ROMA  – “Le misure sporadiche annunciate di volta in volta per il Mezzogiorno non sono più sufficienti. Il Sud Italia è in ginocchio e serve un piano preciso che abbia una visione di insieme e di durata e che agisca non sulle emergenze ma sull’ordinariet à per recuperare il gap con il resto del Paese. In questo senso, la legge di Bilancio può essere l’occasione per mettere mano alla questione meridionale, ancora drammaticamente aperta, o il Paese presto o tardi collasserà. Si tratta sempre degli stessi problemi che si ripetono negli anni perché mai affrontati e risolti: le opere incompiute, l’assenza di infrastrutture, la crisi dell’agricoltura, l’occupazione e, soprattutto, gli ultimi dati inquietanti sulla povertà che coinvolge giovani e giovanissimi”. Così , in una nota, il senatore siciliano del gruppo Ala, Giuseppe Ruvolo.

“Gli italiani al Sud – prosegue – sono più poveri dei migranti. Secondo l’ultimo rapporto Caritas, gli italiani rappresentano, infatti, il 66,6% delle persone accolte nei centri. Una situazione insostenibile confermata anche dal rapporto della Fondazione Migrantes secondo cui sono oltre 107 mila gli italiani espatriati nel 2015, con un incremento del 6,2% sull’anno precedente. In Sicilia, fra coloro che risultano iscritti all’anagrafe dei residenti all’estero ci sono in altissima percentuale licatesi, palmesi, favaresi e aragonesi che scappano da territori che purtroppo non hanno più nulla da offrire. Parliamo di un fenomeno che va avanti da anni, il Mezzogiorno si svuota e chi resta vive malissimo. Non si può più rimandare di anno in anno. Bisogna mettere a punto un disegno organico e serio che non si fermi a meri annunci, ma affronti la situazione con metodo. E bisogna farlo subito. E’ stata annunciata da poco la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina. Ma chi viaggerà sul ponte se ci sono siciliani che non riescono nemmeno a mettere insieme il pranzo con la cena?”.


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