CATANIA – Firmato un protocollo d’intesa, nel palazzo municipale, per una rete tra i Comuni e gli Enti del Distretto per la prevenzione della corruzione e la promozione della legalità.

“Voi siete i primi veri attori della lotta contro la corruzione”, ha detto il presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, ai sindaci del Distretto del Sud-Est Sicilia commentando la firma, nel Salone Bellini.  La costituzione di una rete tra i rappresentanti legali dei Comuni del Distretto sarà utile per la prevenzione della corruzione e la promozione della legalità e dell’integrità. A sottoscrivere il documento sono stati gli enti fondatori, i sindaci di Catania Enzo Bianco, di Siracusa Giancarlo Garozzo e di Ragusa Federico Piccitto, i rappresentanti dei commissari dei liberi consorzi di Comuni, le ex province, di Catania Francesca Ganci, Siracusa, Antonio Fortuna, Ragusa, Ignazio Baglieri, i rappresentanti di presidenti e commissari delle tre Camere di commercio – Alfio Pagliaro per Catania, Pippo Gianninoto per Siracusa e Salvatore Guastella per Ragusa. “Dove ci sono le luci accese – ha sottolineato Bianco – è più difficile che avvengano casi di corruzione. Sin dalla mia prima sindacatura ho tenuto in gran conto il tema della legalità, affidandolo allora a una persona di altissimo livello morale e professionalità come il professor Franco Cazzola che, appunto, fu il mio assessore alla Trasparenza, tra i primi assessori in Italia ad avere questa delega. La nostra terra e il Distretto, che è nato proprio un anno fa a Catania alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, hanno enormi potenzialità, a patto di coniugare sviluppo e legalità. Ecco perché il contrasto alla corruzione, a partire dagli enti locali, deve essere un primario obiettivo”. Il sindaco ha inoltre espresso “soddisfazione per il fatto che siano catanesi, di nascita o di adozione, tre dei quattro commissari che affiancano il presidente dell’Autorità, ossia Michele Corradino, Ida Nicotra e Nicoletta Parisi”.
Il Direttore e segretario generale del Comune di Catania Antonella Liotta ha fatto il punto sul Piano anticorruzione comunale catanese, partendo dalla sezione “Amministrazione trasparente” del sito web, che non esisteva nel 2013 ed è oggi pienamente operativa, e illustrando il progetto di implementazione per il prossimo triennio, puntando “sul miglioramento della qualità di dati e meta dati, all’open data e ai paradigmi dell’e-gov”. La risorsa fondamentale, secondo Antonella Liotta “è la forte legittimazione politica, il forte investimento che il sindaco Bianco fa quotidianamente sul tema della legalità e del contrasto alla corruzione”.
Il presidente dell’Autorità, legandosi all’intervento del Direttore generale del Comune di Catania Antonella Liotta, ha elogiato la figura del segretario comunale, che “sa bene dove si annidano i rischi di corruzione” e ha sottolineato la necessità di essere vicini alle amministrazioni e fare rete per la prevenzione della corruzione anche fornendo loro consulenza e supporto. “Perché questa battaglia non la possiamo certo vincere da soli”. Cantone ha poi messo in guardia dai rischi delle incrostazioni nella pubblica amministrazione: “Rotazione – ha detto – non è una cattiva parola, e il Piano anticorruzione non è un adempimento burocratico, ma una grande occasione, soprattutto per allontanare l’immagine di opacità dei nostri territori e diventare credibili”.
“Dipende – ha detto Cantone rivolgendosi ai sindaci – da voi, da quanto ci credete. E quanto credete nella trasparenza che può impedire la corruzione perché rende evidenti anche quei meccanismi di non decisione che rappresentano il vero tema da dibattere”. Il presidente dell’Autorità ha suscitato l’ilarità dei presenti raccontando un episodio paradossale: un Comune – “non era del Meridione” ha tenuto a precisare – che ha copiato integralmente il piano anticorruzione del Comune vicino. Al punto da lasciare i nomi dell’altro Comune e del responsabile anticorruzione. Il protocollo firmato prevede il raggiungimento di una serie di obiettivi a cominciare da quello di condividere iniziative e attuare misure di prevenzione della corruzione che supportino il Distretto nelle attività di sua competenza. Si proporrà quindi alle Prefetture la stipula di appositi protocolli di legalità che garantiscano nelle eventuali procedure di scelta del contraente di iniziativa del Distretto, l’utilizzo di clausole per la prevenzione, il controllo e il contrasto dei tentativi di infiltrazione mafiosa nonché per la verifica della sicurezza e delle regolarità dei luoghi di lavoro. Prevista anche la condivisione di banche dati, informazioni, esperienze, al fine di promuovere “best practice” e la cultura dell’integrità nelle organizzazioni appartenenti alla rete. Ci sarà anche l’implementazione di relazioni sistemiche con gli organismi nazionali deputati alle tematiche che indichino criticità comuni agli aderenti alla rete. Si provvederà a progettare una serie di percorsi formativi comuni con lo scopo di ottimizzare le risorse dedicate alla formazione in materia di prevenzione della corruzione. In quest’ambito e in quello dell’informazione della comunicazione, avverrà la promozione di convegni e incontri comuni su questi temi.

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