SAN ROSSORE – Si è conclusa la Route nazionale dell’AGESCI: 30.000 giovani tornano a casa portando con loro un’esperienza straordinaria, un momento di vita indelebile, ma anche un rinnovato impegno responsabile di cittadinanza piena.

Gli scout sono stati raggiunti al telefono dalla voce del Santo Padre: “Vi auguro che queste ‘strade di coraggio’ che sono diritte al futuro, siano per voi un grande bene. Il coraggio è una virtù, un atteggiamento dei giovani. Il mondo ha bisogno di giovani coraggiosi, non timorosi; di giovani che si muovono sulla strada, non che siano fermi”.

Se il cammino iniziato con la Route nazionale non si fermerà, “questa sarà la vostra vittoria, il vostro lavoro per aiutare a cambiare questo mondo, a renderlo migliore”.

E ha concluso: “Cari giovani, ragazzi e ragazze, vi saluto da qui e vi auguro il meglio: non abbiate paura, non lasciatevi rubare la speranza, la vita è vostra: è vostra per farla fiorire, per dare frutti a tutti. L’umanità vi guarda; guarda voi in questa strada di coraggio.”

Alla presenza del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, di Sua Eminenza il Card. Angelo Bagnasco che ha presieduto la Santa Messa, concelebrata con Mons. Paolo Giovanni Benotto Arcivescovo di Pisa e con Mons. Italo Castellani Arcivescovo di Lucca, si è tenuta la cerimonia di chiusura, consegnando nelle mani delle istituzioni la Carta del coraggio, frutto del lavoro e dell’impegno degli scout in quest’ultimo anno.

“Grazie per questo lavoro intenso e intelligente”. Il Cardinal Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, accoglie con queste parole il testo della Carta del coraggio consegnatagli dagli alfieri, i rover e le scolte che l’hanno raccolta durante i giorni di campo a San Rossore. Per l’occasione, il Cardinale ha indossato il Gilwell, il fazzolettone scout che indossano i capi brevettati dell’AGESCI.

“L’Italia ha bisogno di voi, ha bisogno della vostra fatica, della vostra speranza, della vostra bellezza. Non lasciate in mano il futuro a chi ha paura, scegliete il coraggio anche tornando a casa”. Questa l’esortazione del Presidente del Consiglio.

Lucia di 20 anni, che in questi giorni ha lavorato alla Carta del coraggio è entusiasta di quanto è emerso “perché la Carta raccoglie tutti i nostri pensieri e i nostri desideri”.

Dalla Carta del coraggio

…Siamo noi che dobbiamo avere il coraggio di compiere il primo passo verso il cambiamento che vogliamo vedere: la nostra goccia è indispensabile al mare.

…Coraggio è responsabilità, è vincere l’indifferenza, è metterci in gioco, rimboccarci le maniche, assumerci dei rischi per fare ciò in cui crediamo.

…Decidiamo di impegnarci nella politica non come osservatori passivi ma come cittadini attivi…

…Vogliamo dare una veste nuova, più forte al valore della legalità.

…Vogliamo sostenere l’istruzione.

Ci impegniamo a riscoprire la vera bellezza del nostro territorio e dell’ambiente.

…Ci impegniamo nel lavoro, motore della dignità dell’individuo, per uscire dalla spirale del mero guadagno.

…Ci impegniamo a vivere coraggiosamente e con serietà una scelta consapevole di amore autentico, senza discriminare le persone.

Nella Chiesa ci impegniamo a essere membra vive.

Ci impegniamo a restituire dignità alle persone senza fissa dimora… ci impegniamo per distribuire sorrisi e regalare umanità…

Vogliamo essere sentinelle di positività e promotori di cambiamento.

Vi chiediamo di “aiutarci ad aiutare”, promuovendoci e permettendoci di “sporcarci le mani”.

Chiediamo a tutti di essere riconosciuti come una risorsa gratuita, vi stiamo consegnando il frutto del nostro lavoro: fate in modo che ogni parola che vi stiamo lasciando trovi terreno fertile e possa germogliare.

Si è conclusa la Route nazionale, ma le strade di coraggio sono appena cominciate.

(Foto esclusive di Biagio Privitera)

 

 

 

 

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