CATANIA- «L’architetto Giacomo Leone è stato protagonista ai più alti livelli della vita cittadina, professionale e politica della nostra città, arricchendo il dibattito culturale sui temi dell’architettura e dell’urbanistica, a Catania, in Sicilia, in Italia. È stato esempio di professionista cittadino a tutto tondo, chiaro e scomodo nelle sue posizioni mai personali, ma sempre rivolte alla crescita della nostra collettività».

Con questa motivazione il Consiglio dell’Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori di Catania, presieduto da Giuseppe Scannella, chiede ufficialmente alle autorità locali un riconoscimento civico per la figura del professionista scomparso un mese e mezzo fa. Nella lettera – indirizzata al Commissario della Provincia Regionale di Catania Paola Gargano, al sindaco di Catania Enzo Bianco e al presidente del Consiglio Comunale di Catania Francesca Raciti – si chiede «che il centro fieristico Le Ciminiere venga intitolato alla figura del suo autore assumendo la denominazione Polo culturale-fieristico Giacomo Leone – Le Ciminiere». Si auspica inoltre «che una delle numerose sale disponibili possa ospitare una mostra permanente delle sue opere, oltre che eventi culturali in ambito urbanistico e architettonico».

Le-Ciminiere-di-Catania1Fin qui il comunicato, adesso le nostre considerazioni. Un mese e mezzo di riflessione per una doppia gaffe istituzionale,  che non può avere neanche la giustificazione della fretta dovuta all’emotività. La richiesta di intitolare Le Ciminiere all’architetto Giacomo Leone  è inviata a persone sbagliate. Paola Gargano non è più il commissario straordinario della Città metopolitana di Catania (l’ex Provincia regionale di Catania) dal 31 dicembre scorso. Dai primi di gennaio è stata nominata Maria Costanza Lentini. A parte questo, forse non rientra nei compiti del commissario straordinario, vincolati all’ordinaria amministrazione, una decisione del genere. Richiesta sbagliata anche quella indirizzata  al sindaco Enzo Bianco e alla presidente del Consiglio comunale, Francesca Raciti. Entrambi non hanno alcuna competenza sulle Ciminiere di viale Africa. Sicuramente non al momento, almeno che l’architetto Scannella non abbia voluto mettere il carro davanti ai buoi e consideri già il sindaco Bianco prossimo presidente della Città metropolitana. A questo punto glielo auguriamo, al presidente degli architetti, cioè.

Sull’opportunità  poi di intitolare la struttura all’architetto Giacomo Leone esprimiamo qualche considerazione. La commozione, o forse la ricerca di facili applausi, spesso fanno dimenticare la storia. E’ storia, infatti,  che il centro fieristico-congressuale Le Ciminiere di viale Africa è il monumento alla Tangentopoli  della “Catania da bere” di fine anni ’80 primi anni ’90. Un’opera pubblica con mega tangenti che coinvosero imprenditori, politici, enti diversi (Comune e Provincia), le lobby, insomma che comandavano e gestivano la città in quegli anni. L’ “affaire Le Ciminiere” non fu certo marginale nello scioglimento del Consiglio provinciale e nel successivo commissariamento. Basta rileggere le cronache di quegli anni.

In questo contesto Giacomo Leone operò. E’ un dato di fatto inconfutabile. Sarebbe, quindi, a nostro avviso poco opportuno, se non addirittura offensivo per la memoria, legare il nome di Giaocmo Leone alla “madre di tutte le tangenti”. Il generoso impegno dell’Ordine degli architetti potrebbe essere, invece, rivolto a studiare e progettare, in termini tecnici, una migliore gestione della struttura sul piano dei consumi energetici e della manutenzione, da  sempre  problemi che ne hanno limitato la funzionalità.

Daniele Lo Porto

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