Katya Maugeri

La Scuola di Legalità “don Peppe Diana” di Roma e del Molise riprende il suo cammino sui temi della prevenzione e del contrasto della criminalità organizzata e della corruzione. L’esperienza fortemente voluta da Vincenzo Musacchio è giunta al terzo anno dopo un inizio entusiasmante con gli interventi di Nino Di Matteo, Salvatore Borsellino, Pino Arlacchi, Simona dalla Chiesa. A pochi giorni dall’anniversario dell’assassinio del prefetto di Palermo, Carlo Alberto dalla Chiesa, abbiamo intervistato il direttore e fondatore della Scuola, Vincenzo Musacchio, giurista ed esperto di criminalità organizzata e di strategie di lotta alla corruzione, per fare un breve bilancio.

Quali saranno le nuove iniziative della nuova stagione?

«Ci sarà una differenza importante rispetto alla scorsa edizione: la Scuola è finalmente in grado di garantire una borsa di studio di cinquecento euro che sarà erogata con il Premio Sandro Pertini allo studente più meritevole e al tempo stesso con le minori possibilità legate al reddito. Non era mai successo prima d’ora che potessimo assicurare una borsa di studio. E tutto questo è stato reso possibile grazie al sostegno di un benefattore che vuole restare anonimo».

Come hanno giudicato questa sperimentazione gli studenti?

«È stata un’esperienza meravigliosa con i ragazzi delle scuole elementari e medie. Molti genitori ci hanno ringraziato in privato e pubblicamente. I ragazzi hanno partecipato in maniera massiccia e con grande entusiasmo. La loro curiosità e la voglia di approfondire i temi trattati spesso ci hanno persino messo in difficoltà. Sono stati loro il vero “cuore pulsante” del nostro primo anno».

01La realtà siciliana è sempre al centro del vostro progetto di legalità?

«Quest’anno è stato un anno molto significativo per svariati motivi. Vorrei solo ricordare l’intervento di Nino Di Matteo che ha aperto i corsi ricordando ai ragazzi di ricercare sempre la verità e di formare autonomamente le proprie convinzioni. Salvatore Borsellino, invece, ci ha ricordato la figura del fratello Paolo e dei suoi ultimi giorni prima di morire nella strage di via D’Amelio. Molto significativa anche la partecipazione di Simona Dalla Chiesa che ci ha raccontato un padre anche nella sua versione familiare non solo quella conosciuta da noi tutti. Pino Arlacchi, ci ha fatto rivivere l’esperienza del Pool Antimafia di Palermo e delle bellissime esperienze vissute al fianco di Falcone e Borsellino. Abbiamo discusso di bullismo, di violenza sulle donne, di corruzione. Speriamo di aver offerto un’occasione di riflessione utile ai ragazzi nel loro futuro scolastico e di vita. Per quanto mi riguarda il tesoro più prezioso che custodisco nel mio cuore resta il rapporto con gli studenti, i docenti e i presidi che hanno fortemente creduto nel nostro progetto. Abbiamo condiviso valori e conoscenze e abbiamo costruito una esperienza solida e valida per i ragazzi semplicemente lavorando insieme».

Come fa la vostra Scuola a sostenersi?

«Nel tracciare un bilancio non va naturalmente trascurata la dimensione economica: il tutto è stato realizzato a costo zero. Si proprio così. Non abbiamo speso un centesimo. In ossequio al principio di trasparenza possiamo dire che non solo che non abbiamo un bilancio ma che ci reggiamo soltanto sul libero volontariato, in alcuni casi rimettendoci in proprio, cosa purtroppo ancora molto rara in Italia. Il nostro bilancio dunque è sempre pari a zero ma è ricchissimo in termini di dedizione e di volontà nel perseguire i nostri obiettivi».

Vorreste avere sovvenzioni o fondi da poter spendere?

«Finché sarò presidente e direttore io, assolutamente no. Questo mi preme sottolinearlo, la Scuola deve essere libera da vincoli di sorta ed operare solo per il bene comune.  Un percorso di questo tipo dev’essere a disposizione di chi lo cerca e crede nel progetto. Noi non ci proponiamo ma siamo chiamati dalle scuole, dai docenti e dai presidi. Per questo è particolarmente preziosa ogni forma di promozione spontanea e personale di chi ha condiviso questa esperienza e la ritiene meritevole di consenso. La nostra vera pubblicità è il nostro prodotto».

Anche quest’anno coinvolgerete la Sicilia?

«Certamente continueremo il progetto “Legalità bene comune” nelle scuole e nei Comuni del Molise. Poi abbiamo incontri già fissati a Roma, Napoli, Pescara, Foggia e saremo anche in Sicilia ed in Calabria. Impegni non da poco. Ovviamente andremo, nei limiti del possibile, ovunque saremo liberamente invitati. Uno degli impegni a cui tengo particolarmente sarà la nostra presenza in Vaticano prevista entro fine anno».

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A proposito dell'autore

Katya Maugeri

Determinata. Umorale. Contraddittoria. Parlare di me? Servirebbe un’altra me per farlo. Riesco ad analizzare, esaminare varie tematiche senza alcun timore, ma alla richiesta autoreferenziale, ecco la Maugeri impreparata! Caos. Ed è proprio in questo caos che trovo ciò che mi identifica, trovo stimolante tutto ciò che gli altri, per superficialità, ritengono marginale, amo trovare e curarne i dettagli. Credo che trattenere i pensieri e sentirli dibattere nella mia mente sia l’essenza della mia “devozione”. Amo scrivere, serve scriverlo?

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