CATANIA – Un futuro promettente ma anche un presente difficile per i 300 lavoratori della 3SUN di Catania, tanto che FIOM Cgil e Fim CISL hanno proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori. Tra le tante preoccupazioni, quelle legate alla cancellazione di circa 70 ore di “banca ore” previste dall’accordo di startup che di fatto si tradurranno in decurtazione economica e un maggiore carico di lavoro; carico già pesante per via dei turni a ciclo continuo in atto nello stabilimento.

Lo scrivono in una nota le rsu delle due sigle. “Non hanno sortito l’effetto sperato le iniziali rassicurazioni ai lavoratori da parte dell’AD di 3SUN (Ing. Antonello Irace) che, davanti alla evidente difficoltà a trovare sbocchi per i pannelli fotovoltaici prodotti dall’azienda, aveva sostenuto che non vi sarebbero state ripercussioni sui redditi dei lavoratori derivanti dalla riconversione “non rinviabile” delle linee di produzione. Dopo un approfondimento con i vertici ENEL, a conferma di quanto già comunicatoci dall’AD 3sun, arrivano rassicurazioni che, stando alle recenti operazioni di ENEL (riassorbimento di EGP da parte di ENEL fuori dall’Italia e dismissione delle centrali a carbone in perdita e poco in sintonia con i nuovi progetti eco-sostenibili), sembrano interessate ad avere una fabbrica di propri pannelli fotovoltaici puntando sulle energie rinnovabili come sole, vento e idroelettrico.
Lo stesso AD, durante gli incontri con i primi livelli aziendali al rientro da un incontro a Roma con i vertici di EGP ed ENEL, ha rinnovato le rassicurazioni sul futuro dell’azienda e quindi sui posti di lavoro. Sostenendo che la 3SUN 2.0 si basa sulla tecnologia dell’etero-giunzione (HJT – produzione di pannelli fotovoltaici su Silicio cristallino, con alti rendimenti e con possibilità di sviluppi ulteriori), l’AD ha affermato che gli intoppi iniziali sui finanziamenti pubblici per questo nuovo progetto sono stati superati, ma non ha ben precisato per cosa sono stati richiesti i finanziamenti (linea di R&D o progetto di programma industriale?).
Dunque, non possiamo fare altro che essere moderatamente soddisfatti ma dobbiamo vigilare sulle evoluzioni degli investimenti che l’azienda 3SUN, e con essa EGP ed ENEL, hanno avviato per il rinnovamento della fabbrica, puntando alla salvaguardia dei circa 300 posti di lavoro. Contestualmente ai passi in avanti fatti sulle garanzie future della fabbrica e la salvaguardia dei posti di lavoro, dobbiamo registrare che tra i lavoratori è diffusa una condizione di malessere, generato da decisioni unilaterali della direzione aziendale abbastanza discutibili.
Le relazioni industriali con le RSU non sono una formalità da consumare come semplice prassi, ma vi è l’esigenza che queste siano di alto valore aggiunto per far fronte comune alle difficoltà che la 3Sun sta attraversando, per questo è necessario che l’azienda cambi impostazione proprio sulle relazioni industriali.
Infatti da un anno a questa parte le organizzazioni sindacali e la RSU si trovano costrette a fronteggiare le continue modifiche dell’organizzazione del lavoro, spesso senza confronto preventivo, e senza l’utilizzo di “giuste” metodologie che permetterebbero a tutti i lavoratori di partecipare alle selezioni per i nuovi incarichi (job posting); la cancellazione di prassi aziendali consolidate, reintroducendo per settimi livelli e quadri l’obbligo di timbrare, nonostante per questi non sia previsto dalla legge; i tentativi di decurtazione della Banca Ore per il personale a turni (denota la volontà dell’azienda a non rispettare il contratto di Start Up, applicato correttamente dal giugno 2011 fino a qualche mese fa); i numerosi errori registrati nei cedolini, ed in parte corretti solamente dopo le continue segnalazioni della Rsu (altri errori ancora devono essere recuperati); l’errato inquadramento di una parte di lavoratori, e il mancato riconoscimento di spettanze per altri (turni avvicendati).
Ci appare molto strano che un’azienda proiettata oramai nella sua interezza dentro il mondo Enel e verso una fortificazione tecnologica esprima verso i propri dipendenti la volontà di decurtare diritti e salario.
Quello che ci aspettiamo da Enel è l’esatto opposto.Pertanto, ribadiamo che non è possibile modificare in peggio le condizioni dei lavoratori e proclamiamo sin d’ora lo stato d’agitazione e la promozione di ogni utile azione mirata alla risoluzione dei problemi, ove le risposte non dovessero essere esaustive”.

Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

Scrivi