Catania. Una vicenda complicatissima che coinvolge amministrazione comunale, tribunali e società civile. La zona nei pressi del lungomare poteva essere trasformata in centro commerciale ma alla fine hanno prevalso legalità e buon senso. Lo scempio è stato evitato anche grazie alla competenza di un commissario straordinario nominato dal Tribunale Amministrativo Regionale, Luigi Albino Lucifora, che ha esaminato gli atti di un’intricata vicenda che si trascinava da circa dieci anni. Le vicende di tal genere a Catania – ma non solo – hanno durata che va ben al di là del tollerabile. Ma tant’è.

Gli atti erano stati prodotti dal comune stesso e già valutati a più riprese dallo stesso Tribunale su richiesta dell’Ati che si era aggiudicata i lavori per eseguire vie di fuga originariamente finanziate per circa 10 miliardi di lire dalla Protezione Civile. Questa aveva ritenuto l’opera di massima e “somma urgenza”, in caso di eventi sismici.

Tutto era iniziato nel 2001 col progetto della Protezione civile che prevedeva la sistemazione di viale Alcide De Gasperi. Nella zona dal Rotolo a piazza Europa, compreso i borgo di San Giovanni li Cuti.  L’allora sindaco di Catania Scapagnini venne nominato commissario straordinario per l’emergenza traffico, proprio per dare attuazione al progetto. Nel 2005, il direttore dell’“Ufficio speciale per l’emergenza traffico”, Tuccio D’Urso, avrebbe stravolto il progetto trasformando o meglio inserendo la via di fuga “da realizzare con somma urgenza” in un corposo centro commerciale con un impatto ritenuto eccessivamente invasivo sul territorio. Tanto da suscitare la reazione di tutte le associazioni ambientaliste e da sollecitare una pronuncia dei vertici parlamentari tramite interrogazione. Ovviamente contrario s’era dichiarato l’allora direttore del Dipartimento nazionale di Protezione civile, Guido Bertolaso, che non riteneva opportuno oltreché illegittimo ricorrere a un “Project Financing” per il finanziamento di un’opera già finanziata dalla Protezione civile e i cui fondi erano stati stornati per realizzare un altro progetto. Pertanto invitava il Comune ad annullare gli atti posti in essere al fine di evitare in un prossimo futuro danni e pregiudizi.

Nel frattempo, l’aggiudicazione della gara con l’importo lievitato a circa 12 miliardi di euro da parte di un’Ati (Immobiliare Alcalà – Gate – Keinesia), era stata bloccata con la richiesta di un adeguamento al progetto più conforme alle finalità originarie dell’opera. Infatti le modifiche apportate dall’impresa non erano state condivise e il progetto era stato giudicato difforme non solo rispetto al Prg ma anche al progetto preliminare di variante, il Comune aveva finito per temporeggiare e aveva così ritardato la stipula del Contratto. Ancora nel 2007 il procuratore della repubblica Gennaro aveva acquisito gli atti amministrativi e due anni dopo le associazioni ambientaliste avevano chiesto all’Amministrazione notizie sulla vicenda.

Nel 2011 l’Ati aveva presentato al Tar ricorso per “silenzio in adempimento” nei confronti del Comune. Il Tar aveva dato novanta giorni al Comune per esprimersi altrimenti avrebbe nominato un commissario. Alla fine del 2011 si era insediato un primo commissario straordinario: Santi Alligo. Successivamente, i responsabili dei procedimenti che si erano succeduti accertavano sia delle illegittimità sia evidenti pregiudizi all’interesse pubblico per grave impatto ambientale. Gli stessi avevano proposto alle Amministrazioni dell’epoca, e all’attuale giunta Bianco, l’annullamento degli atti posti in essere. Alla fine del 2013 la giunta Bianco approvava una delibera di “indirizzo politico” di annullamento e revoca dei provvedimenti, a partire dal 2007.

A Lucifora, commissario nominato dal Tar, sono stati attribuiti pieni poteri e la possibilità di decidere sulla base degli atti esistenti e dei pareri espressi dagli uffici. I pareri sono risultati  tutti negativi e riguardavano le modalità di realizzazione dell’opera e l’inevitabile “scempio” del territorio.

Conseguentemente, il commissario – dirigente di cui si conosce la competenza amministrativa: peraltro è stato segretario generale della Provincia regionale di Catania – ha scritto la parola fine sulla vicenda, dopo quasi un decennio; evitando ulteriori illegittimità e pregiudizi all’interesse dei cittadini. Lucifora ha annullato così tutti gli atti posti in essere. I cittadini (veri sconfitti) rimangono dunque in attesa della benedetta realizzazione della via a scorrimento veloce, dichiarata di “somma urgenza” all’epoca del finanziamento, per poter essere utilizzata in casi di eventi calamitosi.

Occorre infine realizzare il progetto originario senza ricorrere a speculazioni commerciali che avrebbero deturpato una delle più belle zone della città.

 

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