Le passioni e l’arte di Picasso in mostra al Castello Ursino

di Agnese Maugeri, foto servizio: Vincenzo Musumeci

Catania – Il genio di Picasso è approdato a Catania. Non potrebbe essere descritta in altro modo la sua produzione artistica se non con il termine geniale. Era capace di creare arte usando ogni tipo di materiale, ottimo pittore, originale disegnatore ma anche eccezionale scultore. La sua visione era illimitata e risultava sempre unica, innovativa e straordinaria.

Picasso è sinonimo di stravaganza, successo, creatività, talento, follia, anticonformismo, genio, ma soprattutto Pablo Picasso è un crogiolo di passioni che hanno caratterizzato la sua arte e la sua esistenza.

Proprio su le numerose passioni che hanno alimentato lo spirito dell’artista spagnolo è incentrata la mostra inaugurata ieri al Castello Ursino “Picasso e le sue passioni – and his passion” alla presenza del sindaco di Catania Enzo Bianco, dell’assessore ai Saperi e alla Bellezza condivisa e al Turismo Orazio Licandro, alla curatrice dell’esposizione Dolores Dùran Ucar insieme a Stefano Cecchetto e dei responsabili di produzione e organizzatori Gianni Filippini e Francesca Silvestri di ComedingArting & III Millennio.

La mostra sarà visitabile tutti i giorni, compresa Pasqua e Pasquetta, fino al 28 giugno.

300 opere che percorrono tutta l’attività artistica di Picasso, dalla pittura alla ceramica passando per, la tauromachia, i moschettieri, il periodo Azzurro della malinconia e quello Rosa dell’allegria dei saltimbanco, non potevano mancare quadri sul cubismo, e i disegni, schizzi raffiguranti il teatro, gli amici, le sue donne, amori, tante opere, incantevoli esempi dell’eclettismo del grande artista.

La conferenza stampa è stata aperta dall’assessore Orazio Licandro: “con questa mostra riapriamo il dialogo che abbiamo già provato con la precedente esposizione di “artisti di Sicilia” tra l’arte classica, del Castello Ursino, e quella moderna di Picasso. Le sperimentazioni di estremo interesse e suggestione, sono tutte fortemente volute dentro questo bellissimo scrigno che è diventato luogo di offerta e produzione culturale, una visione nuova che stiamo entusiasticamente attuando”. All’interno del castello-museo si è aperto un bookshop a cura di Officine Culturali.

Il Sindaco Bianco soddisfatto ha parlato di una primavera catanese strettamente connessa con l’arte: “Questa mostra di Picasso è la prima dei grandi eventi che ogni anno, in questa stagione, ci prefiggeremo di realizzare qui nel Castello Ursino, per legare il nome di Catania alla Primavera. La nostra città è un grande polo d’attrazione turistica, due volte Patrimonio dell’Umanità con il suo barocco e con l’Etna. E’ una Città d’arte in tutte le sue manifestazioni, e l’anno scorso siamo entrati per la prima volta nella classifica delle 20 città italiane turistiche. In questo castello federiciano, che è un luogo espositivo straordinario e che stiamo cercando di utilizzare al meglio, adesso lanciamo questa mostra su Picasso, un viaggio attraverso la vita di uno dei più importanti artisti del Novecento”.

Un percorso completo di opere del grande artista, dove però manca proprio il famoso quadro della “Marchesa dal culo cristiano” usato come emblema della mostra. Infatti, l’idea dell’esposizione era partita proprio da quest’olio, che più precisamente si chiama “Figura de mujer inspirada en la guerra de España”, un prezioso quadro politico che raffigura, secondo Picasso, la nobiltà spagnola che appoggiava il dittatore Francisco Franco, rappresentata come una orrenda gallina dal collo lungo. Purtroppo il proprietario del dipinto, ci spiega Francesca Silvestri, proprio due giorni prima dell’apertura della mostra a Catania è stato ammaliato dalla cospicua offerta delle principesse del Qatar e ha venduto il pregiato olio. Una vicenda degna di un copione che ricorda per certi aspetti il film di Tornatore “La miglior offerta”ma nel mondo dell’arte anche queste sorprese bisogna metterle in conto, inoltre la Silvestri ci lascia intendere che le principesse del Qatar sono particolarmente interessate al genio Picasso, tanto che presto per vedere le opere dell’artista dovremmo tutti recarci nell’emirato arabo.

La tecnologia, al giorno d’oggi, ci consente di trasformare l’impossibile in possibile e così, in una parte della mostra, è stata allestita un’installazione multimediale “Picasso in the cube (politic passion)” dove si può vedere il quadro della “Marquesa” in tutta la sua bellezza e non solo, sono presenti infatti altre due opere del periodo politico di Picasso, il celebre “Guernica” realizzato dopo il bombardamento dell’omonima città durante la rivoluzione spagnola e “Massacro di Sinchon” che ritrae un episodio avvenuto durante la guerra in Corea. L’installazione è anche interattiva quindi i visitatori potranno oltre a vedere gli oli sentire suoni e leggere la storia dei dipinti.

La parola è dunque passata alla curatrice della mostra Dolores Dùran Ucar che oltre a parlare dell’esposizione di Picasso ha accompagnato i giornalisti lungo tutto il percorso, spiegando l’arte del maestro e i differenti periodi, caratterizzati da diverse passioni, che hanno influenzato la sua produzione.

La dottoressa Dolores ha affermato: “Perché era un genio Picasso? Semplicemente perché sapeva far bene ogni cosa, disegni, pitture, ceramiche, libri illustrati. In questa mostra si può notare il suo talento per la ceramica e la scultura, che probabilmente è un aspetto che si conosce meno. Lui aveva un totale dominio tecnico e questo insieme alla sua creatività ha fatto di Picasso l’innovatore dei XX secolo”.

Questa mostra dona una visione globale del genio di Picasso, si può capire la struttura del suo linguaggio perché in essa ci sono tutte le tecniche, le epoche e la tematiche lavorate dall’artista spagnolo.

Il maestro si avvicina alla ceramica quasi per caso negli anni 50, non più giovane, durante il suo soggiorno a Vallauris nel sud della Francia, lì ha appreso le tecniche per lavorare la terracotta e gli smalti. Questa profonda conoscenza della materia ha permesso a Picasso di modellare e creare innumerevoli oggetti, piatti, anfore, brocche, mattoni, tutti visibili all’interno del museo. “Sono sicura che Picasso sarebbe contentissimo di vedere le sue opere in ceramica esposte vicino alle terracotte antiche, classiche, che sono custodite all’interno di questo splendido Castello Ursino” dichiara Dolores.

Una mostra che racchiude settanta anni di lavoro di Picasso, il suo periodo parigino con l’amicizia e ammirazione per Toulouse Lautrec, per i post impressionisti e i colori, dove si rincorrono i temi del cabaret e delle ballerine. Ritroviamo tra le sale del Castello i disegni del periodo raffiguranti la Carmen, l’opera di Bizet, una storia tragica che mostrava come la Francia vedeva la Spagna Andalusa romantica, Picasso ha disegnato i volti, piccole linee, geometriche figure essenziali.

Poi ritroviamo il Periodo Azzurro con il dipinto “Repas frugal” (Il pranzo frugale) dove è raffigurata una coppia seduta davanti a un piatto vuoto e una bottiglia di vino, è un’epoca di malinconia che si evince dai colori utilizzati, tutti compresi nelle tinte dell’azzurro, e dai volti stanchi, sono personaggi vinti dalla realtà.

Con i tre ritratti di Madlen, compagna in quel momento della sua vita, si passa al Periodo Rosa quello dei saltimbanchi dove Picasso studiava e ritraeva il Circo Medrano insieme al suo amico lo scrittore Apollinaire. Qui ritroviamo il dipinto “La Suite des Saltimbanque” ma l’artista in questo momento si immerge anche nella commedia dell’arte, si possono per tanto mirare le 33 tavole di disegni tra costumi e scenografie che l’artista aveva fatto per il balletto di Diagilev “Le Tricorne”.

Continuando il percorso della mostra si effettua un volo pindarico verso l’Africa e il cubismo di Picasso, un viaggio di andate e ritorno del maestro in cui si mostra tutto attraverso l’essenziale, un’avventura analitica dove viene filtrato solo il tema e il colore da riportare nella tela. Nella mostra ci sono due magnifici esempi di questo periodo la prima è un ritratto di Dora Maar, fotografa francese amante di Picasso, e poi l’olio “Il Mosquetaire” un tema precedentemente usato e poi ripreso dall’artista in modo schematico.

Le donne della sua vita sono la vera passione da Jacueline a Dora da Madlen a Françoise , palpiti che rivivono nella sua pittura nelle espressioni di quella letteratura che lui adorava come nelle tele che ripercorrono l’opera di Fernando De Rojas “La Celestina” che racconta un amore tragico.

Dulcis in fundo il suo amore per la “Tauromaquia o arte del torear”, anche se lontano dalla sua Spagna per un esilio voluto poiché in contrasto con l’ideologia di Franco, Picasso non ha mai rinunciato alla sua amata corrida e a disegnare e dipingere le scene dello spettacolo nella Plaza de Toros, raccontando, attraverso le sue tele, le gesta del suo amico torero Dominguin, e tutti gli avvenimenti di quelle terribili “cinco de la tarde” che hanno affascinato molti artisti spagnoli come lo stesso Garcià Lorca.

La dottoressa Dolores Dùran Ucar ha concluso la sua spiegazione affermando: “In questo momento se una persona vuole conoscere in modo globale l’opera di Picasso deve andare al Museo Picasso o qui al Castello Ursino”

Una mostra di grande eccellenza che esalta la figura del Minotauro Malagueño e non solo rende Catania una città competitiva sotto il profilo artistico, speriamo che l’arrivo di Picasso segni davvero l’inizio di una nuova primavera.

 Agnese Maugeri

Foto Servizio: Vincenzo Musumeci

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