di Giuliana Avila Di Stefano

Leonardo Falzone, pittore raffinato e con un imprinting dato sia dalla sua Sicilia che dalla pianura padana, dove il luminismo atmosferico rarefatto in infiniti sfumati, ha segnato una tappa fondamentale nella sua ricerca pittorica, sarà presente con le sue opere alla collettiva che inaugurerà la galleria d’arte “La casa del sogno antico” sita in borgo S. Pietro – Militello Val di Catania.

E’ per il pittore che segue la filosofia de Il Segreto, un nuovo successo. Infatti la mostra collettiva, oltre a inaugurare la galleria d’arte del prof. Salvatore Garufi è inserita nel calendario della I^ edizione del “Festival dei Sogni – Il cibo e la cultura”, evento, proposto dallo stesso Garufi, che ha l’obiettivo culturale di mostrare e valorizzare i borghi urbani e le rappresentazioni folcloristiche popolari.

paesaggio campestre n.1

Le opere di Leonardo Falzone rappresentano i monumenti di Militello, cittadina ricca di storia e arte, e i vari paesaggi territoriali che hanno notevolmente influito sulla vita del pittore.  La collettiva sarà visitabile dal 28 agosto al 16 settembre, dalle ore 18 alle 24.

“Storicamente non è mai stato facile fare l’artista. Siamo sempre visti come evanescenti e non concreti. Nel periodo storico che viviamo, questo è forse ancora più accentuato – afferma il pittore – Io riesco a vivere positivamente l’arte anche grazie alla filosofia del Segreto. Da quando i miei pensieri hanno degli obiettivi precisi e positivi, essi si diffondono nell’Universo e magneticamente, nel tempo si realizzano, attraendo ciò che desidero”.

Classe ’72, Leonardo Falzone, insegna educazione artistica, oltre a essere costantemente impegnato in opere pubbliche, mostre personali e collettive.

Falzone, inizia giovanissimo gli studi artistici frequentando l’atelier del pittore Luigi Vanchieri, dal quale apprende i primi rudimenti tecnici.

Dopo aver conseguito il Diploma di Maturità d’Arte applicata, continua a perfezionarsi in pittur
a, presso l’Accademia di Belle Arti di Catania. Qui, incontra il suo mentore, il maestro Vincenzo Indaco, da cui riceve una forte impronta nella maniera di trattare le campiture, con particolare sensibilità pittorica.

Successivamente il suo percorso artistico iniziato con gli impressionisti francesi, si sposta verso il costruttivismo della pittura macchiaiola italiana ottocentesca.

Sarà il traferimento nel bergamasco a segnare la sua evoluzione e cambiamento artistico: il contatto con il paesaggio del nord Italia lo indurrà ad analizzare la pittura medievale e rinascimentale per maturare alcuni equilibri metodologici ed estetici della pittura figurativa tradizionale.

Parco Gioeni (olio e acrilico)

“Attraverso la pittura desidero fare coscienza della metodologia pittorica tradizionale, – afferma Falzone – che, muovendo i primi passi dalle innovazioni della Scuola Veneta, ha predeterminato la maniera del fare la bella pittura da cavalletto, dall’età post-rinascimentale alla fine dell’ottocento. Per questo ho aderito poeticamente alla corrente della pittura colta relativa almovimento post-moderno degli anni ’80”.

Falzone ha partecipato a numerose collettive in Italia e all’Estero, oltre che a personali. Le sue opere in permanenza a Catania sono esposte alla galleria  Arte Nuvò, agl
i Amici dell’Arte Katàne, alla Nuova Officina d’arte e a La bottega dell’arte – Garufi edizioni.

Tra i riconoscimenti più importanti ricevuti dal pittore Leonardo Falzone ricordiamo il premio Monthmatre galleria Le patio, il Premio Rene Magritte all’Am Art di Bruxelles e il Premio  Guglielmo II al Museo Civico Sciortino di Monreale.

L’artista è stato selezionato per partecipare alla biennale di Palermo 2015.

GAD

 

 

 

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