CATANIA -Il grido di allarme lanciato nei giorni scorsi dalla SLC CGIL e dalla  UILCOM Uil  sulle gravi difficoltà che stanno attraversando le  lavoratrici ed i lavoratori del Teatro Stabile di Catania è rimasto inascoltato. Ad oggi nessuna riunione straordinaria è stata convocata lasciando nel limbo non solo le rappresentanze sindacali di categoria, ma soprattutto le maestranze e gli artisti che da mesi attendono il pagamento delle spettanze.
Eppure sembrava che nei giorni scorsi, anche guardando agli impegni presi dal Presidente del CdA  dell’Ente, La Rosa, fosse stato imboccata la strada giusta, mediante  un CdA straordinario alla presenza dell’assessore regionale al Turismo  e del sindaco di Catania.
Dichiarano i segretari generali CGIL e UIL,  Giacomo Rota e Fortunato Paris,i congiuntamente ai segretari generali  SLC CGIL e UILCOM UIL Davide Foti e Giovanni Nicotra: “Sicuramente  questo è uno dei momenti più difficili che il prestigioso Teatro e i  suoi lavoratori stanno passando, con mesi di stipendi arretrati per  artisti e maestranze (con alcuni casi che addirittura attendono dal  2012).  Un momento critico che non può e non deve essere gestito con superficialità dal  presidente del CdA, il quale ha il dovere morale ed etico di smuovere i  soci principali e tra questi, la Regione, socio che ha azzardato la  nomina ed indicato l’incarico. Dopo il cambio di guardia interno al  CdA con la nomina del suo presidente, auspicavamo che quest’ultimo  mettesse ordine attraverso scelte condivise e soprattutto  autorevolezza nei rapporti con i soci per il bene e la sopravvivenza  dell’Ente. Boicottare le proposte sindacali e/o perdere tempo rispetto  alla convocazione del CdA, è un atteggiamento sconsiderato e senza  senso. Accettare incarichi prestigiosi come questo, determina l’onere  di contrastare chi dovrebbe regolarizzare i crediti attraverso i fondi  di pertinenza e non essere subalterno alla politica appoggiando una  linea organizzativa di scarse vedute culturali. Le lavoratrici ed i  lavoratori rimangono in una situazione difficilissima e pretendono la  regolarizzazioni delle spettanze. La CGIL e la UIL non permetteranno altra perdita di tempo e si  appellano ai soci del Teatro Stabile per convocare urgentemente una  riunione delle parti sociali per strappare dal tunnel della precarietà economica e sociale tutte le maestranze e  gli artisti. Solo a loro va riconosciuto il merito di  essere protagonisti nella continuità delle produzioni e nella  salvaguardia dei diritti dell’abbonato”.
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