CATANIA – “Lo scorso anno, a Catania, le ore di Cassa integrazione ordinaria sono scese sotto quota 1 milione, mentre la Cig straordinaria ha sfondato i 4 milioni consentendo la conquista di un poco invidiabile primato tra le province siciliane. È il segnale di un inquietante aumento delle aziende in fase terminale, di altri posti di lavoro che stanno per andare in fumo”.

Lo dichiara il segretario generale della Uil etnea, Fortunato Parisi, commentando il Rapporto annuale sulla Cassa Integrazione diffuso dal Servizio nazionale Uil Politiche del Lavoro e della Formazione. Stando ai dati della struttura di ricerca e analisi guidata dal segretario confederale Guglielmo Loy, Catania è tra le nove province italiane in cui la Cig – ordinaria, straordinaria e in deroga – è complessivamente cresciuta: più 0,9 per cento nel raffronto 2014-2015 in controtendenza rispetto al dato regionale (meno 32.8) e nazionale, meno 35.6.

Lo scorso anno le ore di Cigo nel nostro territorio sono state 988.753 mentre nel 2014 erano un milione 687 mila, quelle di Cigs 4 milioni 173 mila 603 a fronte di 3 milioni 457 mila dell’anno precedente, la Cassa in deroga ha invece raggiunto un totale di 572.877 contro 540.453. “Qui, le cose non vanno per nulla bene e la ripresa non si vede. – afferma ancora il segretario dell’organizzazione sindacale etnea – Noi, intanto, continuiamo a chiedere inutilmente che le istituzioni politiche nazionali, regionali e comunali si confrontino con la Uil e le altre forze sindacali per garantire la spesa sociale, investire su opere pubbliche utili allo sviluppo e offrire strumenti di crescita spezzando la solita spirale di incompiute, riforme negate e strumenti urbanistici rinviati in eterno”.

Fortunato Parisi aggiunge: “Nel Rapporto 2015, è certamente significativo il dato relativo ai posti di lavoro salvaguardati dalla Cig. Sono stati 10 mila 284 in Sicilia, di questi almeno un quarto a Catania, e 332 mila in Italia. La Cassa integrazione è ora messa in discussione dal Jobs Act perchè sarà limitata in durata, massimo 24 mesi in cinque anni, e contiene disincentivi come il ticket d’accesso a carico delle imprese che potrebbero favorire le riduzioni di personale, non le ristrutturazioni aziendali”. “Più di altre – conclude Parisi – la nostra provincia ha motivo di temere i colpi della crisi economica e gli attacchi al sistema degli ammortizzatori sociali. Per questo, la Uil di Catania assicura sin d’ora massimo impegno nella mobilitazione a sostegno delle iniziative avviate dal leader nazionale dell’organizzazione Carmelo Barbagallo contro gli effetti distorti delle presunte riforme del lavoro, in favore del rinnovo dei contratti e della restituzione del maltolto a pensionati e lavoratori. Questi saranno i temi che proprio Carmelo Barbagallo, non a caso da Catania, rilancerà domani pomeriggio – venerdì 22 – con un convegno nazionale della Uil Pensionati in programma nel teatro L’Istrione di via Federico De Roberto 11”.

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