Le scorte ai politici ci costano 250 milioni di euro annui e impiegano 4000 agenti e 1500 automezzi

di Vincenzo Adalberto 

L’Italia dei Valori ha presentato un dossier e un’interrogazione alla Camera e al Senato sulle scorte inutili nel nostro paese, puntando l’indice soprattutto contro quelle assegnate impropriamente alla casta politica che spesso le ostenta solo come status symbol. Le scorte inutili ancora sono tante, troppe e vanno inevitabilmente ad aggravare la difficile situazione della sicurezza in Italia perché sottraggono poliziotti e carabinieri al controllo del territorio. Mentre i nostri politici sono super protetti dalla loro scorta, spesso senza averne donde, la gente comune subisce le conseguenze di questa scellerata politica dei privilegi: scippi, rapine e furti in abitazione continuano a proliferare. A Catania lo sappiamo benissimo, infatti la città etnea è tra i capoluoghi più violenti d’Italia.

L’IdV snocciola numeri da  brivido: le scorte ai politici illustri ci costano circa 250 milioni di euro annui, 600 sono solo le scorte assegnate alle personalità politiche per le quali vengono impiegati circa 4000 uomini delle forze dell’ordine e 1500 automezzi. La città in cui sono concentrate la maggior parte delle scorte è naturalmente la capitale, dove si contano 200 scorte con l’impiego di circa 1200 agenti solo della Polizia di Stato. Per farci un’idea di come i numeri italiani siano da capogiro, basti fare un confronto tra Roma e le altre capitali europee: Madrid conta 60 dispositivi di scorta, 43 a Londra e 41 a Parigi.

L’Italia dei Valori chiede al governo di rivalutare tutta la situazione delle scorte, tagliando quelle inutili e concedendole solo a chi ne ha effettivamente bisogno come i magistrati a rischio e i testimoni di giustizia.

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Ma quali e quante sono le scorte inutili? L’IdV lo renderà pubblico con un documento ufficiale. Intanto i nomi di due noti personaggi ci vengono anticipati: l’ex premier Mario Monti ed Elsa Maria Fornero, ovvero l’ex ministro del lavoro che sulle pensioni ha scritto la pagina più nera della storia della nostra repubblica, di cui gli italiani ne pagano ancora le conseguenze  sulla loro pelle.

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E in Sicilia? Tra le scorte illustri non possono non venirci in mente quella del governatore siciliano Rosario Crocetta, del sindaco di Catania Enzo Bianco, del Sottosegretario di Stato al Ministero delle Politiche Agricole Giuseppe Castiglione, indagato per turbativa d’asta nell’inchiesta della Procura di Catania sull’appalto per la gestione del Cara di Mineo e quindi, last but not least, Anna Finocchiaro, presidente della commissione affari costituzionali del Senato. Sono ancora sotto gli occhi di tutti le immagini della senatrice catanese, pubblicate dal settimanale Chi, mentre fa la spesa all’Ikea, aiutata dagli uomini della scorta che le spingono il carrello pieno di acquisti.

Sono scorte inutili? Giudicate voi.

V. A.

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