della Formazione guidato da Guglielmo Loy. Nel raffronto novembre 2013-novembre 2014, tra l’altro, colpisce particolarmente a Catania il “più 31.9 per cento” della Cig straordinaria accompagnato da un “meno 92.1 per cento” delle ore autorizzate di Cassa ordinaria: “Un nuovo, inquietante, segnale di regresso economico e sociale – commenta Fortunato Parisi – Diminuiscono le imprese che accedono alla Cig per ordinaria scelta di ristrutturazione aziendale, mentre crescono quelle che vivono una fase terminale della propria storia. Insomma, sempre più lavoratori rischiano il posto. Sempre più famiglie catanesi conoscono giorni di ansia che, senza Cassa integrazione, diverrebbe disperazione”. Aggiunge il leader della Uil etnea: “Rilanciando i temi della esaltante giornata di sciopero generale del 12 dicembre, particolarmente partecipata e intensa nella nostra provincia, chiediamo anche e soprattutto da Catania che il governo nazionale pensi attentamente alla riforma degli ammortizzatori sociali. Grazie alla Cig, restano oggi aperte molte imprese che invece sarebbero già state chiuse. E non lievita ulteriormente la disoccupazione. Si faccia tutto per salvare ogni posto di lavoro, ogni sito produttivo: specialmente per il nostro territorio, sarebbe grave se in questa fase venissero sottratte risorse alla Cassa integrazione puntando unicamente su un allungamento delle indennità di disoccupazione, i cui effetti sono tutti da sperimentare”. “Catania – conclude Fortunato Parisi – rischia di trasformarsi in un deserto. Gli investimenti privati diventano sempre più rari, gli investimenti pubblici latitano o finiscono troppo spesso nelle tasche sbagliate. Intanto, come abbiamo denunciato ripetutamente in questi mesi, evaporano i servizi essenziali. Ad esempio, per l’assistenza domiciliare, per la refezione scolastica e la sicurezza dei plessi scolastici, per la tutela della salute e le politiche abitative! Se Catania non riparte, non possono rialzarsi neppure la Sicilia e il Paese: ne è convinta tutta la Uil italiana insieme con Carmelo Barbagallo che, significativamente, sarà presto in città per una delle sue prime iniziative dall’elezione a segretario generale del Sindacato dei Cittadini”.

 

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