“Così non va!”.  Susanna Camusso riassume attraverso questo slogan le ragioni dello sciopero generale nazionale, in programma oggi, che prevede una giornata di astensione dal  lavoro di otto ore, e più di 50 manifestazioni lungo tutto il Paese: 10 a carattere regionale, 39 a carattere provinciale e 5  interprovinciale.468x234_1416910498  Con lo sciopero generale , Cgil e Uil chiederanno al Governo e al Parlamento di cambiare la legge sul lavoro e la legge di stabilità rimettendo al centro il lavoro, le politiche industriali e dei settori produttivi in crisi, la difesa e il rilancio dei settori pubblici e la creazione di nuova occupazione. Un’iniziativa che si è caratterizzata in queste ore anche per l’intervento del ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, – definito dal leader della Cgil ‘a gamba tesa’ e senza precedenti – che ha precettato i lavoratori dei trasporti. Una decisione che il sindacato rispetterà ma che, come hanno dichiarato i numeri uno di Cgil e Uil, Camusso e Barbagallo, “mette in discussione una delle massime espressioni della democrazia” in Italia e che sarà “nostra intenzione investire dell’accaduto le massime cariche dello Stato”.  Punti di riferimento delle manifestazioni saranno la piazza di Torino, che vedrà protagonista il segretario generale della Cigl Susanna Camusso, e quella di Roma con il leader Uil Carmelo Barbagallo. E grande fermento c’è anche in Sicilia, e soprattutto nelle provincie Siciliane, prima tra tutte Catania, ancora fortemente scossa dalla recente visita del premier Matteo Renzi. Le parti sociali della provincia etnea, non gli perdonano “il volta faccia” fatto a favore dei grandi imprenditori e a scapito dei lavoratori. Il capo del governo infatti, secondo i segretari Cgil e Uil, avrebbe deciso di non rispettare gli impegni di protocollo che prevedevano un’incontro con i sindacalisti a causa di limiti di tempo insufficienti. 310x0_1415741501616_medium_141111_221934_to111114pol_8123Una mancanza imperdonabile, secondo le parti sociali, che premono affinchè si affronti la crisi del settore lavorativo catanese e regionale. A Catania il corteo partirà alle 9.30 da piazza Roma, e si concluderà in piazza Manganelli con il discorso del segretario generale nazionale Giovanni Torluccio. Nel corso della manifestazione interverranno inoltre il segretario generale della Camera del lavoro di Catania,  Giacomo Rota, e il segretario Uil, Fortunato Parisi. E continuando l’excursus di iniziative legate allo sciopero generale, il comune di Caltagirone  a partire da oggi , e continuando nelle giornate di domani e di lunedì 15 dicembre, subirà l’astensione lavorativa dei dipendenti della Dusty addetti alla raccolta dei rifiuti. Il sindaco invita quindi a non lasciar nessun tipo di rifiuto davanti la soglia di casa, al fine di non aggravare la situazione dovuta allo sciopero dei netturbini.

 E Palermo si unisce al coro di proteste con un corteo da piazza Croci e un comizio in piazza Massimo. “Si può anche avere un lavoro a tempo indeterminato,  come le migliaia di giovani che lavorano nei call center. Ma si tratta comunque di un lavoro instabile: come dimostrano le drammatiche vertenze in corso non ci sarà mai la certezza che possa continuare e mettere al riparo dalla precarietà –  dichiara il segretario della Cgil di Palermo Enzo Campo – Tutta la Cgil è mobilitata anche a livello nazionale  sul tema dell’industria e dei call center, che da grande opportunità rischiano di diventare un boomerang per migliaia di lavoratori del settore, di cui più della metà operano sulla piazza di Palermo”. image (1) I sindacati quindi chiedono  maggiori tutele per i prrecari. E questo non può essere solo uno slogan. Ecco perché la Uil ha deciso di scioperare contro il Jobs Act, un piano di riforme che anziché garantire tutele crescenti a chi oggi ne ha poche, cancella quelle esistenti ai lavoratori che negli anni le hanno invece conquistate.  In Sicilia si conta una platea sterminata di precari che agogna da anni la stabilizzazione. E un pensiero speciale, i sindacalisti lo rivolgono agli operatori dei call center, sommersi da una jungla di contratti anomali che in questi anni hanno solo aggravato la loro posizione lavorativa.

Nicoletta Castiglione

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