di Nicoletta Castiglione
CATANIA – Si prospettano feste natalizie poco felici per i 69 lavoratori dei laboratori di tossicologia Myrmex che nei prossimi giorni riceveranno le lettere di licenziamento, e che oggi hanno dato voce al loro malcontento nel corso di un sit-in che si è tenuto nella zona antistante gli Uffici del Lavoro a Catania.
“Una grande sconfitta per il territorio” sottolineano i sindacati in merito alla vicenda. Una vicenda tutta siciliana fatta di illusioni lunghe attese e false promesse, che nasce a seguito della cessione di un ramo aziendale dei laboratori, che non ha portato il rilancio auspicato ma ne ha segnato il tracollo definitivo.
Ma un carico di ovvie e grosse responsabilità vengono attribuite alla gestione istituzionale della questione : – “ Puntiamo il dito prima di tutto contro la Regione Siciliana, rea di aver fatto un clamoroso passo indietro che ha segnato l’inizio della fine di questa clamorosa esperienza storica. Già questa estate avevamo lanciato l’allarme,anticipando notevolmente i tempi di scadenza della salvaguardia occupazionale sancita dalla delibera del governo regionale, in seguito all’inadempienza dell’azienda e di un piano industriale mai onorato. Ma per tutta risposta abbiamo ricevuto l’amara sorpresa per bocca dell’assessore Vancheri che ha dichiarato l’illegittimità della delibera fatta sotto il governo Lombardo. “
Adesso ad un passo dal baratro, i lavoratori chiedono a gran voce di trovare una soluzione che non li lasci definitivamente in mezzo ad una strada a seguito di inadempienze aziendali e istituzionali.
Le possibili soluzioni proposte dal sindacato sono due: innanzitutto sarebbe fondamentale che il laboratorio venisse comprato e rilanciato, e in seguito, rimettere il destino dei lavoratori nelle mani della Pfizer.
“Trovare il capitale necessario affinchè il laboratorio venga salvato è difficile ma non impossibile- conclude il segretario Patti – è importante tener bene a mente della storicità e dell’efficienza di una ramo aziendale che è sempre stato un fiore all’occhiello per la città e che non si può lasciar morire così.”

Scrivi