Tradizione, religione, folklore sono questi gli ingredienti principale della festa di Sant’Agata la terza più grande e importante al mondo. La devozione dei cittadini che, con i loro fazzoletti bianchi sventolanti, attendono trepidanti di salutare, all’alba del 4 Febbraio la loro “Santuzza” che da secoli sa far rivivere alla città di Catania il suo miracolo, quello di unire nel suo amore tutti i cittadini, tutti i suoi figli.

E così, in queste tre lunghe giornate dedicate ad Agata dal 3 al 6 febbraio, il capoluogo etneo si veste con il suo più bell’abito della festa, fatto di colori, musiche, preghiere, fuochi pirotecnici, danze e cibo. Usanze che si tramandano da secoli, famiglie raccolte in un susseguirsi di tradizioni che rendono immutata questa santa festa.

Uno tra i dolci più mangiati e famosi delle festività Agatine sono le “Minnuzze di Sant’Agata” o “Minnie di vergine”, chiamate così proprio perché la loro forma ricorda una seno femminile rifacendosi all’atroce martirio che dovette subire la fanciulla Agata.

La storia infatti narra che il proconsole Quinziano invaghitosi della giovane Agata la sottomise a diverse pressioni psicologiche e morali per farla cedere alle sue lusinghe, ma la ragazza ferma nella sua fede cristiana e nella volontà di consacrarsi a Dio respinse ogni tentativo del proconsole. L’uomo accecato dall’ira decise di rinchiudere Agata in carcere, processarla e infliggerle  una terribile violenza strappandole con le tenaglie le mammelle, durante la notte alla giovane apparve San Pietro che le risano le ferite. L’indomani Quinziano sottopose Agata al supplizio dei carboni ardenti, ma anche qui la fanciulla si salvo grazie ad un velo che una donna le gettò addosso per coprirla. La notte successiva Agata spirò nella sua celletta al seguito delle atroci violenze.

Le Minnuzze di Sant’Agata sono il simbolo della dolcezza, di una fanciulla di appena 15 anni martirizzata, del suo animo puro, della sua ingenuità e del cuore forte, coraggioso di una donna che ha difeso la propria volontà contro le torture di un bruto.

Ecco la ricetta del buonissimo dolce, vi consiglio di provarla in questi giorni, per assaporarne la delicata bontà e per celebrare, anche in cucina, la festa della nostra Santuzza.

Minnuzze di Sant’Agata:

Ingredienti:

per la pastafrolla: 600 gr di farina 00 – 120 gr di burro –  150 gr di zucchero a velo – aroma di vaniglia – 2 uova

per la farcitura: 500 gr di ricotta di pecora – 100 gr di canditi – 100 gr di scaglie di cioccolato – 80 gr di zucchero

per la glassa: 350 gr di zucchero a velo – 2 cucchiaio di succo di limone – 2 albumi

Preparazione

Pastafrolla: In una ciotola capiente tagliare  il burro a dadini e lavoratelo con la farina. Impastate bene i due ingredienti e aggiungete lo zucchero a velo, incorporate le uova e la vaniglia e amalgamate il tutto velocemente. Quando il composto avrà una consistenza soffice ed elastica, da poterci affondare le dita, copritelo con un panno e lasciate riposare per un’ora.

Farcitura: Lavorate con le fruste lentamente la ricotta con lo zucchero in un contenitore,  fino a renderla una crema liscia, senza grumi. Unite, quindi i canditi e il cioccolato. Lasciate riposare la vostra crema in frigorifero per mezz’ora circa.

Glassa: Montate parzialemente gli albumi con un pizzico di sale, aggiungete lo zucchero, il succo di limone e continuare a mescolare fino ad ottenere una crema bianca, lucida e spumosa.

Una volta trascorso il tempo di posa, imburrate e infarinate degli stampini rotondi, non dobbiamo infatti dimenticare che il dolce deve avere la forma tonda di un seno. Stendete la pastafrolla  in uno strato sottile e coppatela (tagliate un disco di pasta). Foderate con il disco di pasta il fondo degli stampini, versate su ognuno  la crema e richiudeteli con un altro dischi di pastafrolla. Ponete gli stampini nel forno a 180 gradi e cuoceteli per 25-35 minuti.

Sfornare e fate freddare i vostri dolci su una griglia. Estraete delicatamente ogni “minuzza” dal suo stampo e versate delicatamente sopra la glassa in modo uniforme, prestate molta attenzione perché la glassa  tenderà a solidificare in poco tempo.

Decorate, infine, queste magnifiche, bianche, profumate semisfere con una ciliegina candita, ed ecco a voi le dolci Minnuzze di Sant’Agata sono pronte !

Buon Appetito e ricordate… Cittadini Viva Sant’Agata !!!

A.M.

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